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GESTIONE DELLE RISORSE
Gentilissima Alexa ciao, rieccomi quà, ho visto che hai preso spunto dallo stage al Golden Retriver club per l'articolo sul condizionamento, personalmente ho trovato lo stage molto molto interessante e ben tenuto, bellissimo e chiarissimo il lavoro in stimolo e in rinforzo.
Volevo però chiederti una delucidazione su ciò che definisci " Gestione delle risorse ", mi sembra di aver capito che un buon rapporto con il cane deve partire dalla gestione delle risorse, il cane per ottenere qualcosa deve passare da me. E' cosi ??? Potresti chiarirmi questo concetto e magari farmi qualche esempio pratico ?? Ti saluto cordialmente Cristiano
IL GENTLE TEAM RISPONDE
Gentile Cristiano, la definizione “gestione delle risorse” ha un significato molto preciso per me, indica proprio quello che tu descrivi, il fatto che il cane, invece di cercare di prendere qualcosa con i propri mezzi, sceglie di collaborare con me. Questo non è ovviamente un comportamento naturale nel cane, che come tutti gli animali è di base un individualista. Ergo, se c’è qualcosa che gli piace, proverà a prendersela da solo. La capacità del cane di collaborare può però essere facilmente costruita, perché il cane è anche un animale sociale, capace quindi di interagire con altri individui per raggiungere un obbiettivo. In parole semplici, quello che succede è che il cane viene messo di fronte a un problema: puoi provare a prendere quello che vuoi da solo, ma non funziona. Oppure puoi provare a fare qualcosa con me, e avrai quello che vuoi. In pratica, uno degli esercizi di gestione delle risorse funziona così: il cane è al guinzaglio, il proprietario è fermo immobile. Una persona (io di solito, tocca sempre a me fare la parte della cattiva :- ( ) si mette davanti al cane con del cibo in mano. Il cane prova a tirare, a abbaiare, a scavare, ad allungare una zampa. Niente. Prova a sedersi. Niente. Dopo un po’, si gira verso il proprietario: click e una manciata di gustosi bocconcini. Dopo poche ripetizioni, posso mettere il wurstel sotto il naso del cane, e quello continua imperterrito a guardare il proprietario. Tutto questo senza chiamare, sgridare, inibire o attirare il cane. Stessa filosofia anche quando il cane vuole qualche cosa che gli piace diverso da del cibo tenuto in mano dalla sottoscritta. Il cane vuole uscire di casa? Seduto e guardami. Il cane vuole andare a giocare con un altro cane? Vieni verso di me per alcuni passi, siediti, e poi vai a giocare. Se si inizia presto, il cane cresce con la capacità di mantenere attenzione e collaborazione in presenza di stimoli esterni. Io mi alleno in un prato, e lascio sempre il cofanetto dei giochi e la scatola dei bocconi a terra, aperti. Nessuno dei miei cani si serve da solo. Non gliel’ho mai insegnato, lo trovano naturale. Per avere qualcosa, bisogna fare qualcosa, non basta sbavare e tirare come dei pazzi. Niente male, vero?
Grazie per i complimenti per lo stage, ogni tanto ero un po’ disperata, eravate tanti e per quanto abbia una voce che si fa sentire, ho dovuto gridare come un aquilotto per tenervi tutti attenti!!!! Però è stato davvero divertente, e come sempre, ho imparato qualcosa anch’io!!!!