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DUBBI SULL’INCHINO DA GIOCO
Salve, ho letto quanto finora pubblicato su questo bellissimo-utilissimo-interessantissimo sito sull'intelligenza del cane; mi hanno incuriosito in particolare gli esempi sull'inchino da gioco, comportamento che la mia giovane dobermann utilizza moltissimo con gli altri animali, ma mai con le persone. Una volta, in una passeggiata in campagna, abbiamo incontrato un cavallo dietro a una staccionata: la mia Bambi subito aveva paura (non ne aveva mai visto uno), però il cavallo era assai pacifico, ha sporto il muso oltre la staccionata e si è lasciato annusare... ed è dopo averlo abbondantemente annusato che si è esibita in una serie di inchini per me molto comici, perché avevo l'impressione che volesse giocare col cavallo come se fosse un cane gigante... alla luce di quanto letto forse però sbagliavo, vero? fa così anche quando vede dei gatti (se stanno fermi, se scappano li rincorre), in più abbaia loro proprio come quando vuol convincere un altro cane "reticente" al gioco... ma allora li scambia per dei cani? perché però allora con i cuccioli o i cani di piccola taglia (comunque più grandi di un gatto!) per indurli al gioco adotta quel comportamento da voi definito come "self-hadicapping"?...non dovrebbe far così anche coi gatti, che sono piccini? E, prometto che è l'ultima domanda, perché con le persone non si inchina mai, anzi, quando vuole giocare salta loro addosso, mirando con la lingua la faccia e atterrando assai poco delicatamente con le zampe anteriori su spalle, stomaco o schiena??? Grazie di tutto e in specie della pazienza, Francesco.
WAGGINGWEB RISPONDE
Gentile Francesco, gli animali, uomo compreso, hanno la capacità di estendere il proprio comportamento sociale ad altre specie. Noi ci comportiamo in modo simile con una persona e con un cane (a volte anche con una fotocopiatrice :-)), ma questo non significa che non siamo in grado di capire la differenza! Anche i cani sono in grado di rivolgere i comportamenti sociali tipici della specie ad altre specie, ma non per questo il cane crede che noi, un gatto o un cavallo siamo degli strani cani. Una dimostrazione semplice del fatto che non ci ritiene uguali ai cani, è che non rivolge verso di noi (salvo cani con gravi carenze di socializzazione) il comportamento sessuale. Un cane cresciuto in un ambiente adeguato, rivolgerà i comportamenti sessuali solo ai propri conspecifici. Quando incontra un individuo di un’altra specie, l’unico strumento che il cane ha a disposizione per comunicare, è il proprio linguaggio. L’inchino da gioco è considerato da alcuni etologi un “metasegnale”, un segnale che non trasmette in se una informazione, ma modifica le informazioni contenute nei comportamenti precedenti o seguenti. Il cane si inchina per dire “non voglio farti del male, sto solo giocando”. Una interpretazione diversa, e molto interessante, è quella che ha dato Raymond Coppinger all’ultimo congresso di Ashau. Lo trovi citato nel primo articolo sull’intelligenza (sono articoli un po’ complessi, ma l’argomento non è certo semplice). In pratica l’inchino da gioco sarebbe un comportamento conflittuale, risultato da emozioni ambivalenti di sottomissione attiva (richiesta di essere accettato in modo pacifico) e di timore e fuga. L’inchino da gioco sarebbe una combinazione di sequenze motorie innate, che può indicare un conflitto motivazionale. Un conflitto causato da indecisione, la combinazione di due impulsi: puntare e fuggire. Se Bambi è molto socievole e confidente con le persone, non sentirà il bisogno di esibire l’inchino da gioco. La conflittualità con altre specie (anche solo causata dalla difficoltà di interpretare i loro segnali), può portare anche all’assenza del self-handicapping, che di nuovo prevede l’assenza di conflitto.