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ROMEO, IL GATTO CHE MIAGOLA DI DISPERAZIONE
Innanzitutto complimenti per il vostro bel sito. Ho un problema con il mio Romeo, un micione di 1 anno castrato che fino a 20 giorni fa era la mia gioia.
Cominciamo dall'inizio.
L'anno scorso a Febbraio ho portato a casa un randagio molto dolce ma anche molto difficile. Avendo vissuto per strada per quasi sei mesi non era possibile riuscire a tenerlo in un appartamento di 60 mq vita natural durante perciò dopo varie vicissitudini tra cui anche le miagolate notturne, gli abbiamo concesso di uscire di casa per gironzolare, anche perché il mio condominio ha un giardino molto grande. Quando ha raggIunto la maturità sessuale ha cominciato ad allontanarsi finché un giorno non è sparito del tutto. Non ho più saputo niente di lui. Poi dopo tre mesi mio marito, anche se non ama particolarmente i gatti, mi ha regalato per il mio compleanno un micino meraviglioso, il mio Romeo. A parte qualche problema intorno ai sette mesi risolto con la castrazione, tutto è filato liscio come l'olio fino a 20 giorni fa. Romeo ha sempre dormito in cucina dal suo terzo giorno in casa nostra dal momento che passavamo la notte con il gatto che alternava sonno e gioco tutto sulle nostre facce. L'ha presa comunque bene e si è adattato subito tanto che fino a 20 giorni fa alla mattina lo trovavo che ronfava nella sua cuccia. Durante il giorno io e mio marito lavoriamo ma torniamo a casa entrambi per il pranzo. In definitiva sta solo circa 4 ore al mattino e 4 al pomeriggio.
20 giorni fa è iniziato il calvario. Ha iniziato a grattarsi violentemente e gli si contraevano i muscoli sulla schiena. Sembrava impazzito. Allora abbiamo controllato che non avesse le pulci ma neanche l'ombra. Il veterinario ha sentenziato che era stress e ci ha fatto provare il Feliway. Poi dopo una settimana stava meglio. La terza settimana, che finisce con oggi, è peggio di prima. Ora si gratta poco ma miagola tutto il giorno. E' un miagolio lamentoso che ti logora i nervi. Miagola anche di notte! E considerando che mio marito lo ha preso solo perchè mi vuole bene immagino quanto sia duro per lui. Una decina di giorni fa ho pensato (e ho anche chiesto consiglio al veterinario) di portarlo in giro per il giardino con il guinzaglio e devo dire che la cosa gli piace particolarmente. Forse anche troppo perché ora si lamenta guardando la porta e tentando persino di aprirla. Purtroppo mio marito non vuole che il gatto esca da solo per questioni igieniche e quindi o Romeo rimane in casa o cambia casa (e questo proprio non lo voglio). Quindi ho aumentato il danno. Da ieri, sotto controllo del veterinario, gli sto dando il Clomicalm associato per i primi giorni con poche goccie di Valium (che tra un po’ comincerò a prendere anche io) ma Romeo è furbo e lo ha già capito. Quindi ha deciso che prima annusa a se sente quello strano odore cambia menù. Ho paura che la situazione non cambi più!
Vorrei un consiglio e vorrei anche avere la vostra opinione sui gatti che vivono in appartamento senza mai uscire. Ho tanti esempi di gatti che hanno vissuto una vita intera in casa senza avere grossi problemi.
Grazie e scusatemi per la lunghezza della lettera. Saluti, Diana
WAGGINGWEB RISPONDE
Cara Diana, ho inoltrato la tua mail alla dottoressa Cristina Osella, che se non è in vacanza (come temo), risponderà a breve. Il tuo è un problema di sicuro serio, e di certo avete fatto tutto il possibile per trovare una soluzione adeguata a Romeo. Concordo con la diagnosi di stress, quello che mi manca è la spiegazione dell’origine dello stato ansioso di Romeo. I farmaci, che siano ormoni o ansiolitici, non eliminano la causa del male. E’ come prendere un antipiretico quando si ha la febbre: la temperatura si abbassa, ma l’infezione resta. Il tuo gatto ha bisogno di una terapia comportamentale di supporto, che elimini o riduca a livelli tollerabili la causa di stress. Come informazione generica, posso dirti che normalmente le femmine sono più predisposte a vivere in casa, in quanto tendono ad avere un territorio più ridotto del maschio. In alcune razze è stato anche selezionato un livello di attività piuttosto basso, che contribuisce alla gestione del gatto in casa. Ma tornando a Romeo, ricordi se è successo qualcosa che ha scatenato prurito e miagolii? A volte può bastare un periodo di vacanza, nel quale il gatto vede stravolto il suo ritmo quotidiano ed è iper stimolato, oppure la presenza di ospiti, un cambiamento alimentare... Avete provato a modificare la dieta? A introdurre dei periodi di gioco, utilizzando una pedana e dei giocattoli? Riuscite a ignorarlo quando miagola o si gratta? Se lo porti fuori per farlo smettere, è probabile che il gatto associ proprio il contrario, e miagoli più forte per convincerti a uscire.