cd retriever

ADDESTRARE O EDUCARE:
UNA DIVERSA FILOSOFIA


In generale, i termini di "addestrare" e di "educare" in campo cinofilo sembrano avere lo stesso significato: insegnare qualcosa. Le figure professionali che si occupano di insegnare qualcosa ai cani sono due: l'addestratore e l'educatore.

Educare non è il nuovo termine in sostituzione del vecchio, divenuto con il tempo fuori moda e poco gentile. L'educatore non è un addestratore gentile. Gentile dovrebbe esserlo anche un addestratore.

ADDESTRARE ED EDUCARE SONO DUNQUE DUE COSE DIVERSE ?

In realtà, dal punto di vista del cane, no! Il cane impara, attraverso gli stessi meccanismi di apprendimento, a non saltare addosso ai passanti o ad eseguire un esercizio di obbedienza, come il riporto. Entrambi gli esercizi, richiedono la stessa capacità di capire e di eseguire un ordine e la stessa volontà di farlo. La stessa costanza ed impegno.

Dal punto di vista dell'umano, sì! Ciò che veramente cambia è l'approccio alla questione. Le finalità delle due discipline sono diverse.
L'addestramento ha lo scopo di insegnare al cane un esercizio a fini agonistici.
L'educazione, di insegnare le regole di vita per una felice convivenza con l'uomo. Vediamo insieme che cosa si intende per "addestramento" e per "educazione" in ambito cinofilo.

CHE COS'E' L'ADDESTRAMENTO ?
L'addestramento è insegnare al cane ad eseguire degli esercizi finalizzati ad una gara. Lo scopo è di ottenere una qualità elevata nelle risposte degli esercizi. Nell’addestramento, il cane deve essere in grado di dare risposte precise e codificate. Deve saper eseguire esercizi anche molto difficili, come un "riporto" o "le posizioni".Tali esercizi sono sempre finalizzati alla competizione.
Tutte le richieste del conduttore si concentrano infatti in un unico luogo, "il campo", e solo durante le sessioni di lavoro.Il cane deve saper eseguire gli esercizi solo sui campi di prova.

L'addestramento non tiene conto delle esigenze della vita di tutti i giorni. Infatti un cane perfettamente addestrato può essere piuttosto diseducato nella vita quotidiana.

L'addestramento è un duro lavoro. Richiede passione, tenacia, costanza e tempo. E' molto selettivo. Non tutti i cani sono adatti all'addestramento. Il cane deve avere specifiche attitudini a seconda della disciplina. Deve essere in grado di sopportare lo stress della competizione e della preparazione.

La figura dell'addestratore:
E' un professionista nella disciplina in cui opera. I suoi interventi sono orientati ad ottenere i massimi risultati in tale disciplina. Un addestratore dimostra le proprie capacità conseguendo risultati agonistici: "l'addestratore tal dei tali ha vinto il campionato del mondo di tal disciplina…" Meriti ed onori quindi aumentano le quotazioni dell'addestratore. Se voglio diventare con il mio Fido un asso dell'Agility mi rivolgerò a chi ha ottenuto grandi risultati proprio nell'agility. Più risultati ha ottenuto l'addestratore a cui mi rivolgo, maggiori sono le possibilità di raggiungere il "traguardo".

Il fine dell'addestratore è l'esercizio. Il cane deve tornare quando viene chiamato perché sta eseguendo un esercizio. Ciò che realmente conta è la forma e non la sostanza Il cane deve tornare velocemente, posizionarsi seduto di fronte e diritto. Deve eseguire l'esercizio nel modo più corretto possibile. A questo esercizio, infatti, in gara verrà assegnato un punteggio. Il fine dell'esercizio è ottenere il massimo punteggio. Il lavoro dell'addestratore è finalizzato ad ottenere un esercizio perfetto. Più l'esercizio è eseguito correttamente maggiore sarà il punteggio ottenuto durante la gara.

Le aspettative dell'addestratore sono sul campo di lavoro. La generalizzazione degli esercizi nella vita quotidiana non rientra nelle sue competenze. Questa regola vale per qualsiasi disciplina voi vogliate praticare, che sia l'Agility, l'Obedience, il Mondioring o qualsiasi altra.


Avere una condotta come questa è funzionale solo alla conferma,attraverso un punteggio, della bravura dell'addestratore e della conseguente preparazione tecnica del cane.

Infatti per un cane seguire il conduttore in questo modo è estremamente stressante, dovrà farlo solo per i pochi metri della durata di questo esercizio; non potrebbe certo seguirvi in questo modo per tutta la durata del vostro shopping il sabato pomeriggio!

Ne a voi servirebbe.


Il risultato di un buon ADDESTRAMENTO sul campo di gara.L'esercizio di condotta al piede in una prova di obbedienza del programma IPO: il cane e' al piede del conduttore, non si scosta di un centimetro dalla sua gamba, non lo anticipa ne' rimane dietro durante la marcia, e' in attenzione verso il conduttore (lo guarda, e non e' distratto dall'ambiente circostante), ha un atteggiamento dinamico, bello a vedersi.


CHE COS'E' L'EDUCAZIONE?
L’educazione è una forma di addestramento non competitiva. E' rivolta a qualunque cane e a qualunque proprietario. All'educazione manca la finalità sportiva. Non importa come il cane esegue l'esercizio, ciò che veramente conta è che lo esegua in qualunque circostanza. Gli esercizi sono il mezzo, e non il fine! Il fine è la comprensione e la gestione del cane nella vita quotidiana. L'educazione è dunque "comunicazione tra cane e proprietario". E il controllo è il mezzo per comunicare. Permette ad entrambi di vivere in armonia. Il cane collabora con il proprietario, ma senza paura di sbagliare.

Anche l'educazione è un duro lavoro. Richiede costanza, coerenza e soprattutto tempo. E' estesa a tutti i momenti della vita del cane.

La figura dell'educatore:
L'educatore è un professionista che orienta i suoi interventi al miglioramento del rapporto cane/proprietario. Ha poca importanza se un educatore sia o no il campione di una qualunque disciplina sportiva. L'importante è che risolva i nostri problemi quotidiani con il cane. Niente più! Non vogliamo che il nostro cane diventi un fenomeno da circo! Desideriamo solo che impari alcune semplici regole del vivere comune. L'educatore deve avere la capacità di capire noi e il nostro cane.

Ciò che realmente conta è la sostanza e non la forma dell'esercizio. Il cane deve tornare non solo sul campo di addestramento o quando il conduttore ha le braccia conserte: ma quando viene chiamato. Può tornare di corsa o al passo. Posizionarsi di lato o di fronte al proprietario. Mettersi seduto, a terra o semplicemente restare in piedi. Il proprietario può essere al centro di una grande città o in piena campagna; seduto, in piedi o sdraiato. Può essere da solo o in mezzo ad una folla. Il cane deve comunque tornare. Un richiamo, qualsiasi sia la situazione è sempre un richiamo!


Avere una condotta come questa è funzionale a una tranquilla vita, e a un corretto rapporto, con il proprio cane.

Per voi avere un cane educato sarà una sicurezza: ad esempio potrete passeggiare tutto il sabato pomeriggio durante lo shopping dimenticandovi di avere un cane al guinzaglio!

Ne avrete la necessità che tutti si accorgano del vostro campione.

Il risultato di un buona EDUCAZIONE sul campo di casa del proprietario.La condotta al piede durante una passeggiata in campagna: il cane non tira al guinzaglio, è accanto alla ragazza, sotto controllo, (chiamato volge la testa attento a quanto gli verra' chiesto), non cammina svogliato, ha un atteggiamento dinamico, scodinzola.


I METODI NELL'EDUCAZIONE

La scelta di un metodo non è frutto del caso. La filosofia dell'educazione richiede metodi dolci. Le tecniche gentili, fanno leva sulla motivazione e sulla collaborazione del cane. Non si costringe il cane a fare qualcosa, ma lo si convince a farlo (vedi:convincere o costringere ).
I metodi gentili si basano proprio sulla capacità di premiare i comportamenti desiderati e di ignorare quelli indesiderati. Aumentando o riducendo il manifestarsi dei comportamenti. Con questa filosofia non ha più modo di esistere nessuna forma di manipolazione o di costrizione. Ciò di cui c'è bisogno è: un "cervello" e un "bocconcino". L'educazione non è una questioni di muscoli. Ma solo una questione di testa e di conoscenze.

La filosofia della convinzione porta l'educatore ad avere una perfetta comprensione del comportamento del cane. Un'ottima conoscenza dei meccanismi di apprendimento. Quindi non può esistere la pratica senza la teoria e la teoria senza la pratica. Deve sapere cosa siano un rinforzo positivo o negativo e deve saperli utilizzare. Solo ed esclusivamente con metodologie gentili.

Definiamo gentile tutto ciò che non crea stress al cane e che non richiede manipolazione e/o costrizione. In quest'ottica il collare a strozzo, la sgridata, il costringere il cane ad accucciarsi per insegnargli il comando "terra", il picchiarlo o il semplice no, non sono metodi gentili.