cd retriever

Jack Russel: cuore di Terrier!

E' ufficiale: il Jack Russel è stato riconosciuto!
La F.C.I. (la Federazione Cinologica Internazionale) lo ha ufficialmente ammesso
nei propri registri dal Giugno del 2000.


Il Jack Russel ha davvero un aspetto da simpatico furfante. Attenzione però: non è un giocattolo!
Il suo carattere è quello tipico dei Terrier: vivace, reattivo, combattivo, intrepido, giocherellone.

LA STORIA
I fan del Jack-gamba-corta hanno avuto il primo sussulto di orgoglio quando la Gran Bretagna ha ottenuto il riconoscimento del cugino gamba-lunga, il Parson Jack Russel Terrier. Selezionato dal reverendo anglicano John Russel alla fine del 1800, il Parson è uno snello terrier bianco da lavoro, discendente diretto dei progenitori del Fox Terrier. Con il Jack non condivide solo il nome: il Jack venne selezionato a partire dagli stessi antenati, terrier usati nella caccia della volpe a cavallo. Il Jack veniva però portato in sella fino alla tana della volpe, e qui lasciato ad affrontarla. Inoltre era utilizzato in una attività decisamente più popolare: la caccia ai topi e ai ratti.

I terrieristi inglesi iniziano a mescolare "un po' di questo" con "un po' di quello" per creare le varietà più adatte a questi nuovi compiti. A partire dai bianchi terrier del Reverendo, e aggiungendo altro sangue terrier, Beagle, di segugio, bassotto e chissà cos'altro, l'esperimento prende forma: bassottello, a volte con le zampe un po’ storte e le orecchie a sventola, il muso più lungo e il mantello di tutti i colori.


Solo dal secondo dopoguerra i terrieristi si accorgono che da qualche parte, lanciato all’inseguimento di una volpe rossa, esiste ancora l’originale terrier del Reverendo. Grazie a foto, dipinti, descrizioni e documenti dell’epoca, viene redatto lo standard; viene chiamato Parson Jack Russel Terrier, e riconosciuto nel 1990 dalla FCI.

Gli appassionati del Jack accusano il colpo. Cercano di inglobare il loro piccolo amico nello standard ufficiale, riducendo l’altezza minima prevista dallo standard. Presto però si accorgono che l’unica via percorribile è un’altra. Perché, si dicono, riunire ciò che cento anni di storia hanno separato? A questo punto però la strada sembra sbarrata: la FCI respinge una richiesta dell’Australia (che nel frattempo ha provveduto a redigere uno standard per il Jack), perché le due razze sono troppo simili.

Gli appassionati di Mr. Gambacorta non si danno per vinti. Organizzano club, ottengono riconoscimenti a livello nazionale in diversi paesi. Prima di ripresentare la richiesta, devono però aspettare due condizioni: la Gran Bretagna dichiara di non voler riconoscere il JR, lasciando il campo libero ad altre nazioni. Richiede inoltre alcune modifiche allo standard, cambiando tra l’altro la denominazione del Parson Jack Russel Terrier in Parson Russel Terrier. L'Irlanda riconosce invece il Jack Russel come razza, e chiede alla FCI di ratificare lo standard, realizzato sulla base di quello australiano. Detto e fatto: la FCI da finalmente il via libera al Jack, che dal 2001 è una razza a tutti gli effetti.

E in Italia?
Quali conseguenze avrà tutto questo sui cinofili italiani? Giulio Audisio di Somma, presidente della Società Italiana Terrier spiega “Il Jack Russel verrà molto probabilmente affidato alla nostra società, che tutela tutte le razze terrier. Ho provveduto a chiedere all’ENCI di definire una data, si tratterà probabilmente del 1 gennaio, per l'apertura del LIR, il Libro Italiano Riconosciuti. Chi ha un Jack Russel potrà quindi presentarlo in esposizione, per ottenere l'iscrizione al LIR. In questa occasione, il giudice deve verificare che il cane abbia le caratteristiche richieste dallo standard, non attribuirgli una qualifica. Se il cane viene iscritto al LIR, può partecipare a tutte le esposizioni, e qualificarsi, anche vincere. Non potrà però diventare campione italiano. Solo dopo tre generazioni iscritte al LIR (quindi alla quarta), verrà iscritto al LOI (Libro Origini Italiano), e potrà accedere al titolo di campione.”


LIR, Libro Italiano Riconosciuti: è un registro che accoglie i cani privi di pedigree ma con caratteristiche tipiche della razza. Per ottenere l’iscrizione, il cane deve essere giudicato da un giudice in una esposizione. Se ritenuto idoneo, viene iscritto, e così i suoi discendenti. Alla quarta generazione i cuccioli, se hanno mantenuto le caratteristiche richieste, possono essere iscritti al LOI.
LOI, Libro Origini Italiano: registra tutti i cani, distinti per razze e per gruppi, nati in Italia. L’iscrizione al LOI è possibile solo se tutti e due i genitori del cucciolo hanno il pedigree, e sono dunque entrambi già iscritti al LOI.
Pedigree: è il documento che attesta l’iscrizione del cucciolo al LOI, o a un registro straniero riconosciuto dalla FCI. Riporta tutti i dati del cane, la sua genealogia, i dati dell’allevatore e del proprietario.



Fox Terrier


TUTTI I TERRIER “DA VOLPE” DEL RE
Alla morte del reverendo Russel, in Gran Bretagna erano presenti 4 varietà di terrier da volpe, tutte discendenti dallo stesso ceppo di origine: il Fox Terrier a pelo corto e a pelo duro, il Parson Jack Russel e il Jack Russel. Il Fox Terrier, riconosciuto alla fine del 1800, subì molti cambiamenti, a causa della spinta alla selezione morfologica provocata dalle esposizioni. Con la diffusione delle esposizioni di “bellezza”, dal ceppo originario vennero premiati e preferiti in allevamento i soggetti più spettacolari: con l’aspetto più stilizzato, il mantello più appariscente. Mentre il moderno Fox stava emergendo, il vecchio terrier da caccia rimaneva. Il Parson JR non ha modificato l’aspetto, cambiamenti avvenuti in tutti i Terrier riconosciuti e presentati in esposizione come il moderno Fox, perché è rimasto un cane da lavoro per oltre 100 anni. C’era infine una abbondante varietà di incroci da caccia, di dimensioni varie, chiamati Russels, o Jack Russels. Anche se è stato riconosciuto per ultimo, proprio il Jack Russel ha ottenuto uno straordinario successo in tutto il mondo, grazie al passa parola tra cavalieri, vip e comuni mortali, e alla partecipazione in film di successo (ricordate Milo nel film The Mask?)


VIVERE CON UN JACK
Il Jack Russel è un cane felice, coraggioso, energico. E’ estroverso, intelligente e con una certa tendenza a imporsi. La forte personalità di questo piccolo terrier cattura il cuore di molti, ma non è un cane per tutti.
Non significa che non siete abbastanza bravi per averne uno: solo potrebbe non essere il candidato ideale per la vostra famiglia e il vostro stile di vita. E’ vivace, giocherellone, sempre pronto a divertirsi, e spesso a manifestare questa esuberanza con un abbaio squillante. E’ molto curioso, attivo e reattivo. Tutta questa energia a volte è semplicemente TROPPO. Proprio le caratteristiche e l’abilità che lo rendono un eccellente cane da caccia (scavare, abbaiare, affrontare senza paura i pericoli, impulso a scovare e inseguire piccole prede, afferrare con la bocca e scuotere con forza) possono essere interpretate come comportamenti sgradevoli, causando problemi più o meno seri nella convivenza.
Il JR può essere un compagno straordinario, ma richiede un impegno a lungo termine per l’educazione, l’attività fisica, il gioco o il lavoro (che gli permette di esercitare non solo il corpo, ma anche la mente). Sonnecchiare pacificamente sul divano per tutto il giorno non è cosa da JR. Neppure quando l’età avanzata dovrebbe calmare il “bollente” spirito. Richiede dunque più impegno di altre razze, anche di taglia decisamente maggiore. Per storia e tradizione, il JR è il compagno ideale per i cavalieri: sarà impegnato a cacciare topi e ratti in scuderia, e a seguirvi in passeggiata, senza mai dare fastidio ai cavalli.

Se volete praticare attività sportiva (Agility), assicuratevi che abbia dei documenti riconosciuti dall'ENCI.

PROBLEMI DI CONVIVENZA
La maggior parte dei problemi è dovuta alla mancanza di compagnia, controllo, attività ed esercizio. Per evitare guai, provate a seguire un corso di educazione quando il cane è cucciolo, imparando così a canalizzare la sua energia nel gioco e a premiarlo quando si comporta nel modo gradito. Se si comporta male, non urlate e soprattutto non minacciatelo: i terrier tendono a rispondere alla violenza con la violenza, ed è comunque negativo aumentare la tensione emotiva dello scontro. Un JR che morde, anche se è un piccolo cane, è un grosso problema. Intervenite prima di arrivare a questo punto, chiedete aiuto a un educatore cinofilo che usa metodi positivi o un esperto di comportamento. Non cercate di farlo smettere: cercate di non farlo cominciare! Non toccate mai la leva dell’aggressività: non istigatelo a inseguire e cacciare piccoli animali, non giocate alla lotta e a contendere oggetti. Premiatelo quando riporta la pallina e quando obbedisce ai comandi.

Usate toni gentili, e modi fermi. Stabilite buone abitudini fin dal primo giorno, e cercate di seguirle. Nell’obbedienza la parte più difficile non è fare obbedire il cane, ma essere coerenti! Premiate i comportamenti che gradite con un boccone e un complimento, e soprattutto dategli affetto, compagnia e fategli fare tantissimo movimento.
Malattie genetiche: Può essere soggetto a glaucoma, alla malattia di Perthes (necrosi della testa del femore), e colpito in misura minore da epilessia, problemi di pelle (comprese allergie), e sordità genetica. Per quest’ultima è necessario un test particolare, che permette di stabilire se il cane sente con una o con entrambe le orecchie.


IL JR E I GATTI
Il Jack può convivere pacificamente con il gatto di casa, anche se la fuga del micio farà brillare i suoi occhi di una luce decisamente inquietante. Per evitare di scatenare istinti di caccia, abituatelo da cucciolo alla presenza del micio. Non lasciate che lo insegua o gli abbai. Scoraggiate i giochi di lotta. Garantite sicurezza ad entrambi: provvedete punti elevati dove il gatto possa mettersi al sicuro. Non lasciateli mai insieme da soli senza supervisione, né in casa né fuori. Divideteli in due stanze diverse, o uno in giardino e uno in casa. Il rischio di incidenti esiste anche dopo anni di pacifica convivenza, e aumenta se in casa avete più cani.

IL JR E I BAMBINI
Il JR è adatto a bambini in età scolare: sono in grado di capire le esigenze del piccolo amico, e si divertiranno a giocare e portarlo a spasso. I bambini piccoli non sono abbastanza maturi per trattare un cane (qualunque cane). La differenza tra un JR e un altro cane è solo nella reattività: un JR non avrà nessuna voglia di farsi strapazzare, e lo dimostrerà chiaramente. Altri cani sono meno reattivi, e più inibiti. I bambini inoltre sono vivaci, gridano e corrono, e questo può scatenare gli istinti di caccia, se si eccita il JR può inseguire e abbaiare ai bimbi. Non sgridate i bambini e non litigate di fronte al cane. L’eccitazione può portarlo a intervenire a modo suo, in genere attaccando la persona che percepisce come più forte.