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ROTTWEILER CON PAURA DELLO SPARO 2
Eccomi, grazie della pronta risposta e dei consigli forniti. Nel frattempo ho iniziato il lavoro in campo unendo i metodi di desensibilizzazione e contro condizionamento. L’addestratore i campo ha voluto che Trudy fosse esposta a un elevato numero di spari con intensità gradualmente crescente proprio come avevate descritto voi, inoltre ha voluto che la gestione di Trudy e degli spari fosse alternata tra più persone comunque a lei note, io, logicamente il mio addestratore e il figurante con cui lavora solitamente, a turno spariamo prima da lontano poi sempre più vicino, cercando nel contempo di tranquillizzarla. L’ultima gestione avviene sempre con me, ed infine si cerca di uscire dal campo con un rinforzo positivo in condotta. Poiché Trudy è molto golosa abbiamo usato come premi dei bocconi e a tale scopo mi è stato consigliato di affamarla nel vero senso della parola, prima che venga sottoposta a tali prove. Qualche risultato inizia a intravedersi non cerca più di fuggire e trama notevolmente meno in presenza dello sparo (mi è sembrato addirittura che l’ultima volta ringhiasse nei confronti del figurante). Resto perplessa sul fatto di affamarla. Ed ho ancora difficoltà, finiti gli spari nella gestione dei bocconi. Infatti se mi allontano con il guinzaglio Trudy a volte resta ferma e non vuole seguirmi, viene sempre solo se mi chino. Mi è stato detto di non sgridare e non usare il guinzaglio con forza ma che posso tirare dolcemente il cane a me e subito dopo devo premiarlo e cercare di andarmene in condotta. E’ veramente difficile e a volte resto perplessa non so se abbassarmi di nuovo o tirare non vorrei condizionare il cane a tale movimento ma nello stesso tempo non voglio nemmeno usare pressione. Premetto che in tutti gli altri esercizi va bene sia in pista sia in attacco e che va bene in assenza di spari, in condotta, addirittura meglio senza guinzaglio. L’addestratore dice che c’è margine di recupero ma che il lavoro è lungo (questo non mi spaventa). Solo che si avvicina il calore e non so se proseguire con tale terapia (c’è comunque sempre la successiva possibile gravidanza isterica da considerare) o se sospendere subito dopo il calore e farla operare. Soprattutto il dopo operazione che io ho stimato in circa 45/60 giorni posso rientrare in campo? Posso riprendere tale lavoro sullo sparo?
Ho sentito in un forum anche dell’anxiety wrap una specie di tuta elastica che darebbe più sicurezza, cosa ne pensate? L’avete mai usata? E se si dove è possibile trovarla?
PS se possibile mi potreste inviare una mail quando pubblicate la risposta? Grazie, Debora e Trudy
WAGGINGWEB RISPONDE
Cara Debora, come ti ho già risposto in via privata, il metodo che state seguendo non mi sembra appropriato. Immagina di lasciare Trudy libera da collare e guinzaglio: resterebbe vicino a voi quando sparate? Se la risposta è no, c’è qualcosa di sbagliato. Trudy deve riassociare lo sparo a una emozione POSITIVA o NEUTRA. Non sopravvivere allo sparo. L’immobilità di Trudy, e il ringhiare al figurante, indicano uno stato di forte stress. E’ assolutamente necessario togliere Trudy da questa situazione, al più presto. Il mio consiglio è di sospendere l’addestramento per almeno 6 mesi (sembrano tanti, ma in realtà passano in fretta e senza tragedie, credimi, ci sono passata anch’io!!). Comincia ad affrontare il problema delle gravidanze isteriche, e quando Trudy si è ripresa dall’operazione, inizia un programma di contro condizionamento, sparando a grande distanza per diverse settimane. Non devi ridurre la distanza se la cagna dimostra ansia e timore, ma solo se è rilassata o addirittura contenta (sparo lontano = succede qualcosa di molto piacevole). Quindi: niente condotta, e niente attacchi (puoi continuare con le piste, se alla cagna piace pistare). L’anxiety wrap è uno straordinario strumento per ridurre gli stati ansiosi (come i massaggi descritti dal metodo Tellington Touch), ma solo se usato in corrispondenza di un programma reale di contro condizionamento, non per risolvere in un paio di giorni il problema. So che non sei certo tu a volere una soluzione rapida, ma purtroppo questo è un atteggiamento comune nei campi di addestramento. La nostra filosofia è: chi ha detto che sarebbe stato facile o rapido? In realtà il lavoro con il cane, soprattutto quando si tratta di risolvere dei problemi, richiede tempo, pazienza e coerenza. Osserva la tua cagna, se è a disagio, non la stai aiutando. Cerca di credere di più in te stessa, è la tua cagna e nessuno la conosce bene come te. Non lasciarti convincere a usare metodi che si dimostrano di poca utilità (ripeto: se la cagna è sotto stress NON funziona). Non esitare a chiamarmi (se non rispondo è perché sono impegnata, ma riprova!).