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MUSCOLI IN MOSTRA: GUARDIANI O DIFENSORI?

Avete o vorreste avere un cane muscoloso a pelo raso. Vi piacciono i molossoidi.

Rischiate di essere additati come squilibrati, perché avete bisogno di un cane per sentirvi più forti e sicuri. Pericolosi, perché usate il cane come arma. Eppure voi vi sentite normali. E lo siete.

MUSCOLI IN MOSTRA: 5 RAZZE AL TOP

CHI HA UN MOLOSSO E' DIVERSO DA CHI AMA I BARBONCINI ?
Chi ha un molosso, o apprezza queste razze, è diverso da chi ama i Barboncini e i Labrador? Inutile nascondere che la vostra è anche una passione per il fisico muscoloso, la taglia imponente, lo sguardo sicuro e il carattere deciso. Non cercate di convincere tutti che sareste altrettanto felici con un Barboncino al guinzaglio. Se fosse così, avreste un Barboncino, no?

Oltre al gusto estetico per i muscoli in mostra, c’è il piacere del confronto con animali così spettacolari. E c’è il bisogno di sentirsi protetti. Non è strano: soli si è vulnerabili, e un cane è certo più disponibile a seguirvi ovunque o a restare a casa al posto vostro di chiunque altro.

Avere la protezione di un cane, oltre all’amicizia e la compagnia, è un bisogno diffuso. E’ normale e naturale. Provate a passeggiare al buio da soli, o con un cane di media taglia. Se poi il cane ha il fisico e il comportamento di un dissuasore, vi sentirete davvero tranquilli. Non siete una persona squilibrata: non volete fare del male. Volete solo che non ne facciano a voi.


PROTEZIONE E DISSUASIONE
Questi cani non sono armi. Non sono belve feroci. Sono solo cani: la socievolezza, l’affetto e l’amicizia fanno parte del loro comportamento come di quello di qualunque cane. In passato però sono stati cani da guerra, da combattimento, da presa, da guardia e militari. La forza e l’aggressività fanno parte del loro comportamento, più che in razze selezionate per compiti diversi (come il Barboncino e il Labrador).

La selezione moderna ha ridotto soprattutto l’aggressività, ma rimangono cani con una spiccata attitudine alla guardia e/o alla difesa personale. La loro efficacia non si basa però sulla reale pericolosità, ma sulla capacità di dissuasione, la deterrenza.

Nella capacità del cane di tenere alla larga un persona sgradita contano: la taglia (più è grande più fa paura), l’aspetto (un Labrador non ha la stessa efficacia di un AmStaff, a parità di taglia), la fama (alcune razze sono riconosciute come pericolose, altre no), l’attitudine alla guardia o alla protezione.

Guardia e difesa personale richiedono infatti attitudini diverse, anche se simili. Vediamole.

LA GUARDIA.
Il guardiano è un cane di taglia grande, spesso dal pelo folto. E’ piuttosto indipendente, capace di stare da solo per molte ore. E’ poco distruttivo, poco attivo, fino a quando non si scatena il comportamento di guardia. E’ poco socievole: si affeziona alle persone di famiglia, ma è diffidente verso gli estranei.
Affronta gli intrusi abbaiando, piazzandosi di fronte all’avversario con la testa alta, la coda alta, un atteggiamento sicuro e dominante. Se l’estraneo avanza, il cane gli blocca la strada. Il guardiano attacca solo quando non ha altre alternative. Cercherà sempre prima di dissuadere l’intruso, e non lo inseguirà oltre i confini del suo territorio. La guardia è un mestiere antico, e sono antiche le razze specializzate in questo compito. I guardiani tradizionali hanno l’aspetto e il comportamento del Pastore Maremmano-Abruzzese, del Pastore del Caucaso.

LA PROTEZIONE.
La difesa personale richiede caratteristiche diverse dalla guardia. Il cane deve essere più piccolo, per poter seguire la persona in ogni spostamento. Deve essere addestrabile: più dipendente dall’uomo. Deve essere più attivo, ma non troppo. Deve anche essere più socievole e confidente, non deve reagire a estranei inoffensivi. Nella guardia il cane si sente più sicuro e protetto, perché affronta l’intruso nel proprio territorio. Il cane da difesa ideale è di taglia media, con un aspetto forte e sicuro, e un carattere non inutilmente aggressivo o diffidente.
Anche se è confidente, non è socievole con gli estranei come alcune razze (cani da caccia). Il cane da protezione personale più conosciuto è il Pastore Tedesco, il cane-poliziotto per eccellenza. Negli ultimi anni però il tedesco sta cedendo terreno a razze meno popolari, e altrettanto efficaci. Le razze con una attitudine più spiccata alla difesa possono essere eccellenti cani da guardia, soprattutto se vivono in coppia.





PERCHE’ I CANI FANNO LA GUARDIA?
Il cane che abbaia in realtà sta cercando di tenere lontano l’intruso, e di evitare così lo scontro diretto. Il messaggio è: “questo territorio è occupato, non ti avvicinare”. Inoltre l’abbaio richiama l’attenzione e stimola il sostegno dei compagni di branco (umani e canini). Ma non solo: i cani fanno la guardia con maggiore efficienza se i confini del territorio sono chiusi, il territorio è quindi più facile da difendere; se sono in gruppo, hanno quindi chi li aiuta a respingere gli intrusi. In breve: affrontano con più sicurezza un avversario se pensano di essere i più forti. Non a caso le vittime più frequenti di attacchi sono bambini e anziani. I più timorosi vi attaccano alle spalle, pronti a fuggire, mentre vi state allontanando (un comportamento simile a una ritirata).
I cani sono animali territoriali e sociali. Tendono quindi a difendere il proprio territorio, e il proprio branco. Ma non sono dei pazzi suicidi. Un cane attaccherà solo se pensa di non avere alternative, o di poter vincere senza rischiare la pelle. E’ importante il temperamento del cane. Anche le esperienze sono importanti, il comportamento di protezione è però in gran parte innato: un buon cane da guardia inizia a segnalare la presenza di estranei verso i 3 – 4 mesi, e può affrontarli già a un anno. L’attitudine alla difesa personale è più difficile da valutare, e dipende anche dalla qualità del rapporto tra voi e il vostro cane e dalla sua confidenza.
L’addestramento alle prove di difesa sportive non aumenta l’attitudine del cane alla difesa personale: il cane che morde sulla tela sta giocando, non sta affrontando una persona “sul serio”. Aumenta comunque la confidenza del cane. Se il lavoro è corretto, il cane gioca, e vince. Vincere nel confronto con un estraneo, anche per gioco, lo rende più sicuro verso le persone. Inoltre i cani utilizzati nelle prove sportive non devono temere il contatto fisico con un estraneo, né la minaccia. La selezione per la confidenza è più spiccata nelle discipline in cui il figurante indossa un costume imbottito (e non solo una manica), perché è più forte e impressionante il contatto con l’uomo.