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FORMAZIONE PROFESSIONALE DEGLI EDUCATORI CINOFILI
Buongiorno! Mi chiamo Livia e da diversi anni mi occupo di educazione e comportamento canino nella città di Milano (il mio lavoro consiste proprio nella reimpostazione del rapporto cane /uomo all'interno dell'ambiente urbano). Mi sto laureando in scienze naturali e sto svolgendo la tesi sul comportamento del cane presso la facoltà di veterinaria. Vi scrivo per complimentarmi del vostro sito: in particolare ho trovato molto chiara,esauriente e corretta la sezione che avete trattato su "Come si diventa addestratori" (avete fatto benissimo a chiarire quali siano i punti deboli dei corsi tenuti a livello privato). Collaboro con il sito www.akela.it e sono sommersa di mail in cui mi si chiede qual è l'iter per diventare istruttori. Purtroppo è sempre un tasto dolente per me dover ammmettere che, in Italia, per tale professione non esiste un riconoscimento ufficiale: chiunque si può improvvisare addestratore; Milano pullula di toelettatori e dog sitter che si spacciano per "esperti del comportamento canino" senza aver mai neanche visto un testo di etologia,fisiologia animale o biologia. Diversi proprietari di cani si rivolgono a me dopo che il loro cane è stato "educato" da istruttori sfornati da scuole piuttosto note in cui si insegnano meccanicamente gli esercizi di obbedienza senza fornire al proprietario tutti gli strumenti per una serena convivenza con il proprio animale (conoscenza della psiche del cane, metodi di comunicazione,uso del premio e del rimprovero, esercizi di ubbidienza). Insomma è un settore in cui vige la confusione più totale. Si spera che presto le autorità competenti assumano maggiore consapevolezza in questo settore (vorrebbero imporre il patentino obbligatorio per i proprietari di "razze a rischio" senza istituire una figura che abbia l'autorità di rilasciarlo). Intanto vi faccio tanti auguri per le vostre attività. Cordiali saluti Livia
WAGGINGWEB RISPONDE
Cara Livia, grazie per la tua testimonianza su un problema che per quanto grave e impellente, non trova nessun riscontro presso gli organismi ufficiali. Abbiamo scritto più volte sull’argomento, ma ripetere di sicuro può essere utile per chi si avvicina all’educazione cinofila, sia come potenziale istruttore, sia come potenziale cliente. Diverse strutture private hanno occupato questo spazio vacante, offrendo corsi per istruttori. Alcuni hanno sicuramente ottime intenzioni, altri hanno occhio soprattutto alla “pecunia”, lasciando credere che in una manciata di lezioni sia possibile acquisire le conoscenze e competenze necessarie a questa difficile professione, e lasciando credere che il titolo rilasciato abbia valore nazionale o addirittura internazionale. Ma una domanda che pochi si fanno è: che fine hanno fatto gli appassionati pronti a lavorare duramente per poche lire (o decisamente a gratis) pur di imparare l’arte? Perché molti sembrano così ansiosi di fregiarsi di un titolo, e si preoccupano poco o niente della responsabilità legate al titolo stesso? Forse perché non esistono in realtà responsabilità professionali, al di là di quelle che ognuno di noi decide di accollarsi a titolo personale, dato che la figura dell’addestratore, o istruttore, o educatore, è di fatto inesistente. Anche se poi, a ben vedere, e come giustamente tu osservi, siamo circondati da “grandi esperti“.