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LEONBERGER TIMIDO CON GLI ESTRANEI
Il mio Leonberger di 1 anno ha paura degli estranei. Premetto che è stato cresciuto in una famiglia adorabile e subito si è tentato fin da cucciolino di socializzarlo alla città, alle persone incoraggiandolo senza consolarlo come ci avevano consigliato. E un cane dolcissimo, socievole con gli altri cani ma con le persone sconosciute e tremendamente diffidente finché non prende confidenza. Abbiamo tentato inutilmente di desensibilizzarlo con bocconcini ecc. ma continua a spaventarsi se qualcuno lo guarda e in ambienti trafficati. Cordiali saluti
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La paura è una reazione naturale negli animali selvatici. Reagire a una novità permette di sopravvivere nel proprio ambiente. Le stesse reazioni, in un animale domestico, possono causare gravi problemi di convivenza. E’ per questo che inconsciamente i nostri antenati hanno selezionato cani e altri animali molto mansueti, con una soglia di reazione molto alta (poco reattivi). La paurosità, la reattività agli stimoli nuovi, è però un carattere quantitativo, varia cioè a livello individuale. Esiste probabilmente una certa ereditarietà di questo carattere, è dimostrato ad esempio che soggetti che hanno paura dello sparo tendono a trasmetterla nei figli. Cuccioli paurosi possono quindi nascere da genitori paurosi. Nel vostro caso quindi non si tratterebbe di una carenza nella socializzazione, quanto proprio di una caratteristica di temperamento del cane, che è pauroso dalla nascita. Questi cani si adattano piuttosto bene a vivere in un ambiente molto stabile, es. una villetta con giardino, mentre hanno seri problemi se confrontati con un ambiente variabile come quello di città.
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La terapia di desensibilizzazione può sicuramente dare dei risultati, e può essere anche associata a una terapia farmacologica, che riduce lo stato di ansia, e aumenta la soglia di reazione. Una terapia di desensibilizzazione però non significa prendere una manciata di bocconcini e chiedere ad amici e parenti di darli al cane per farlo avvicinare. Il programma deve essere valutato con un esperto, e il cane deve essere messo in condizione di non provare MAI paura o timore dell’estraneo. Non dovete mai forzarlo ad avvicinarsi, men che meno con del cibo in mano. Il cibo attira il cane, che supera la propria soglia di confidenza. Quando però si trova a contatto con la persona, e il cibo è finito, si trova in una situazione che non è in grado di gestire. Le uniche due soluzioni sono la fuga (se possibile) o l’attacco. Per questo motivo il cane non deve essere forzato ad avvicinarsi, deve sempre avere la possibilità di aumentare la distanza sociale e ridurre di conseguenza lo stato ansioso. Con cani paurosi è molto utile associare in modo passivo un rinforzo alla presenza di un estraneo, ad esempio rinforzare il cane ogni volta che guarda la persona, che si avvicina alla persona, che ha una interazione con la persona. In questo modo ho convinto un Malinois addestrato ad attaccare gli sconosciuti ad avvicinare (senza sbranarlo...) mio marito. Io ho usato il clicker, che permette una migliore comunicazione senza mai dover manipolare fisicamente il cane. Il consiglio è di contattare un esperto di problemi di comportamento (un veterinario o un educatore con reali competenze), e iniziare un programma di terapia.