cd retriever

SENZA GUINZAGLIO!

Ecco la seconda lezione sull’educazione gentile. E’ dedicata al richiamo.
E’ un aspetto fondamentale nella convivenza con un cane.
Voi siete sicuri di poterlo riacchiappare in ogni momento.


Un buon richiamo però è un vantaggio soprattutto per il cane: può essere lasciato senza guinzaglio, correre libero. Senza rischiare di farsi del male o di farne ad altri.


LA SCHEDA

Esercizio base: il cane torna quando viene chiamato
Criterio base: il cane torna e si ferma vicino a voi
Comando: vieni!
A che età cominciare: 30 giorni

Problemi di richiamo: torna solo quando ne ha voglia, non torna quando è distratto, non torna in presenza di altri cani, insegue animali o persone, torna verso di voi ma non si ferma vicino, torna ma non si fa prendere, quando torna di corsa salta addosso.

L’ESERCIZIO BASE

Il richiamo può sembrare un esercizio semplice: io chiamo, tu torni. Provate a vederlo dal punto di vista del cane. Perché dovrebbe tornare verso di voi? Se siete a vista, può continuare a fare quello che sta facendo: vi controlla con la coda dell’occhio. Se vi avvicinate per acchiapparlo, cercherà di scappare. Se siete tesi avrà paura di essere aggredito, e starà alla larga da voi. Se correte nella direzione opposta, vi verrà incontro. Non è detto però che si fermi, e si faccia prendere.
Provate a immaginare queste scenette, vi accorgerete che manca qualcosa. Il cane non ha imparato la base del richiamo: starvi vicino è bello!
Immaginate di essere su una piccolissima isola: intorno a voi c’è una strisciolina di terra grande abbastanza da ospitare proprio il vostro cane. E’ un posto bellissimo: si ricevono un sacco di attenzioni , di bocconcini, di coccole.
Per insegnare al vostro cane che esiste un’isola felice intorno a voi dovete:


premiarlo sempre quando vi viene vicino

non sgridarlo mai quando vi è vicino

quando lo sgridate per qualche motivo, richiamatelo vicino e fategli le feste. Non lo state premiando per qualcosa di sbagliato, ma perché vi è venuto vicino.

usate un tono allegro, vivace e gentile per chiamarlo. Cercate di attirare la sua attenzione, e di attirarlo verso di voi.


Bullet ha dimostrato di meritare il proprio nome: pallottola.
Il suo richiamo è esplosivo!

Uno dei segreti di un buon richiamo è trasmettere emozioni positive.
Il cane deve imparare che venirvi vicino è qualcosa di speciale. Un invito a entrare nella vostra isola felice.

Impostate il richiamo in un luogo sicuro. Senza distrazioni. Cercate di trasmettere al cane tutta la vostra gioia nell’averlo vicino. Accarezzatelo, giocate con lui.Alternate attenzioni e coccole al cibo.


IL CRITERIO BASE

Il criterio base del richiamo è che il cane torni, e si fermi vicino. Non deve sedersi di fronte o al piede. Deve solo fermarsi abbastanza vicino da farsi toccare. Meglio ancora: tanto vicino da toccarvi.

Provate così:
Chinatevi piegando le ginocchia. Chiamate il vostro cane con tono gentile. Fategli le coccole quando si avvicina. Evitate di chiamarlo quando sapete che non verrà. Provate sempre in un ambiente sicuro, con poche distrazioni. Se non ne vuole proprio sapere, mettetegli collare e guinzaglio. Non usate un tono di voce duro. Non arrabbiatevi se non viene subito. Soprattutto: non usate il guinzaglio per costringerlo ad avvicinarsi. Chiamatelo con tono allegro. Non appena si gira a guardarvi, fate dei passi indietro. Quando vi viene incontro, chinatevi e fategli le feste. Il guinzaglio serve solo per darvi più sicurezza, per evitare che il cane se ne vada per i fatti suoi. Non dovete però trascinarlo o strattonarlo. Dovete convincerlo a venirvi vicino, non costringerlo!

Tenete dei bocconcini gustosi in tasca. Uscite in passeggiata. Quando vi viene vicino dategli un boccone. Lasciatelo di nuovo andare via. Chiamatelo mentre si avvicina, dategli il boccone se si ferma vicino a voi. Ripetete più volte.
Se è libero ed è molto distratto, provate ad avvicinarvi. Mettetegli sotto il naso un boccone prelibato. Quando si gira verso di voi, arretrate di qualche passo. Dategli il boccone e lasciatelo tornare alle sue faccende. Ricordate: il cane deve pensare che è bello venirvi vicino. Solo quando avrà davvero imparato a venire a comando potrete chiedergli di farlo anche quando non ne ha voglia.

IL COMANDO
Il nome del vostro cane non è un comando! Potete però usarlo per attirare la sua attenzione. Se il cane è distratto potete dire: Matisse, vieni! Non dite mai vieni se non siete sicuri che il cane verrà. Il cane deve associare la parola vieni a un solo esercizio: venire verso di voi e fermarsi vicino. Usate il comando se vi allenate al richiamo con il guinzaglio. In questo modo il cane non può proprio sbagliare. Non dite al cane vieni se non avete voglia di impegnarvi per farlo venire vicino. Non dite vieni se volete sgridarlo. Se il cane viene verso di voi e si ferma a più di un metro, se non si ferma, non è un richiamo. Dovete essere precisi, se volete che il vostro cane capisca cosa volete e impari a farlo a comando.

Qui si chiude la nostra SECONDA LEZIONE sull’addestramento e l’educazione


Prima lezione. Addestrare: i segreti
Terza lezione,la posizione base " al piede "

Se avete domande siamo come sempre a vostra disposizione! info@waggingweb.com

IL CUCCIOLO

Il criterio base del richiamo può essere insegnato anche a un cucciolo di poche settimane.
Quando svezzate i cuccioli, usate un verso allegro per chiamarli all’ora della pappa. “Pirìppirìppirìppi” funziona benissimo (anche “Aleppa-aleppa-aleppa”). I cuccioli imparano che essere chiamati e seguirvi = pappa! In pochi giorni vi correranno incontro quando li chiamate con questo verso.
Da qui al richiamo il passo è breve: sostituite il verso con la parola vieni (all‘inizio potete dire Vienivienivieni!). Associate sempre vieni con qualcosa di speciale: super coccole, il gioco preferito, la pappa o un boccone gustosissimo. Per insegnare al cucciolo a venirvi vicino, mettetevi sempre alla sua altezza. Sedetevi, sdraiatevi, inginocchiatevi. Soprattutto: non restate in piedi! Se il cucciolo è distratto, avvicinatevi. Mettetegli sotto il naso un boccone irresistibile. Allontanatevi ripetendo vieni. Fermatevi, abbassatevi e dategli il boccone.