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MAREMMANO DOMINANTE?
Ho un maremmano di due anni e mezzo,che,dopo un periodo in cui ha cercato di affermare la propria superiorità anche in modo violento,ringhiate e due morsi,grazie ai consigli di un addestratore,e alla nostra buona volontà nel cambiare tanti atteggiamenti un poco "leggeri",sembra finalmente tornato più sereno.Confrontandomi con altri cinofili in rete mi sono un po' preoccupata quando mi è stato detto che ormai per il mio cane è chiaro che nella scala gerarchica lui è il primo.Ora vi domando,il fatto che quando ci vede si stenda pancia all'aria per farsi coccolare non è un segno di sottomissione anche per un cane così grande?Quando mi si struscia sulle gambe,come un gatto,e poi ci si infila in mezzo per farsi grattare il sopracoda,cosa mi dice?Mi rendo conto che il maremmano è un cane particolarmente difficile da gestire,ma il mio si lascia fare da me ogni cosa,spazzolare controllare orecchie e genitali,togliere le zecche senza bisogno di museruola e guinzaglio.Più di una volta gli ho tolto di bocca cose raccattate per strada che non volevo che mangiasse.Ho letto gli articoli sulla dominanza e devo ammettere che il mio cane ha cercato di mettere in atto alcuni degli atteggiamenti descritti,ma quando abbiamo capito cosa significassero,abbiamo attuato la politica dell'indifferenza davanti agli atteggiamenti scorretti e della lode con quelli giusti. A volte basta che se si comporta male io gli dica:"ora prendo il guinzaglio(quello a strozzo)" e lui si cheta,altrimenti lo vado a prendere e appena sente il rumore metallico si accuccia e sta buono. A questo punto io lo lodo e poi per un poco lo ignoro.Faccio bene?
E' una domanda un po' lunga ed articolata ma spero che abbiate tempo di rispondermi con la chiarezza e la disponibilità che come ho potuto notare vi contraddistinguono.Cordiali saluti Cristina

WAGGINGWEB RISPONDE
Cara Cristina, complimenti per la chiarezza con cui esponi il problema. La lunghezza non è mai un problema, mentre può esserlo proprio l’assenza di aspetti importanti. Il Maremmano è un cane particolare, perché selezionato per la difesa del gregge. E’ un cane poco socievole, molto affezionato alle persone di famiglia ma distaccato se non decisamente diffidente verso gli estranei. E’ poco motivato dal cibo o dal gioco, mentre l’unica leva efficace in genere è proprio il legame affettivo. E’ molto protettivo, piuttosto introverso, riservato, e può avere un’alta tendenza a imporsi. Il maschio può anche essere piuttosto aggressivo. Certo esistono Maremmani socievolissimi e giocherelloni, ma nella media le caratteristiche sono quelle selezionate per il lavoro: difendere da solo il gregge di pecore. E’ importante non sottovalutare le attitudini sviluppate in secoli di selezione per questo compito. E’ facile soprattutto quando ci si trova di fronte al cucciolo, che somiglia in modo impressionante a un morbido agnellino. Verso i 12/18 mesi qualunque cucciolone cerca di individuare la sua posizione all’interno del gruppo familiare. Già da cucciolo ha imparato cosa può o non può ottenere dalle persone, ma adesso è abbastanza forte e sicuro per pretenderlo. In questa fase l’impulso del cane ad occupare una posizione superiore può causare conflitti in famiglia, che peggiorano se non si sa come affrontarli. Il problema è spesso l’incoerenza dei nostri comportamenti, che non ha conseguenze gravi con cani poco aggressivi e con una bassa tendenza a imporsi, mentre può averne con cani come il vostro.
Il comportamento del vostro cane ha diverse cause: la tendenza a imporsi, l’apprendimento, lo stress.
La tendenza a imporsi. Un cane NON è dominante (la dominanza è il risultato di una interazione, non una caratteristica del carattere). Può però avere una maggiore o minore tendenza a imporsi. Un cane può però pensare di esserlo, o meglio, comportarsi come se fosse dominante, se ha imparato che in quella relazione è una strategia che funziona. Che gli garantisce dei vantaggi. Pensate alla dominanza proprio come una strategia: se funziona, tenderà ad usarla. I vantaggi sono l’accesso alle risorse (ottenere cibo, attenzioni, coccole, un posto sul divano…) e il diritto all’iniziativa (chi ha deciso di volere le coccole? Tu o lui?). A volte funziona bene comportarsi da dominante, altre volte funziona meglio scappare, o comportarsi da cucciolo, o ancora aggredire. Cosa il cane farà dipende oltre che dal suo carattere anche dall’apprendimento.
L’apprendimento. Quello che un cane fa è in parte dovuto al suo carattere (che non cambierà neppure con l’addestramento) e in parte a quello che ha imparato vivendo nella vostra famiglia. L’apprendimento è uno strumento molto importante per gestire il cane, non potete “comportarvi da cane”, però potete gestirlo, proprio grazie all’apprendimento.
Lo stress. Le reazioni aggressive del cane NON sono un segno di dominanza, ma un segno di STRESS. La mia Malinois ha un forte impulso a imporsi, ma non è mai aggressiva. L’aggressività scatta nel momento in cui il cane pensa di avere un problema, e tende a risolverlo con la minaccia. Non è una scelta volontaria: è dovuta al suo carattere e all’apprendimento. Se sgridate un cane che vi ringhia, otterrete due risultati: inibirlo e impressionarlo. Gli avete insegnato che ringhiare non è vantaggioso, non avete risolto il problema che lo induceva a ringhiare.
La via che avete scelto per affrontare il problema mi sembra quella giusta, anche se mi impensierisce l’uso del collare a strangolo. Lo scontro diretto, anche quando siete sicuri di vincere, non risolve affatto il problema. Può nascondere i sintomi (il cane è inibito), può aumentare la vostra dominanza, ma non elimina né le cause né lo stress. Soprattutto, non insegna al cane un comportamento alternativo VANTAGGIOSO (per il cane, non per voi!!). Il cane, insomma, dovrebbe capire che in quella situazione può fare qualcos’altro, che da dei risultati migliori.

WAGGINGWEB CONSIGLIA
1. Insegnate al cane ad obbedire ad alcuni ordini, premiando con coccole e cibo anche piccoli progressi. I comandi più semplici sono: siedi, vieni, a cuccia. Usate un tono gentile, e procedete per gradi. NON usate il collare a strangolo. Ottenere obbedienza è una questione di metodi (meglio quelli gentili: rinforzo e condizionamento), non di forza o di paura. Chiedete al cane di obbedire a un comando prima di concedergli qualunque cosa. (Obbedire diventa un comportamento vantaggioso per il cane, perché solo così ottiene cibo, coccole, passeggiata…)
2. Imparate a comportarvi da dominanti: non guardate il cane, non toccatelo, non concedetegli attenzione quando la chiede (neppure se si mette a pancia in su o si infila tra le gambe, questo non è necessariamente un segno di sottomissione, quanto un modo per mantenere l’iniziativa nel rapporto). Fate tutte queste cose solo quando voi volete farle (non il cane), e alle vostre condizioni. Evitate gli scontri e l’uso della forza, l’autorità è una questione di testa, non di braccia.
3. Nei momenti in cui il cane diventa aggressivo, rimanete immobili, voltate la testa o tutto il corpo e sbadigliate più volte. Questi sono segnali di calma, servono per ridurre lo stato di stress del cane. Quando è più calmo, allontanatevi e cercate di analizzare le cause dell’ansia: contatto fisico, cibo, spazio, presenza di estranei, comandi? Insegnate al cane a rimanere calmo e fiducioso, premiandolo quando si comporta nel modo gradito ed evitando di causare situazioni stressanti.
4. La reazione del cane al collare a strangolo è di paura. La paura è una leva per controllarlo, ma è anche una leva piuttosto pericolosa. In situazioni di stress il cane non dovrebbe avere paura, ma maggiore fiducia in se stesso e in voi. Io proverei a chiedergli di obbedire a un comando, e lo premierei con entusiasmo ogni volta che sceglie di “sottomettersi” (cioè di collaborare) invece di scontrarsi. Anche se sgridarlo può dare l’impressione di ottenere maggiore controllo, in realtà non risolve affatto il problema.
In definitiva, cercate di aumentare in modo indiretto la vostra dominanza sul cane (ok spazzolarlo, fare degli esercizi di obbedienza, non dargli attenzione quando la chiede, pretendere l’obbedienza a un comando prima di dargli la pappa, portarlo a spasso ecc.), e allo stesso tempo cercate di trasmettergli tutto il vostro affetto, usandolo come una leva per rinforzare i comportamenti di collaborazione, sottomissione e di confidenza. Buon lavoro!