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CUCCIOLO DI LABRADOR TIMIDO
Ciao siamo Alessandro e Silvia, padroni di Billo un Labrador maschio di 20 mesi.
Abbiamo dei problemi circa il comportamento del nostro cane, nonostante conduca una vita piena di coccole, giochi e passeggiate, alcune volte si mostra spaventato senza motivo e senza aver ricevuto nessun rimprovero ( es.porta indietro le orecchie ; se lasciato per pochi minuti fuori il balcone ulula, piange e trema ;alcune volte si isola restando nella sua cuccia nonostante i nostri richiami). Quando incontra gli altri cani maschi si avvicina ringhiando e alzando il pelo per poi ritornare vicino alle nostre gambe. Per noi questi atteggiamenti sembrano strani. Non vorremmo che derivassero dalla sua provenienza ( pedigree Budapest ) e quindi non conformi allo standard caratteriale dei labrador Italiani, oppure dato che è stato acquistato all'età di 4 mesi è possibile che abbia avuto dei precedenti proprietari che lo maltrattavano?
Grazie per la vostra cortese attenzione. 
WAGGINGWEB RISPONDE
Cari Alessandro e Silvia, il vostro Billo manifesta i comportamenti tipici di un cucciolo che nei primi mesi di vita non ha avuto la possibilità di conoscere il mondo. La sua diffidenza potrebbe infatti essere causata da quella che in termini scientifici viene definita “sindrome da canile”. Da quando aprono gli occhi, i cuccioli iniziano ad esplorare l’ambiente che li circonda. Giocano con i fratelli, inseguono la madre, gironzolano vicino alla cuccia. Crescendo acquisiscono fiducia in se stessi, e si allontanano sempre più. Un cucciolo di 60 giorni è capace di correre anche a 50, 100 metri dalla cuccia, annusando, rosicchiando e toccando tutto quello che incontra. Più il suo mondo è ricco di oggetti, suoni, persone, animali, più imparerà ad affrontare con sicurezza tutto quello che incontrerà nella nuova famiglia. Questa straordinaria capacità di imparare è sviluppata soprattutto fino ai tre mesi di vita. Purtroppo un allevatore senza scrupoli (o anche solo ignorante), può lasciare chiusi i cuccioli in un piccolo box, spoglio e isolato dal mondo. In questo modo il cucciolo non impara a riconoscere e affrontare tutto quello che c’è fuori. Non è solo questione di esperienza: è dimostrato che il cervello di un cucciolo che non ha avuto sufficienti stimolazioni durante la crescita sviluppa minori connessioni cerebrali. Il vostro cucciolo ha quindi maggiori difficoltà nell’affrontare le situazioni in cui si trova nella nuova famiglia.
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Immaginate di essere rapiti dagli alieni, e di trovarvi improvvisamente in un mondo in cui niente è come lo conoscete. Per il vostro cucciolo è esattamente così: si sente spaventato, spaesato, non sa cosa fare. L’unica sicurezza, in questo momento, è il vostro affetto. Lo dimostrano i suoi ululati di disperazione quando lo lasciate solo. Il vostro compito è aiutarlo a imparare, a ritrovare confidenza in se stesso e nel mondo. Il modo migliore è seguire un corso cuccioli, con un istruttore gentile e competente. In alternativa dovete diventare voi stessi degli educatori. Il primo passo è capire quando il cucciolo è confidente: in quali situazioni, con quali persone, con quali cani? Imparate a osservarlo, e rinforzatelo con coccole, bocconcini e con il gioco ogni volta che si dimostra a proprio agio. Billo deve capire che essere rilassato funziona! Evitate di esporlo a troppi stimoli, ma anche di avvolgerlo nella bambagia. Lasciate che rizzi il pelo e scappi di fronte a un altro cucciolo (o un cane adulto NON aggressivo), lasciate che impari di nuovo cosa vuol dire essere un cane. Non intervenite! Giocare con un altro cane è un ottimo modo per scoprire cosa funziona e cosa no. Chiedete ai vostri amici di non forzarlo, ma di premiarlo ogni volta che decide di sua volontà di avvicinarsi e giocare. Fatelo giocare con la pallina in un luogo confortevole (anche il soggiorno), e via via in posti diversi. Portatevi sempre dietro dei bocconi, pronti a rinforzarlo ogni volta che riesce a mantenere l’auto-controllo. Insegnategli a rimanere da solo, usando un trasportino. Se gli permettete di attaccarsi troppo a voi, non troverà infatti un proprio equilibrio. Con gradualità, cercate di fargli affrontare situazioni nuove, senza però mai metterlo alla prova (“Lo porto al mercato così vedo se ha ancora paura della gente…”). Se avete bisogno di altri consigli, scriveteci!