ADDESTRAMENTO CON IL CLICKER
IL CLICKER NON E’ UNA SCATOLETTA MAGICA

Il commento è tagliente: “Non pensate di risolvere tutto con il clicker”.
Stiamo guardando un cane lavorare: è alle prime lezioni del corso di Obedience, e ha ancora dei problemi a mantenere l’attenzione sul conduttore. Il nostro critico ha l’atteggiamento di chi ha provato il metodo, e ne è rimasto deluso.
Il clicker non ha mantenuto le promesse: non è una scatoletta magica.
Se è possibile fare una previstione, può essere proprio questa: nel prossimo futuro il clicker avrà uno straordinario click-boom, e lascerà molti delusi.
Perché delusi? E, soprattutto, perché il clicker non sempre funziona?

Altri articoli sul Clicker:
Clicker: ditelo con un...click! - Clicker: giocate con il clicker
Esercizi: N.1:l’attenzione - N.2:il seduto e il terra - N.3: Il clicker non è magia! - N.4: Cono e Spin

Il clicker non è una scatoletta magica 1
Chi si avvicina al clicker lo fa spesso per ottenere risultati migliori. Risolvere un problema. Ottenere più punti. Usa un altro metodo per educare e addestrare il cane, e ricorre al clicker “quando serve”. Solo per scoprire che tra dire “bravo” e fare click non cambia niente. Così mette via il clicker, deluso dal risultato.
Il clicker non funziona se associato a metodi tradizionali. Per funzionare il clicker DEVE essere usato con un metodo basato sul RINFORZO POSITIVO. Il cane deve essere libero di scegliere cosa fare, e deve imparare che ripetere un comportamento è VANTAGGIOSO.
Non deve fare qualcosa che piace a voi: deve fare qualcosa che piace a lui.

Il clicker non è una scatoletta magica 2
Cos’è veramente il clicker? Quando usate il metodo gentile basato sul rinforzo positivo, il cane impara ad associare un comportamento a un vantaggio: faccio qualcosa = ottengo qualcosa che mi piace. Mi siedo, ottengo un bocconcino. Mi siedo, mi aprono la porta di casa. Mi siedo, mi tirano la pallina. La sequenza di apprendimento è:
COMPORTAMENTO > RINFORZO POSITIVO
Quando usate il clicker non fate altro che inserire in questa sequenza una informazione in più. Il click segnala al cane QUALE comportamento funziona: quale comportamento gli permette di ottenere quello che vuole:
COMPORTAMENTO > CLICK > RINFORZO POSITIVO
Tutto qui.

Il clicker non è una scatoletta magica 3
Se provate a usare il clicker, e non ottenete risultati, c’è qualcosa che non funziona. Ecco cosa può essere.

1. Usate metodi tradizionali.
Se sgridate il cane quando sbaglia, lo manipolate con mani o guinzaglio, lo costringete con la forza fisica o con l’autorità a fare qualcosa, il clicker NON funziona. Il cane non è libero di scegliere. Non è nelle condizioni di associare un comportamento a un vantaggio. Se il cane non vi guarda nel terra resta, potete sgridarlo (in realtà girerà ancora di più la testa come segnale di calma!). Se volete usare il clicker dovete SOLO rinforzarlo ogni volta che vi guarda, e aumentare gradatamente i criteri (tempo, distrazioni…).
2. Sbagliate la scelta dei rinforzi.
Il rinforzo è qualcosa che al cane piace, che il cane vuole. Non deve piacere a voi, deve piacere al cane. Fate click, gli offrite una crocchetta e neanche vi guarda? La scelta del rinforzo è SBAGLIATA. Imparate a riconoscere i rinforzi, e a usarli (non sempre è facile!).
3. Sbagliate la scelta dei criteri.
Quello che un cane fa è un comportamento. Annusa a terra = comportamento. Vi guarda = comportamento. Scodinzola = comportamento.
Quello che voi volete che il cane faccia è un criterio.
Nell’esercizio del seduto:
SEDERSI = COMPORTAMENTO = CRITERIO.
Nell’esercizio dell’attenzione:
GUARDARE IL CONDUTTORE = COMPORTAMENTO = CRITERIO
Un buon criterio è qualcosa che permette al cane di ottenere con facilità il rinforzo. Se dovete aspettare troppo per fare click, la scelta del criterio è sbagliata.
4. Sbagliate l’uso dei criteri
Quando lavorate con un cane, dovete lavorare a un unico criterio per volta. Nell’esercizio del seduto di fronte lavorate separatamente al fronte e al seduto. Rinforzate il cane quando viene di fronte. In un altro momento lo rinforzate quando si siede (in qualunque posizione). Inserite il comando: “Vieni” e “Siedi”. Quindi unite i due criteri: vieni e seduto. Chiamate il cane con il “Vieni” e quando è di fronte gli chiedete “Siedi”. L’ultimo passaggio è rinforzare il cane solo quando viene di fronte E si siede.

Il clicker non è una facile soluzione a tutti i problemi. Anzi, scegliere di lavorare solo con metodi basati sul rinforzo positivo può mettervi nella situazione di non riuscire ad ottenere facilmente un risultato. Non riuscire a vedere la strada non significa però che la strada non c'è!

L'importante è non cedere alla tentazione di usare la forza (pressione fisica o psicologica).

DOMANDA E RISPOSTA
Domanda: E’ davvero necessario usare il clicker?
Risposta: No, il clicker non è necessario per educare o addestrare un cane. Qualunque sia il metodo adottato, il cane può imparare anche senza clicker. Anche con i metodi gentili, basati sul rinforzo positivo, non è necessario fare click. L’importante è che il cane associ il proprio comportamento al rinforzo (mi siedo, mi tirano la pallina). Il clicker è uno strumento, un suono neutro, che permette di dare una informazione molto precisa all’animale: è proprio QUESTO il comportamento che funziona! Il clicker non è necessario: è utile.
Domanda: Se uso il clicker, devo usarlo sempre?
Risposta: Proprio perché il clicker è una informazione, è importante soprattutto quando volete insegnare al cane un nuovo comportamento (o meglio, un criterio), un nuovo esercizio. Quando il cane ha capito qual è il comportamento che funziona, non è più necessario usare il clicker.

BOX: L’ANTI-CLICKER E IL NIRVANA-CLICKER
Il mondo dell’addestramento del cane è ricco di superstizioni. Non fa eccezione il mondo del clicker training: “Ho provato il clicker, ma funziona solo nelle posizioni a distanza”. “Non uso il clicker, perché il mio cane ha bisogno della mia presenza”. “Usate il clicker anche nel terra resta???”. “E’ inutile usare il clicker, tanto prima o poi devi smettere. Non puoi mica andare in gara facendo click!”. Chi si avvicina al clicker si aspetta in genere un risultato miracoloso: il cane improvvisamente capisce l’esercizio, e smette di sbagliare. Quando non succede, il clicker diventa non solo una scatoletta inutile: diventa un idolo pagano, oggetto di una nuova crociata. Quando vede qualcuno con un clicker, cerca di riconvertire la povera vittima, ricordando le proprie esperienze negative, gli insuccessi superati solo grazie a metodi molto più sicuri e affidabili. Se il cane non supera un ostacolo con un click, gli mette un guinzaglio e lo spinge o lo tira sul salto. Funziona!

All’estremo opposto, chi usa il clicker, e ottiene dei risultati, rischia di diventa un sacerdote della religione clicker. Di sera posa il clicker sul comodino, e di mattina se lo mette in borsa (non si sa mai…). Di notte, inutile dirlo, sogna criteri, rinforzi, intriganti sequenze di shaping. Guarda con occhio compassionevole chi ancora non ha raggiunto il nirvana-clicker. Il sacerdote del culto del clicker non tira una pallina per far superare a un cane un ostacolo: fa click quando il cane gira la testa, click quando guarda l’ostacolo, click quando fa un passo verso l’ostacolo, click quando tocca l’ostacolo con il naso, click quando supera l’ostacolo con una zampa, click quando lo supera con due zampe, click quando lo supera con quattro zampe. Funziona!
E noi? Noi abbiamo superato indenni le due fasi: nirvana-clicker quando abbiamo scoperto il mondo del rinforzo positivo, anti-clicker quando ci siamo accorti del pericolo di farne una religione monoteista (clicker si, tutto il resto no). Oggi usiamo il clicker quando serve (ed è dannatamente utile), ma non abbiamo paura di tirare una pallina, usare il movimento del corpo o usare il boccone per indurre un comportamento. Per far superare un ostacolo a un cane gli facciamo vedere una pallina, e facciamo click quando è in parabola. In poche ripetizioni il cane impara ad associare il salto al successivo lancio della pallina. Funziona!