cd retriever

MONDIORING:
fantasia, coraggio e controllo.

Il Mondioring è una prova di lavoro:
il cane deve dimostrare le proprie qualità e l’addestramento in esercizi di obbedienza, salti e difesa.
Come in ogni competizione sportiva, esistono delle regole.
Esiste però soprattutto una filosofia.

Potete vederla, respirarla attorno al campo di gara.
Sul campo non ci sono solo i 6 classici nascondigli, e i tre salti.
C’è di tutto! Tende, giochi, manichini, trattori, ombrelloni, sedie…
Nel secondo e terzo grado sul terreno spuntano anche delle bistecche!

Difesa del conduttore: figurante sul tavolo

Per l’esercizio di difesa del conduttore, il cane deve imparare a non reagire fino al momento dell’aggressione. Il cane deve discriminare un contatto amichevole (stretta di mano), l’aggressione ad altre persone, le provocazioni e i trabocchetti: è libero, e il conduttore non può parlare o aiutarlo.

Il figurante belga Michael sfida e provoca Puma, una straordinaria atleta di razza Malinois.

Puma è attenta e concentrata, e dimostra tutto il piacere di giocare, la capacità di discriminare e il controllo tipici del Mondioring.


LA GARA
Esistono tre livelli, di difficoltà crescente. La prova però è unica, si inizia con gli esercizi di obbedienza, seguono i salti e quindi la difesa. Il cane è libero, senza collare e guinzaglio. Il figurante è protetto da un costume imbottito; può utilizzare accessori che non siano pericolosi per il cane, e un bastone di bambù tagliato a croce. Il figurante può impressionare, ma non colpire il cane.

La sequenza di tutti gli esercizi, di obbedienza, salto e difesa, è sorteggiata prima della gara. Il giudice stabilisce gli accessori usati, la disposizione del campo e lo svolgimento dei diversi esercizi. Passa il “cane bianco”, tutti osservano attenti lo svolgimento degli esercizi. Si inizia. Il conduttore si presenta in campo con il cane libero. E’ accompagnato alle diverse prove dall’assistente di campo, che ha il compito di spiegare l’esecuzione. Il conduttore esegue un primo posizionamento, quindi, su cenno del giudice, il secondo. L’inizio e la fine dell’esercizio sono segnalati da uno squillo di trombetta.

Gli esercizi di obbedienza prevedono la condotta al piede, l’invio in avanti, il riporto di un oggetto di qualunque forma o dimensione (del peso massimo di un chilo, non di vetro o di metallo), il rifiuto del boccone, il seduto o il terra resta con distrazione, la discriminazione olfattiva di un legnetto, posto tra altri cinque a trenta metri di distanza dal cane, le posizioni a distanza (siedi, terra, in piedi). Il cane deve dimostrare capacità di discriminare degli stimoli e i comandi, adattabilità, concentrazione, duttilità.

Nelle prove di salto il cane deve affrontare un salto in lungo, una palizzata e un salto in alto. Nel terzo livello il salto in lungo è di 4 metri, la palizzata di 2.30 (sola andata e discesa ammortizzata da una plancia per evitare traumi alle zampe), il salto in alto 1.20 m.

Le prove di difesa comprendono nel primo livello un attacco frontale, un attacco al figurante in fuga e la difesa del conduttore. Nel secondo livello si aggiunge la ricerca libera (il cane ha due minuti per trovare il figurante nascosto), la scorta e l’attacco con superamento di un ostacolo. L’attacco frontale è con accessori. Gli esercizi di difesa del terzo livello sono: difesa del conduttore, attacco frontale con accessori, ricerca e scorta del figurante, guardia di un oggetto, attacco in fuga arrestato, attacco in fuga e attacco con superamento di un ostacolo. La difficoltà è in proporzione al livello.



Attacco sul braccio
Anche se hanno a disposizione tutto il costume, i cani imparano alcune prese fisse: c’è chi preferisce le prese alte, chi quelle alle gambe.

Tutte e due richiedono tecnica, ma la presa sotto il ginocchio richiede anche una grande stabilità e confidenza, perché il figurante sovrasta il cane con tutto il corpo e con gli accessori.

Questo Malinois ha scelto di superare in alto lo sbarramento, con una bella presa.


I PUNTI
Ogni esercizio ha un punteggio, dal quale sono sottratte le penalità. In primo grado i punti totali sono 200, in secondo grado 300 e in terzo 400. In primo grado, su 200 punti, 70 sono di obbedienza e salti, e 130 delle tre fasi di difesa (fuga e lanciato 50 punti, difesa del conduttore 30).

Rispetto ad altre discipline viene dunque dato maggior peso agli esercizi di difesa. Potete però vincere o perdere una gara per i punti guadagnati o persi nella condotta al piede (6 punti!). Una buona obbedienza e il controllo sono la base del Mondioring. Non è richiesta una grande precisione in obbedienza, anche se negli ultimi anni l’esecuzione degli esercizi è diventata sempre più precisa.

E’ vietato ogni intervento scorretto del conduttore, sia verso il giudice sia verso il cane.


CAPIRE, NON SOLO ESEGUIRE GLI ESERCIZI
Nel Mondioring esistono esercizi e regole, ma in gara è lasciata la maggior variabilità possibile nell’uso di accessori, nel variare la sequenza, le condizioni esterne in cui si svolge la prova. Queste variabili sono gli strumenti che hanno il giudice e il figurante per valutare le attitudini e la preparazione del cane.
E soprattutto l’abilità dell’addestratore-conduttore nell’insegnare al cane ad affrontare qualunque situazione.

Se vedete una gara di Mondioring ricordate: cane e conduttore stanno affrontando per la prima volta gli esercizi in quel modo. Il cane non deve solo imparare ad eseguire degli esercizi più o meno difficili. Deve CAPIRE quello che gli chiedete.
Deve capire che un riporto è sempre un riporto, una difesa del conduttore è sempre una difesa, un invio in avanti sempre un invio in avanti: in qualunque condizione si svolgano.

E’ questa la vera sfida, il fascino di questa disciplina. Un lavoro continuo (non finisce mai!) per imparare a superare gli ostacoli e i trabocchetti studiati dai vostri antagonisti: il figurante e il giudice di gara.



Difesa con passeggino e acqua

Ricordate la gazzella che ogni mattina sa che dovrà correre più veloce del leone? Nel Mondioring questo avviene tra i concorrenti e i giudici: i primi sanno che dovranno essere pronti ad affrontare le situazioni escogitate dal giudice per mettere alla prova cani e conduttori.

Questo Malinois rimane calmo sull’oggetto da difendere, senza farsi distrarre dall’acqua. E’ l’università del ring: la guardia dell’oggetto.


NIENTE PANICO: E’ MONDIORING!
Dei bambini giocano a pallone a pochi metri dall’entrata del campo. Uomini e cani si muovono liberamente lungo il perimetro. In campo ci saranno almeno 7 persone, tra giudici, assistenti, commissari. All’ora di pranzo si spande un odore penetrante di braciole. Qualcuno mangia un panino seduto in prima fila, mentre il cane in gara corre libero a pochi centimetri nella ricerca del figurante. Regna sovrana una radio a tutto volume.
Questo è Mondioring! Durante la gara i concorrenti sono concentrati, ma camminano e agiscono in modo naturale. Niente movimenti rigidi e stereotipati. Se il cane sbaglia un esercizio, niente drammi. In programmi dove tutto è sempre uguale, è facile attribuire l’errore al cane. Arrabbiarsi perché non ha eseguito un esercizio che conosce a perfezione. Qui però cambia sempre tutto, e l’errore significa solo dover lavorare di più e meglio per la prossima gara. Inutile prendersela con il cane: domani ci alleneremo insieme per superare anche questo!
Il risultato non dipende quindi dalle condizioni della gara, ma da come vi siete allenati. E’ per questo che il campo di allenamento somiglia (sic) a una discarica abusiva: passeggini rotti, teli colorati, bottiglie di plastica e lattine vuote, palloni… Allenarsi richiede non solo tecnica e tenacia, ma FANTASIA. Dovete immaginare tutte le situazioni che può incontrare il cane PRIMA che se la inventi un giudice!
E’ questo il fascino e la difficoltà del Mondioring: niente è scontato, niente è uguale, niente è facile o difficile. Tutto dipende da quello che avete costruito insieme al vostro cane.
La variabilità è una difficoltà perché richiede capacità di discriminazione. Lo è anche perché il cane deve affrontare situazioni sconosciute, che possono confonderlo, impressionarlo. Scegliere a naso un legnetto tra altri cinque identici a trenta metri di distanza dal conduttore non è facile. Lo è meno se il cane deve superare una bistecca posata a terra sul suo tragitto, e cercarlo vicino a dei palloni o dei manichini. Lo è ancora meno se il legnetto è a pochi centimetri dal recinto di un enorme maiale. In ogni gara queste condizioni saranno diverse.
Proprio le situazioni sempre diverse, il grande controllo richiesto rendono molto facile gestire il cane nella vita reale. I conduttori non esitano a usare gli stessi comandi dentro e fuori dal campo di allenamento, anzi, una situazione nuova è una occasione in più per imparare!