pit bull

CHI E’ IL PIT BULL

Sul pit bull sono stati versati fiumi di inchiostro. Alcuni miti sono propagandati dalla stampa, per vari interessi. Uno di questi è che il pit bull è il risultato di un progetto genetico nato per creare un cane killer. Altro mito è che il pit bull è un incrocio dal temperamento instabile e pericoloso. La verità è molto più semplice. Nei secoli passati erano diffusi in tutta Europa dei cani da presa, utilizzati per controllare bovini, suini e altri animali semi-selvatici negli allevamenti e nei macelli, nella caccia grossa, come cani da guardia e anche nei combattimenti. Sia per la selezione per compiti simili, sia per l’incrocio tra le diverse varietà geografiche, i cani da presa avevano un aspetto simile: altezza di circa 50 cm al garrese, pelo corto o raso, muscolatura sviluppata, testa massiccia con denti grandi e massetteri possenti.

La razza che ha influito maggiormente fino al 1800 è il Bulldog di vecchio tipo (simile a un pit bull moderno), rinomato in tutta Europa come cane da lavoro e da combattimento. Nel 1800 in Europa vengono vietati i combattimenti, ma questi continuano nel Nuovo Continente. Il Bulldog si trasforma in un cane da show, ma il vecchio Bulldog da lavoro, incrociato probabilmente in tempi più remoti con i terrier, continua a vivere nel pit bull.

Il pit bull è la prima razza tutelata negli Stati Uniti da un club, l’American Dog Breeders Association (ADBA), e quindi dall’United Kennel Club (UKC). Ancora oggi l’ADBA accetta solo iscrizioni di pit bull, mentre l’UKC ha aperto i propri registri anche ad altre razze. Il pit bull ritorna in Europa negli anni Ottanta, diventando in breve un cane tristemente famoso per i combattimenti clandestini, e diventando di pari passo un cane di moda.
Oggi esistono due selezioni principali, quella che segue i criteri morfo-funzionali del cane da combattimento, quella di un cane da show. Esiste inoltre una vasta popolazione di pit bull derivati da vari accoppiamenti senza finalità di selezione.

Secondo gli esperti, il profilo del Pit Bull e' :

REATTIVITA
Attività: livello medio/alto
Eccitabilità: livello medio/alto
Affettuosità: livello alto
Tendenza all’abbaio eccessivo:
livello basso
Tendenza alla minaccia
di morso ai bambini:
livello medio/basso

ADDESTRABILITA’
Addestrabilità all’obbedienza:
livello medio
Duttilità: livello medio
Giocosità: livello medio
Distruttività: livello medio

AGGRESSIVITA’
Abbaio territoriale: livello basso
Difesa territoriale: livello medio
Tendenza all’aggressività
verso gli altri cani: livello medio/alto
Tendenza a imporsi sul proprietario:
livello medio

 

I PUNTI FORTI

Può piacere o non piacere, ma il pit bull è sicuramente un cane fuori dal comune. Ha il fisico di un atleta, è agile, potente, veloce e resistente. Il pelo raso non nasconde le forme muscolose del corpo. E’ un cane con doti fisiche straordinarie. L’espressione è attenta, le orecchie se sono integre si piegano indietro mostrando la parte interna quando vuole dimostrare amicizia ai compagni umani, dandogli quell’espressione un po’ infantile e un po’ imbecille che solo i cani sanno avere. Con le persone è in genere molto confidente, socievole e affettuoso, adora il contatto fisico e può passare ore a farsi coccolare.
Per l’alta soglia di reazione al dolore e allo stress, reagisce anche al più maldestro dei proprietari, le visite veterinarie e quant’altro con rassegnata sopportazione. E’ sensibile e attento nelle relazioni sociali, e tende ad evitare i conflitti, soprattutto con l’uomo (non di rado anche con i cani). Tende ad essere confidente, non temere rumori, situazioni o oggetti sconosciuti. Per il pelo raso non è difficile da tenere pulito, ma è preferibile farlo dormire in casa. Non ama la solitudine, e teme il freddo. Ha una ridotta tendenza ad abbaiare.

famiglia cane

I PUNTI DEBOLI

La sua grande energia e forza fisica non sono da sottovalutare. Un pit bull di 20 chili può saltare come un grillo, tirare come un bue ed essere decisamente difficile da gestire se è eccitato, fuori controllo e non educato. Proprio l’eccitabilità è uno dei maggiori problemi nel gestire questi cani. Sensibili e pronti ad ascoltarvi in qualunque altro momento, quando sono eccitati possono essere realmente pericolosi, per la tendenza a saltare e cozzare addosso, tirare, usare la forza per ottenere ciò che vuole. Alcuni maschi adulti possono essere incredibilmente coscienti della propria forza fisica e caratteriale, e imporsi sull’uomo anche senza una minaccia apparente.

Gestire questo tipo di cane richiede notevole esperienza e abilità. L’impulso predatorio tende ad essere alto, e sono cani che una volta iniziata la caccia difficilmente si fermano. La tolleranza verso gli altri cani varia da individuo a individuo, alcuni soggetti sono molto socievoli e tolleranti, altri reagiscono con eccitazione e/o sfidando il possibile avversario. Il vero problema con un pit bull non è se può capitare un incidente (una aggressione), ma cosa succede in caso di incidente. La loro selezione si basa su una caratteristica nota come “gameness”, la tendenza ad affrontare senza interrompere lo scontro prede anche pericolose. Un pit dotato di “gameness” non smetterà di attaccare fino ad aver eliminato l’avversario, qualunque cosa succeda.

EDUCARE IL PIT BULL

Nell’educazione di un pit bull sono due le parole chiave da ricordare: forza e eccitazione. Un cane con questa forza fisica deve imparare a camminare al guinzaglio, a non saltare addosso, a giocare con i propri simili e con l’uomo senza causare traumi. Questo richiede esperienza e lavoro. L’altro problema è l’eccitabilità, che non deve mai essere stimolata attraverso giochi di lotta, giochi di predazione non controllati, attività fisica eccessiva o troppo ridotta, o semplicemente lasciando che il cane orienti il proprio impulso predatorio verso oggetti o animali senza gestione da parte del proprietario. Il cucciolo deve avere la possibilità di giocare con altri cani, soprattutto adulti ben socializzati, ma non deve imparare che può tirare come un pazzo verso ogni cane che incontra quando è al guinzaglio.

Non deve imparare a uscire di casa o a farvi le feste al vostro ritorno saltandovi addosso in modo frenetico. Non deve imparare a saltarvi in faccia quando in passeggiata vi fermate a chiacchierare con un amico e lui vorrebbe correre ai giardinetti. L’auto controllo è un requisito fondamentale nell’educazione di questi cani. Il grado di tolleranza verso gli altri cani è solo in parte derivato dalla socializzazione nei primi mesi di vita, esiste una forte componente caratteriale, difficilmente modificabile attraverso l’esperienza. Un pit bull adulto anche se tollerante e socievole deve comunque sempre essere controllato, evitando situazioni a rischio.

obedience agility

ADDESTRARE IL PIT BULL

Il pit bull viene a volte definito un cane da lavoro, ed effettivamente è stato ed è tutt’ora utilizzato in diversi compiti e competizioni sportive (escludendo ovviamente dalla definizione i combattimenti, attività illegale e immorale). Le attività che predilige sono quelle che richiedono una miscela di forza, resistenza fisica e mentale, coraggio e tenacia. Un programma americano, lanciato dall’esperta Sue Sternberg, prevede un piano di modifica culturale delle aree sub-urbane americane, mirato a trasformare l’attività dei combattimenti clandestini in prove ufficiali di traino di pesi (weight pulling). Per la grande socievolezza verso l’uomo, la resistenza allo stress, il piacere al contatto fisico, il pit bull è una delle razze che negli Stati Uniti vengono certificate come pet partner, cani utilizzati nella terapia di persone anziane o disabili.

Di natura molto sensibile nei contatti sociali con l’uomo, il pit bull non è generalmente un cane da difesa sportiva. E’ in genere troppo massiccio per l’Agility, e un solo pit bull compete con successo nelle prove italiane di Obedience. In questa disciplina il problema può essere la sua grande sensibilità, che lo porta a reagire a ogni stato emotivo del compagno umano, e a vivere negativamente anche l’assenza di rinforzo. Se lavorato con testa e con cuore, si dimostra un allievo eccellente. Con una buona scorta di bocconcini, potete scoprire quanto è divertente addestrare un pit bull all’obbedienza e a fare dei giochi utili a stimolarlo mentalmente.

Romina.
Questa è Romina, giovane femmina di pit bull adottata al canile. Romina ha seguito con grande successo un corso di educazione di base, rivelandosi una allieva seria e concentrata, imparando rapidamente tutti gli esercizi. Merito anche dei suoi compagni umani, che hanno dedicato tempo e impegno a insegnarle tutte le abilità richieste per vivere in famiglia. Romina ha ancora due punti deboli: tira al guinzaglio, e quando è eccitata salta in faccia (a muso chiuso e senza fare del male, ma è decisamente un comportamento poco educato anche nel mondo canino).

educazione cane
Romina in un seduto al piede mentre un estraneo si avvicina.

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Romina nell’esercizio dell’ "off", allontanare la testa o le zampe da qualcosa (un bocconcino in mano, per imparare)

Adottare un pit bull

SI
- Se siete coscienti della responsabilità che un cane di questa forza e attitudini comporta
- Se avete tempo, voglia ed energie da dedicare alla sua educazione e al suo benessere
- Se avete tempo ed energie da dedicare all’attività fisica e mentale,
il pit bull non è un cane che può stare in giardino da solo per giorni o settimane.
- Se siete coscienti del rischio di avere un cane poco tollerante verso i propri simili,
e di come questa caratteristica può influenzare la vostra vita con il cane
- Se siete in grado di gestirlo fisicamente e mentalmente
- Se avete voglia di passare i prossimi anni a tenere un occhi costantemente sul cane,
e su chi gli è vicino. Molti pit sono più socievoli e affidabili di altri cani, ma la loro forza fisica e agilità basta da sola a impegnare la vostra attenzione.

NO
- Se pensate che tutti i cani sono uguali, e che tutto dipende dall’educazione.
I cani sono diversi, e molto di ciò che sono, lo sono dalla nascita e per tutta la vita.
- Se pensate che i cani sono tutti buoni e facili da gestire, se trattati bene.
Alcuni cani sono buoni, ma impegnativi da gestire. Altri non sono buoni, e ancora più difficili da gestire.
- Se pensate che il pit bull è un super-cane, insensibile a tutto e a tutti, pronto a sfidare il mondo
e vincere. Il pit bull è prima di tutto un cane, ogni individuo ha una sua personalità, questo significa che ha le stesse esigenze e comportamenti di qualunque altro cane, e che esistono anche dei pit bull timidi e sensibili.
- Se pensate che con un pit bull al guinzaglio gli altri vi rispetteranno di più.
Non potete costringere qualcuno, neanche un cane, a rispettarvi. Il rispetto si guadagna,
non si impone. E il cane non è, e non deve mai essere, un arma per difendersi dagli altri

 

Testo Alexa Capra

Fotografie Daniele Robotti

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