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In principio fu... limprinting
Fino a qualche anno fa era di moda un termine delletologia: imprinting. Imprinting significa formare nel giovane limpronta della specie. Il cucciolo impara a riconoscere caratteristiche e comportamento dei propri simili, e a relazionarsi con loro. Nella fase dellimprinting, il cucciolo può trasferire questa capacità a altre specie, nel nostro caso, alluomo. Nelle oche la fase dellimprinting dura poche ore (inizia subito dopo la schiusa, e si chiude poche ore dopo). Non scrivo di oche a caso, il termine è stato coniato da Konrad Lorenz proprio dallo studio di questa specie. Il cucciolo nasce sordo, cieco e immaturo, e la sua capacità di formare un legame con madre e fratelli si sviluppa quindi in un periodo più lungo, fino a 12 settimane di vita. Più correttamente, si parla di fase sensibile. Fino a qualche anno fa, dunque, si parlava di imprinting, e dellimportanza dei primi tre mesi di vita.
Socializzazione: non è la stessa cosa
Il termine imprinting è decaduto, a favore del più moderno (e, se vogliamo, corretto), socializzazione. La differenza? Se limprinting è limpronta indelebile delle prime esperienze di vita con i propri simili, o individui di altre specie, la socializzazione è un processo più lungo, articolato e complesso. Il cucciolo che ha imparato a relazionarsi con la madre e i fratelli, e con gli umani famigliari, non ha finito di imparare.
Il suo compito, nei mesi e persino negli anni successivi, è acquisire quelle che io definisco "competenze sociali". Il contatto con cani e umani nelle prime settimane di vita è fondamentale, ma non basta. Perchè il cane sia in grado di interagire in modo corretto, deve avere la possibilità di imparare a relazionarsi con individui diversi, in situazioni diverse. Competenze sociali significa che il cane sa stare con i propri simili (o con luomo), senza conflitti e senza stress.
Come si riconosce un cane che ha competenze sociali?
Il modo migliore per capire cosa sono le competenze sociali è osservare un cane che le ha. Le competenze sociali non dipendono dalletà o dal sesso: le possono avere anche un cucciolo, o un cane maschio adulto. La prima cosa che potete notare, è che il cane è a proprio agio in presenza di altri cani. Li guarda, si avvicina senza timore, è sicuro e rilassato.
Altra caratteristica è la capacità di fermarsi. Fermarsi è una strategia fondamentale nellevitare conflitti. Terza abilità: scegliere il comportamento adatto alla situazione. Un cane che esagera, nel timore come nellaggressività, o nel gioco, o nella sottomissione, non può avere buone competenze sociali. Ricordate? Più un cane ha competenze sociali, più è abile nellevitare conflitti. Uno strumento importante è la capacità di leggere i segnali sociali degli altri cani.
Come NON si socializza un cucciolo
Primo. NON basta portarlo ai giardinetti o fargli incontrare un sacco di cani. In questa situazione i cani possono imparare a sopravvivere, o possono sviluppare stati ansiosi che porteranno a reazioni di paura o di aggressività nei mesi successivi.
Secondo. NON basta farlo crescere con un altro cane. Un addestratore, non ricordo chi, scriveva che è come pensare che per socializzare un bambino non serve mandarlo a scuola, basta farlo giocare con il fratello. La socializzazione avviene solo con esperienze varie e guidate.
Terzo. NON basta farlo giocare con altri cuccioli, o con cani estremamente tolleranti. Anzi, ci sono cuccioli che a causa di queste esperienze possono sviluppare problemi di relazione con gli altri cani (che diventeranno evidenti solo nei mesi successivi).
Come si socializza il cucciolo
Il primo passo è osservare e valutare la personalità del cucciolo. A due mesi di età potete già vedere molto di come diventerà da adulto, ma ci vuole buon occhio, e molta esperienza per capire come certi aspetti del suo carattere possono essere guidati, e prevenire futuri problemi. Per capirlo meglio, la cosa migliore che potete fare è guardarlo.
In situazioni diverse, con voi, con altri cani, ogni volta che potete. Più lo osserverete, più cose imparerete su di lui. Guardatelo mentre si relaziona con altri cani, e chiedetevi: cosa sta imparando? Forse avete pensato che stesse solo giocando, ma se lo guarderete con più attenzione, vi renderete conto che ogni esperienza, nei primi mesi di vita (e forse tutta la vita), gli insegna qualcosa. Qualcosa di buono o qualcosa di potenzialmente negativo. Il passo successivo è quindi scegliere le corrette esperienze, avendo cura di scegliere con chi farlo incontrare. E quello che succede nelle nostre classi di comunicazione: cani che conosciamo bene vengono fatti incontrare con i cuccioli (e con cani adulti), e si osserva come le diverse situazioni aiutano il cucciolo (e il cane adulto), a imparare a relazionarsi meglio con i propri simili.
Si può socializzare un cane adulto?
Sarà largomento di un prossimo articolo, ma per non tenervi nel dubbio, qualche informazione in breve. La risposta alla domanda è: dipende. Un cane adulto che ha problemi nel relazionarsi con i propri simili può essere riabilitato, ma è necessaria una valutazione caso per caso.
Non dovete dimenticare che se da un lato cè un problema da risolvere, dallaltro ci sono dei cani da tutelare da esperienze negative o addirittura traumatiche. Le probabilità sono migliori se il cane è giovane, e di taglia media o piccola.
Non dimenticate che è sempre meglio prevenire i problemi con una corretta socializzazione, piuttosto di doverli risolvere.
Alcuni consigli:
NON FATE MAI esperimenti o tentativi!!! Nel dubbio, tutelate sempre il vostro cucciolo.
Meglio un incontro di meno, di una esperienza traumatica per il cucciolo.
NON sottovalutate piccoli segnali di possibili problemi.
GUARDATE il vostro cane.
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