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LA PUNIZIONE:
cosa significa per il cane, come funziona, perché spesso non funziona affatto.
Rosicchiare una scarpa. Abbaiare senza motivo in giardino.
Mordere le mani per gioco. Minacciare gli altri cani durante la passeggiata. Fare pipì in casa. Saltare addosso. Rincorrere i gatti o i ciclisti.
Ringhiare sulla ciotola. Tirare al guinzaglio.
In quante di queste situazioni avete sgridato il vostro cane?
In quante pensate sarebbe necessaria una punizione?
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INSEGNARE AL CANE A COMPORTARSI NEL MODO GIUSTO
Quando sgridate il cane, volete spiegargli come comportarsi nel modo giusto. Ad essere sinceri, volete piuttosto che si comporti nel modo che piace a voi. Il cane che salta addosso, sta salutando in modo tipicamente canino: mettere il suo muso contro il vostro, e coprirvi di leccate. Il suo comportamento è giusto, però può essere sgradevole, e persino pericoloso se è di grande taglia e si appoggia a un bambino o un anziano. Sgridarlo è il modo più diffuso per insegnargli la differenza tra i comportamenti graditi e quelli spiacevoli. Provate però a ripensare a voi e al vostro cane. Quante volte è bastato arrabbiarsi per risolvere il problema?
IMPRESSIONARE E INIBIRE
La punizione serve a qualcosa: leffetto immediato, quello più evidente e gratificante, è interrompere il comportamento sgradito. Il cane rosicchia una scarpa, voi lo sgridate, lui smette e assume un atteggiamento sottomesso. Voi pensate: gli sto insegnando a non rosicchiare le scarpe. Il cane pensa: è più forte di me, e per qualche motivo ha deciso di dimostrarmelo, meglio sottomettersi. Sgridarlo significa impressionarlo, conquistare con uno scontro diretto il ruolo di dominante, sembrare quindi il più forte e aggressivo. I due effetti sicuri della punizione sono solo questi: impressionare e inibire. Il cane ha davvero imparato a non rosicchiare le scarpe? Forse non lo farà più quando ci siete voi nei paraggi, ma potreste scommettere che non toccherà una scarpa se siete fuori casa?
IMPARARE CON IL PREMIO E PIU FACILE!
Con la punizione il cane può associare un certo comportamento a delle conseguenze spiacevoli. Dovete però sgridarlo ogni volta e nel momento stesso in cui sbaglia. La punizione deve anche essere più intensa del suo desiderio di comportarsi in un certo modo: dovete impressionarlo. Anche se agite nel modo migliore, il vostro intervento non risponde alla domanda più importante: se quello che sta facendo è sbagliato, cosa è giusto? Prima di arrabbiarvi per il suo comportamento, dovreste essere sicuri che il cane conosce una valida alternativa: stare giù invece di saltare, giocare con losso di gomma invece di mordicchiare le scarpe, e così via. Tutti gli esperimenti hanno dimostrato che gli animali che vengono premiati per il comportamento corretto imparano più in fretta e meglio di quelli che vengono puniti per i comportamenti sbagliati.
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Si pensa alla punizione come una sgridata più o meno severa.
Per il cane però ha un significato più preciso: aggiungere qualcosa di sgradevole o togliere qualcosa di piacevole in conseguenza al suo comportamento. Se vi fate riportare e lasciare la pallina a comando, e quindi ve la tenete, è una punizione!
Il cane ha riportato e lasciato (comportamento), e voi gli avete tolto qualcosa di piacevole (punizione). Se non volete continuare a giocare, potete premiarlo con un bocconcino, altrimenti il modo più bello per premiarlo è proprio tirare di nuovo la pallina.
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QUANDO PUNIRE?
La prima regola è non punire mai il cane se esiste una alternativa. Altrimenti la punizione non è altro che uno sfogo emotivo e un abuso. A volte è difficile vedere la soluzione alternativa: è molto naturale associare un comportamento sgradito a una punizione. Eppure, credetemi, cè altro, e cè di meglio. La seconda regola è capire che il cane non è in grado di dare un giudizio morale al proprio comportamento: giusto e sbagliato non esistono. Esistono solo vantaggioso e svantaggioso. Dunque la punizione funziona se quel certo comportamento diventa svantaggioso. Non è così facile. Prendete il caso del cane che minaccia gli altri cani, o che ringhia sulla ciotola. Voi pensate: lo sgrido, così capisce che non deve ringhiare. Nella maggior parte delle volte però lunico risultato è inibire i segnali di minaccia (il rischio è che il cane attacchi senza preavviso), oppure associare una situazione già stressante a nuovo stress (il rischio è aumentare lo stato ansioso e laggressività).
LE ALTERNATIVE
Ecco un elenco di soluzioni alternative ai comportamenti sgraditi.
Ignorate il cane. Se vi salta addosso, non toccatelo, non parlate, giratevi e rimanete immobili, oppure andatevene. Concedetegli attenzione solo se non vi salta addosso.
Distraetelo e dategli qualcosaltro in cambio. Se sta rosicchiando una scarpa, battete le mani, fischiate o scuotete la scatola di biscotti. Quando molla la scarpa, chiamatelo e dategli un osso di pelle da rosicchiare, dicendogli bravo. Togliete le scarpe dalla sua portata. Se non può rosicchiarle, non imparerà a farlo.
Garantitegli gioco, compagnia e movimento. I cani non abbaiano senza motivo. Potrebbe essere annoiato, stressato, sentirsi solo. Trovate il tempo di portarlo fuori a correre e giocare. Premiatelo con attenzioni e bocconcini quando sta zitto. Evitate di uscire in giardino mentre abbaia, perché in questo modo associa labbaio alle attenzioni.
Premiate un comportamento alternativo. Se vi rosicchia le mani, smettete di giocare insieme. Premiatelo con complimenti e carezze quando vi lecca, oppure insegnategli a leccarvi spalmandovi un po di succo di frutta sulla mano. Dire Ahia! funziona solo se il cucciolo sa che Ahia! precede una punizione (andarsene, sgridarlo).
Agite sulla causa, non sulla conseguenza. Se è minaccioso con gli altri cani o sulla ciotola, il vostro cane pensa di avere un problema. Invece di impedirgli di ringhiare, cercate di fare in modo che non ne abbia più motivo. Insegnategli a rimanere calmo, e associare quella situazione a uno stato emotivo neutro o positivo.
Sfruttate la capacità del cane di collaborare. Se tira al guinzaglio, fermatevi. Non ripartite finché non smette. Se insistete, il cane capirà presto che lunico modo per andare dove vuole è
seguirvi!
Se proprio volete usare la punizione, utilizzate sempre un avvertimento No, Guai. In questo modo il cane è in grado di evitare lo scontro interrompendo il proprio comportamento.
Un altro articolo su questo argomento: La punizione
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LA PUNIZIONE IN PILLOLE
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- La punizione interrompe un comportamento sgradito
Aumenta la dominanza diretta, è uno scontro gerarchico
Aumenta sempre lo stress, lansia del cane (anche delluomo)
In genere non insegna affatto al cane a non ripetere il comportamento sgradito
Inibisce il sintomo, non cura la causa (es: il cane impara a non esibire aggressività verso gli altri cani, ma continua ad essere in conflitto)
Può essere associata allevento sbagliato (pipì sul pavimento + padrone + sgridata = non devo fare pipì quando cè il mio padrone vicino a me!)
Se non è abbastanza intensa non è efficace
Se è troppo intensa o ripetuta, può scatenare una reazione difensiva (fuga o aggressione)
Non insegna al cane un valido comportamento alternativo
Non sfrutta la capacità del cane di imparare e di collaborare
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Riassumendo: la punizione spesso non risolve affatto i problemi, può crearne di nuovi, e richiede tempi più lunghi e stress superiori nellapprendimento e nelleducazione.
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