cd retriever

SINDROME DA CANILE


Sappiamo da molti anni che le esperienze dei primi mesi di vita segnano tutta la vita del cucciolo. Eppure è facile dimenticarsene, quando di fronte a noi ci sono
due occhioni in disperata ricerca di affetto.
Se decidete di adottare un cucciolone o un cane adulto però, dovete essere pronti ad aiutarlo.
Se è cresciuto nel modo sbagliato, avrà infatti dei problemi a inserirsi nel nuovo ambiente.

Nel prossimo articolo: come curare la Sindrome da canile.


ADOTTARE UN CUCCIOLONE O UN CANE ADULTO.
Capita a tutti. Si parte decisi ad adottare un cuccioletto, e si torna a casa con un cane che difficilmente può essere confuso con un batuffolo di due mesi. Vederlo abbandonato a se stesso, in un recinto spoglio, e non innamorarsene, è impossibile. Il cucciolone ci appare subito piuttosto timido.
E’ normale, pensiamo, perché non ci conosce. Proprio la timidezza però è uno dei primi sintomi di un problema più grande e complesso, conosciuto come “sindrome da privazione sensoriale” o “sindrome da canile”. Questa definizione rende bene l’idea delle cause: il cuccioletto che non trova famiglia entro i primi tre mesi di vita, cresce in un box, un recinto, magari anche in casa, ma senza uscire mai da quel ristretto ambiente.

Il cucciolo deve crescere in un ambiente ricco di stimoli: persone, oggetti, rumori…
L’ideale è crescere in casa, e in una famiglia che ha tempo da dedicare ai cuccioli per la socializzazione (con le persone e l’ambiente).
Se cresce nelle condizioni ideali, può essere adottato senza problemi anche quando ha più di tre mesi.


LA SOCIALIZZAZIONE: IMPARARE A VIVERE CON GLI ALTRI E FUORI DALLA CUCCIA.
I cuccioli sono pronti a imparare: a vivere con gli altri cani, con l’uomo, nell’ambiente esterno. La loro capacità di apprendimento è molto alta nei primi tre mesi di vita. Si riduce verso le 10 settimane. A tre mesi possono avere paura di ciò che non conoscono. Poi la paura passa, e il cucciolo ha di nuovo più confidenza.
Nei primi tre mesi impara a riconoscere le persone, i cani, gli spazi in cui è nato e ha compiuto le prime esplorazioni. Il passaggio alla nuova famiglia è facile, perché il cucciolo è pronto ad adattarsi a ogni situazione. Più l’ambiente in cui cresce è vario, più il cucciolo impara ad affrontare situazioni, animali, persone diverse. A 50 giorni un cucciolo può correre, giocare ed esplorare in un raggio di più di 100 metri dalla cuccia.

Queste stimolazioni non formano solo esperienze, ma hanno un effetto anche sullo sviluppo del cervello. Proprio come chi sta fermo non sviluppa muscoli, il cucciolo che non fa esperienze ha un ridotto sviluppo neurologico. “Deprivazione sensoriale” indica proprio la mancanza di stimoli durante la crescita.

LA " SINDROME DA DEPRIVAZIONE SENSORIALE ": LE CAUSE.
Nei casi più gravi il cucciolo è rimasto completamente isolato, in uno spazio ridotto. Più sovente ha la compagnia di altri cani, e vede ogni giorno delle persone; sempre le stesse però. Alcune volte si tratta di cani che vivono in una condizione che potremmo definire ideale: in casa, in una famiglia che li cura e ne è affezionata. Eppure anche in questo caso il cane non ha comunque la possibilità di affrontare il mondo esterno.
I mesi passano, e per il cucciolone le possibilità di essere adottato si riducono. Non solo perché non ha più l’aspetto tenero e invitante di un cucciolo, ma anche perché ormai la sua reazione alle persone sconosciute è sempre più di timore e di evitamento. Ha timore del contatto fisico, di essere portato fuori dai luoghi che conosce, di affrontare situazioni sconosciute.

Le conseguenze
Per il cane, uscire dagli spazi e le relazioni conosciute, è come precipitare in una dimensione sconosciuta. La televisione ci ha abituati a considerare l’ignoto come qualcosa di eccitante e divertente, ma nella realtà è molto più simile a un brutto incubo, che a un bel sogno. La reazione del cane è di ansia, di timore, persino di fuga.
Il cane cerca disperatamente di recuperare parte delle sicurezze perdute. Può rifugiarsi in un angolo, rifiutare di uscire dalla nuova casa, di camminare al guinzaglio. Il trauma del distacco dall’ambiente che gli era familiare provoca un attaccamento molto forte con una persona, che il cane cerca di seguire come un’ombra.

La vita nella nuova famiglia
I giorni passano, e il cane recupera parte del comportamento confidente che dimostrava nei luoghi in cui è cresciuto. E’ più socievole con le persone che ha imparato a conoscere, e più tranquillo in casa. Il problema però non è affatto risolto. Il cane infatti manifesta ancora timidezza verso gli estranei, compresi i propri simili.
Aver vissuto per mesi, persino per anni, con altri cani non gli ha infatti insegnato ad affrontare cani che non conosce. Anche uscire dal nuovo territorio può essere un problema. Ogni suono, movimento, oggetto che incontra può mettere in crisi il suo fragile equilibrio.


AIUTO, IL MIO CANE SOFFRE DI SINDROME DA CANILE
I cani con sindrome da deprivazione sensoriale possono essere aiutati. L’ideale è rivolgersi a un esperto, un educatore cinofilo qualificato o un veterinario esperto in terapia comportamentale.
La gravità del problema dipende da diversi fattori: dal carattere del cane, dalle condizioni in cui è cresciuto (più l’ambiente è vario, più il cane avrà facilità ad ambientarsi), dall’età (cani giovani hanno maggiori possibilità di recupero), dal rapporto con la famiglia di adozione e dalle condizioni di vita.
Un cane affetto da sindrome di privazione sensoriale può manifestare sintomi diversi: reazione di paura a certi stimoli (che nella nuova famiglia può migliorare o peggiorare), timidezza, ansia (il cane si immobilizza, ansima, trema, cerca di scappare), aggressività da autodifesa verso l’uomo e/o i propri simili, iper attaccamento, incapacità di restare da solo (ansia da separazione), depressione.
Cani con sintomi anche gravi possono recuperare bene se inseriti in un ambiente molto stabile, come una villetta con giardino, evitando di costringerli ad affrontare situazioni troppo stressanti. Soggetti con sintomi leggeri possono adattarsi anche a una vita più movimentata, ma richiedono comunque un aiuto.

La Staffordshire Bullet è cresciuta per 5 mesi in un allevamento,
in un recinto con altri cuccioli.
In città le prime volte era terrorizzata: restava immobile, tremava e ansimava.
Oggi è più sicura, ma in una situazione sconosciuta è più serena se ci sono altri cani.


ALCUNI CASI
Bullet è una simpatica Staffordshire Bull Terrier. E’ nata in un grande allevamento, e ha passato i primi 5 mesi in un recinto con altri cuccioli. Quando è stata adottata era timida, terrorizzata in città. Oggi è molto più sicura, ma in una situazione sconosciuta è più serena se ci sono altri cani.
Jay è una Golden Retriever di 2 anni. E’ stata regalata dall’allevatore, che non può utilizzarla in riproduzione. Jay è cresciuta in condizioni ideali: in casa, libera con altri cani. Vivere per due anni in un branco però non le ha insegnato a confrontarsi con cani sconosciuti. Jay dimostra un iper attaccamento a una persona della nuova famiglia, e ringhia di paura quando un cane sconosciuto la avvicina.
Siska è una cucciolona di Labrador di 11 mesi. E’ cresciuta in un recinto con altri cani. Nella nuova famiglia è molto affettuosa, ma diffidente verso gli estranei. Il problema più grave è la sua incapacità di restare da sola, anche per poche ore: piange, abbaia, salta sulla porta e sporca in casa.
Anche Billo è un Labrador di venti mesi. Come scrivono i suoi amici: “nonostante conduca una vita piena di coccole, giochi e passeggiate, alcune volte si mostra spaventato senza motivo e senza aver ricevuto nessun rimprovero ( es.porta indietro le orecchie ; se lasciato per pochi minuti fuori il balcone ulula, piange e trema ;alcune volte si isola restando nella sua cuccia nonostante i nostri richiami). Quando incontra gli altri cani maschi si avvicina ringhiando e alzando il pelo per poi ritornare vicino alle nostre gambe.” Billo è stato adottato a 4 mesi di età, e proviene da un allevamento dell’Est.

In questo caso mancano delle informazioni per capire se si tratta di sindrome da canile: “salve...ho bisogno di aiuto: il mio amico huski di 6 mesi a molta paura delle persone scappa via lontano se vede un estraneo ....ho provato spesso a farlo stare con della gente in mezzo alla folla ..no niente da fare é sempre spaventato rifiuta perfino il cibo non si fa accarezzare niente cosa posso fare?”