cd retriever

SOCIALIZZATELO!

Un gattino che non ha avuto contatti con l’uomo, ed è cresciuto in un ambiente piccolo e spoglio, avrà seri problemi a inserirsi nella nuova famiglia.
Dopo i due mesi di vita, i danni sono permanenti.
Come scegliere un micio socializzato, come educare i gattini alla vita di famiglia?


Articolo collegato: Socializzazione: quando separare i gattini dalla madre


SOCIEVOLE MA NON SOCIALE
Il gatto, anche se è socievole, non è un animale sociale. Ama la compagnia degli altri, ma se la cava bene anche da solo. Proprio perché deve poter affrontare il mondo senza l’aiuto di nessuno, ha un comportamento è più definito e più rigido rispetto a quello del cane. E’ complicato vivere in gruppo, è per questo che nel cane è molto importante la capacità di imparare.
Vivere insieme è un’abilità che gli animali sociali (anche l’uomo!) conquistano a fatica, grazie all’esperienza. Questo non significa però che per il gatto non sia importante l’esperienza. Un famoso studio sul micio ha dimostrato gli effetti drammatici dell’isolamento durante la crescita: un gattino tenuto dalla nascita in una stanza con righe verticali, si dimostra incapace di percepire le righe orizzontali. Lo sviluppo del cervello nei primi mesi di vita richiede infatti un ambiente ricco di stimoli.

Secondo gli studi degli esperti, il gattino impara a gradire le coccole fin dai primi giorni di vita. Secondo alcuni addirittura già durante la gravidanza!
Il gattino deve essere manipolato con gentilezza, per pochi minuti tutti i giorni.


AMBIENTE FISICO E SOCIALE
L’ambiente in cui un cucciolo cresce, è formato da oggetti, suoni, odori, movimento. Questo è l’ambiente “fisico”. Il gattino deve vivere in un ambiente fisico ricco di stimoli. In questo modo impara ad affrontare tutte le situazioni che incontrerà da adulto. Non solo: c’è la mamma e ci sono i fratelli e le sorelle. La presenza e i rapporti con altri individui rappresentano l’ambiente “sociale”. Possono essere compresi anche gli altri animali di casa e l’uomo.
Un cucciolo cresciuto lontano dall’uomo si comporta come un animale selvatico: ha paura e scappa. Per potersi inserire in una famiglia, il gattino deve aver conosciuto l’uomo nelle prime settimane di vita. La capacità di imparare a vivere con l’uomo inizia alla nascita, e termina a nove settimane di vita. Non basta: il gattino deve anche aver sperimentato il piacere delle carezze. Il piacere del contatto fisico dipenderebbe infatti da un apprendimento precoce. Se volete un gattino coccolone, cercate una cucciolata nata in casa, tra persone che non resistono alla tentazione di toccare i micetti fin dai primissimi giorni di vita. Più il gattino viene manipolato, più sarà socievole.

Scegliere un gatto socievole, socializzato e abituato al contatto fisico è importante soprattutto se in famiglia ci sono bambini.
Il gatto sarà infatti meno stressato dagli approcci del bimbo, e sarà un compagno più simpatico, attivo e presente.


UNA QUESTIONE DI CARATTERE
Nel gatto le esperienze infantili sono importanti. Il carattere però è poco modificabile. Un gattino socievole ama il contatto con l’uomo, anche se ha avuto pochi contatti nelle prime settimane. Un gattino timido e diffidente accetta le persone di famiglia, ma scappa dagli estranei. Il carattere del gatto infatti non cambia con l’esperienza. E’ poco influenzato anche dall’età e dal sesso del micio, o dall’età, il sesso e il carattere della persona. In un micio di casa dunque sono importanti le esperienze nelle prime settimane e la socievolezza verso l’uomo. E’ facile scoprire qual è il gattino più socievole della cucciolata. Basta accucciarsi e osservare i fratellini giocare. Presto uno di loro vi verrà incontro, con la codina dritta e un “meo” di saluto. Se è un giocherellone, proverà a coinvolgervi in un inseguimento o in un corpo a corpo. Se è coccolone, vi salirà in grembo, e si acciambellerà ronfando felice. La socievolezza verso l’uomo è molto marcata in alcuni mici di razza, soprattutto gli Orientali. Per la loro attrazione verso l’uomo sono soprannominati “gatti satellite”: tendono a starvi appiccicati addosso, in grembo o sulle spalle, proprio come un satellite in orbita!


Articolo collegato: Socializzazione: quando separare i gattini dalla madre