cd retriever

FAI UN SALTO… FANNE UN ALTRO!

Insegniamo ai cani a sedersi, a sdraiarsi, a restare fermi. Insegniamo ai cani a tornare al richiamo, a riportare. NON insegniamo ai cani a saltare.
Di tutte le abilità che richiediamo ai cani, saltare è di sicuro quella più incompresa e sottovalutata.
E’ anche quella che può causare più problemi, al cane e al conduttore, in tutte le discipline che prevedono uno o più ostacoli (Agility, Obedience, SchH, Mondioring).

Dall’Agility al Mondioring
Quando ho smesso di praticare l’Agility per dedicarmi al Mondioring, mi sono scontrata con un grosso problema. Matisse, la mia cagna Malinois, non saltava. La bella notizia è che in Mondioring sono previsti solo tre salti. La brutta notizia è che i salti sono: una palizzata verticale di 2,30 metri, un salto in alto di 1,20 metri, un salto in lungo di 4 metri. Non potete mettere un cane davanti a questi salti e ordinargli “Op!”. Non succede niente. Dovete insegnargli a saltare. Sono tre ostacoli diversi, e richiedono tre diverse abilità per superarli.

Dal Mondioring all’Agility
Quando sono tornata all’Agility, Matisse sapeva saltare. Io avevo imparato come si insegna ai cani a saltare. Ero anche convinta che tutti i cani che fanno Agility sapessero saltare. Non è così. Sono bastate poche gare e allenamenti per rendermi conto che anche se sono molto più bassi, gli ostacoli dell’Agility causano grossi problemi ai cani, e ai conduttori. I problemi sono sempre gli stessi, in Mondioring come in Agility: rifiuti, stacchi e parabole sbagliate, astine che cadono, rischi di lesioni, penalità in gara. Anche le cause sono sempre le stesse: problemi fisici, mentali, meccanici e causati dal conduttore.

Tutti i cani sanno superare un ostacolo, ma questo non significa saper saltare.
Molti cani dimostrano evidenti difficoltà in questa attività, problemi che spesso non vengono riconosciuti ed affrontati nel modo migliore dal conduttore.
Questo Schnauzer è ripreso in piena parabola.


PERCHE’ IL MIO CANE SALTA MALE?
Le cause dei problemi sul salto sono:
- Fisici – funzionali
- Mentali
- Meccanici
- Conduttore

PROBLEMI FISICI.
I conduttori si pongono pochi problemi sulla struttura del loro cane. In Mondioring la difficoltà dei salti è in sé un fattore di selezione. Solo i cani in grado di superare quegli ostacoli possono proseguire la carriera agonistica (è per questo che ai massimi livelli trovate quasi solo Malinois). In Agility però l’altezza non è un fattore così limitante. Tutti i cani – o quasi – sono in grado di superare gli ostacoli. Non tutti sono in grado di farlo al meglio. L’unica nozione certa è che “il cane deve avere le zampe lunghe”. I Border Collie scelti per l’Agility hanno in media zampe più lunghe. E’ comunque opinione comune che basti una gran voglia di correre per gioco per fare Agility. La voglia di correre e saltare però non vi dirà molto su come il cane corre e salta.
Altro fattore importante, è la funzionalità. Come il corpo del vostro cane realmente lavora. Flessibilità, tono muscolare e resistenza fisica sono tutte qualità funzionali. Di sicuro uno dei problemi più diffusi nell’Agility è la scarsa attenzione allo sviluppo muscolare. Incredibile ma vero, i cani da Agility NON hanno muscoli!!!
Molti sono cani da città: una passeggiata al giorno e un allenamento alla settimana non bastano per sviluppare la muscolatura. Serve ben altro! E’ importante anche non sottovalutare l’effetto cumulativo dell’età, lo stress, lo stile di vita, delle condizioni esterne. I problemi possono facilmente essere causati anche dal dolore fisico, dalla fatica, dallo stress fisico.

PROBLEMI “MENTALI”.
Vi siete mai chiesti se il vostro cane capisce l’esercizio del salto? Sa superare un ostacolo, ma questo è un concetto piuttosto grossolano di cosa significa saltare. Tradotto in termini umani è come dire che guidare significa pigiare l’accelleratore. I cavalieri sanno quale lungo lavoro richiede la preparazione a un concorso a ostacoli. Il cavallo deve imparare ad allungare e accorciare le falcate, a calibrare la battuta in funzione del tipo di salto, valutare altezza e profondità, sollevare le zampe nella parabola, avvicinare il salto da una diagonale, variare la velocità in avvicinamento ai salti, modificare tutto questo in base alle caratteristiche del fondo. Il cane deve anche seguire le indicazioni del conduttore, correggere eventuali errori nel tempismo dei comandi e dei segnali del vostro corpo. Non basta. Deve associare il salto a qualcosa di piacevole ed eccitante, ad avere motivazione e velocità. Non potete costringere un cane a correre più veloce. Potete solo convincerlo (per fortuna!!!).
I problemi “mentali” sono causati da:
- scarsa comprensione di cosa è “saltare”
- mancata associazione del salto a un rinforzo primario significativo
- precedenza data alle sequenze rispetto ai singoli ostacoli
- mancato rispetto dei tempi di apprendimento nelle sequenze
- assenza di generalizzazione e discriminazione
- affaticamento fisico, mentale
- pressione psicologica, uso di metodi coercitivi

PROBLEMI MECCANICI
I problemi meccanici si riferiscono alle condizioni esterne durante il salto:
- il fondo (erba, sabbia, durezza, scivolosità…)
- gli aspetti visivi (colori, ombre, forme…)
- la sequenza di ostacoli (tipo di ostacoli, angolo di avvicinamento…)
- lo spazio a disposizione prima, dopo e tra gli ostacoli

PROBLEMI CAUSATI DAL CONDUTTORE
E’ ovvio che molti dei problemi descritti in precedenza sono di responsabilità diretta o indiretta del conduttore: la scelta del cane, l’allenamento fisico, i metodi di addestramento, la capacità di comunicare (uso del corpo e dei comandi). Per fortuna l’uso della coercizione è limitato nell’Agility, e si ha una buon uso della motivazione… Finché non si ha un problema da risolvere. Ecco un esempio, tratto da un allenamento a cui abbiamo assistito a fine gara. Il primo cane, una Border Collie, fa cadere un’astina. Il conduttore la sgrida. Ripete, identica, la sequenza. Cade l’astina. Il conduttore sgrida il cane più duramente. Impugna l’asta, come se volesse colpire la cagna. Al terzo passaggio l’asta non cade, e il conduttore termina l’allenamento. Il secondo cane ha dei problemi sulle zone. Sono impostate con un “fermo” sia in salita sia in discesa. Sulla salita della passerella il cane salta la zona. E’ richiamato, e messo in terra forzato sulla zona. Si ripete, e di nuovo c’è il terra forzato. Al terzo passaggio il cane tocca la zona senza andare a terra, e non viene fermato. Il principio applicato è: se lo fai giusto non succede niente di sgradevole, o ti premio (se ne ho voglia). Se sbagli, vieni sgridato e costretto a fare ciò che ti ho chiesto. Il metodo per risolvere il problema è la punizione, il rinforzo negativo (il cane esibisce un comportamento perché gli permette di evitare un evento spiacevole). La sensazione è che se non fossimo spettatori occasionali, gli interventi sarebbero più duri. In gara entrambe i cani ripetono gli stessi errori: cade l’astina e saltano le zone di contatto. Qual è la soluzione? Sgridare di più i cani in allenamento?? Noi siamo convinti che la strada da seguire sia un’altra. Ma vediamo tutte le possibili cause dell’astina che cade.

La difficoltà nel salto aumenta se l'ostacolo è impegnativo, o se è inserito in una sequenza.
I salti del Mondioring sono solo tre, ma sono veramente duri da superare! Il cane deve imparare una tecnica differente per la palizzata, la siepe e il salto in lungo.
Su salti come questi una impostazione accurata e un buon occhio per le distanze è fondamentale per il risultato, anche con cani con una forte attitudine naturale come il Pastore Belga Malinois.

CADE L’ASTA DEL SALTO: LE CAUSE – LE SOLUZIONI
Eccovi l’elenco di tutte le cause e le soluzioni possibili. Per ora lasciamo a voi la scelta. Prossimamente le discuteremo insieme.
- Il cane ha difficoltà a saltare così in alto. Gli ostacoli di Agility non sono impegnativi, ma lo diventano se affrontati in sequenza. Alcuni cani, come i Border Collie, hanno maggiore difficoltà a superare i salti di questa altezza. La soluzione è cambiare cane, scegliere un Border con le zampe più lunghe.
- Il cane sa saltare senza far cadere le astine. Se l’astina cade è perché prende in giro il conduttore, perché non si impegna abbastanza. La soluzione è punirlo quando non salta bene.
- Il cane deve imparare a non far cadere le astine. La soluzione è sgridarlo ogni volta che tocca un’astina, così impara a saltare più in alto per evitare la sgridata.
Il cane deve imparare a non far cadere le astine. La soluzione è tendere un elastico tra i pilieri. Per evitare di toccarlo con le zampe (e farsi male), imparerà a saltare più in alto dell’astina.
- Il cane non capisce la differenza tra far cadere o no un’astina. La soluzione è introdurre questo criterio nella preparazione al salto, e insegnare al cane ad alzare la parabola.
- Il cane non capisce la differenza tra far cadere o no un’astina. La soluzione è ripetere la sequenza, e premiarlo se non la fa cadere. Così impara che saltare più in alto è vantaggioso.
- Il cane non fa cadere le astine in un rettilineo, solo in curva. Il suo livello di preparazione non è adeguato alla sequenza. La soluzione è allenarsi ad affrontare i salti da tutte le angolazioni.
- Il cane non ha problemi, ma è sbagliata l’indicazione del conduttore. La soluzione è controllare il tempismo del comando, la posizione del corpo del conduttore durante il salto.
- Il cane ha problemi. E’ stanco, stressato, ha male, è demotivato, ha voglia di fare pipì. La soluzione è interrompere l’allenamento con una nota positiva.