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guardare il cane negli occhi


Diversi anni fa, durante un seminario, un giovane (grosso) maschio di Leonberger è sdraiato e mi fissa. Ha la pupilla dilatata, è teso, preoccupato. Lo guardo. La reazione diventa più intensa, ma non distolgo lo sguardo.
La proprietaria afferra il guinzaglio e mi fissa, incapace di capire quello che sto facendo. Perché non distogli lo sguardo? Mi chiede.
Già, perché non interrompo il contatto visivo, come fanno tutti? Chiunque si trovi davanti un cane impaurito o minaccioso evita di guardare. Io no. Io guardo il cane.

 

Diversi anni fa, durante un seminario, un giovane (grosso) maschio di Leonberger è sdraiato e mi fissa. Ha la pupilla dilatata, è teso, preoccupato. Lo guardo. La reazione diventa più intensa, ma non distolgo lo sguardo.
La proprietaria afferra il guinzaglio e mi fissa, incapace di capire quello che sto facendo. Perché non distogli lo sguardo? Mi chiede.
Già, perché non interrompo il contatto visivo, come fanno tutti? Chiunque si trovi davanti un cane impaurito o minaccioso evita di guardare. Io no. Io guardo il cane.


E’ una cosa che ho imparato negli anni. Molti anni fa anch’io distoglievo lo sguardo, “pacificavo” o davo segnali “di calma”. Poi ho cominciato a pensare al significato reale di questo comportamento, e soprattutto al punto di vista del cane. Un cane può fissarci in allarme, per capire se siamo un pericolo. Può fissarci negli occhi per testare la nostra reazione. Cosa farai se ti fisso? Può fissarci per paura, l’occhio è rotondo e la pupilla è dilatata. Può fissarci come minaccia, lo sguardo è duro, vitreo.
Se un cane mi fissa, lo guardo. Prima di tutto voglio capire perché mi sta fissando. Allarme, testing, paura, minaccia? Il secondo motivo per cui lo guardo è che voglio che sappia che ho visto che sta comunicando con me. E voglio che sappia che io sto comunicando con lui. Interrompere il contatto visivo è troppo spesso un modo per interrompere ogni contatto, ogni comunicazione. La reazione del cane si riduce o si interrompe perché noi ci comportiamo come se il cane non esistesse. Io voglio dire al cane ti ho visto, voglio capire cosa mi stai comunicando.

guardare il cane negli occhi

 

Molte regole comuni in cinofilia si basano su una reazione meccanica a un comportamento. Se un cane ti fissa o ha paura di te, girati e smetti di guardarlo e di interagire.  C’è anche la tendenza a agire sull’ambiente esterno. Il cane ha problemi con gli altri cani? Le soluzioni sono: “watch me!” (insegnagli a guardarti in cambio di cibo), tienilo al guinzaglio e allontanati dall’altro cane, chiedigli di sedersi. Fai allontanare l’altro cane. Portalo in posti in cui non ci sono cani. Fai in modo che non si relazioni con il problema.
Il mio comportamento non cambia in modo meccanico: cambia a seconda di chi è il cane, di cosa sta comunicando, di chi sono io e di cosa voglio comunicare. Io non fisso il cane, lo guardo. Guardare è diverso da fissare. Come i cani, anche noi possiamo essere interessati, in allarme, preoccupati e spaventati, o minacciosi. Quando guardo un cane, mi chiedo come mi sento, e cosa sto comunicando con lo sguardo, con il corpo, con la mia sola presenza.
Invece di modificare l’ambiente, voglio aiutare il cane ad avere una diversa percezione e un migliore stato emotivo in quel contesto. Se non lo posso guardare senza scatenare una reazione il problema non è chi sono e cosa sto comunicando, ma è la mia sola presenza, è lo stato emotivo del cane. E, che ci crediate o no, guardare, ascoltare, capire e comunicare, è spesso il primo passo per aiutare il cane a stare meglio.

 

30/01/2014 Testo Alexa Capra

 

Fotografie Daniele Robotti

 

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