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Siamo al campo, un po scossi, quando arriva la notizia (18 Aprile 2007) che due rottweiler hanno attaccato e ucciso una bambina di nove mesi. Siamo scossi perché abbiamo appena valutato un cane aggressivo, e suggerito leutanasia. Il cane ha violentemente attaccato Ivan durante la valutazione, e dovrebbe vivere in un appartamento con una bambina di due anni.
Cani pericolosi. Cani che aggrediscono, mordono, uccidono. Esistono? La risposta è ancora nei nostri occhi (e, per una volta, lho anche filmata): sì. Esistono. Cani aggressivi e pericolosi esistono. Il profilo del cane pericoloso è: aggressivo, di taglia medio/grande, spesso maschio. Non stiamo a girarci intorno, un cane con queste caratteristiche è potenzialmente pericoloso. Ma ciò che rende veramente pericoloso il cane è lincapacità del proprietario di vedere e capire, e di gestire il proprio compagno nel modo corretto.
Vedere e capire
La prima telefonata arriva alle dieci e mezza, di sera. Quando capisco che è una telefonata di lavoro, sono un po scocciata. La persona mi chiede una consulenza per un cane, che ha ringhiato alla bambina. Il cane ha tre anni, ed è di taglia grossa (40 kg). Le dico che possiamo valutarlo mercoledì, quando al campo è presente Ivan Farinazzo, figurante e esperto di problemi di aggressività. Mi richiama il giorno dopo, alle nove e mezzo, e quando finalmente vediamo il cane, capisco la ragione della sua urgenza. Questa storia, di cui evito volutamente di fornire dettagli, ci porta a ragionare sulla difficoltà dei proprietari di osservare e capire la personalità e il comportamento dei propri cani. Al mattino, prima dellarrivo di quel cane, abbiamo analizzato video e foto di aggressioni (comincio ad avere un archivio ben fornito!), osservando i minimi segnali che anticipano un attacco. Durante la valutazione ci scambiamo poche frasi, e alcuni sguardi, ma quando il cane torna in auto, la lettura del cane è simile, se non uguale. Riuscire a vedere e capire i cani ci è costato anni di fatica e di lavoro sul campo, con strade diverse ma lo stesso desiderio di conoscere e imparare.
Il primo problema con laggressività del cane, è capire il cane. Non le cause, perché la stessa situazione può portare un cane a reagire in un modo, e un altro cane in un altro modo. Ciò che cambia è il carattere, e le esperienze passate. Carattere e esperienze si possono analizzare osservando come il cane si comporta. E quello che succede nei test di valutazione, e nelle valutazioni di cani aggressivi. Il cane viene messo in una certa situazione, e si valuta la sua reazione. Per capire cosa succede, è necessario mettere a confronto la reazione di un cane con le possibili reazioni di 10, 100 o mille altri cani.
Una scala di valutazione
Osservare un comportamento non significa infatti riuscire a capirlo, a interpretarlo correttamente, e tanto meno significa riuscire a valutarlo. Per misurare il comportamento del cane è necessario prima avere dei parametri da valutare, e quindi una scala di valutazione. Un metro. Questi tre aspetti, vedere il comportamento, interpretarlo e valutarlo, possono mancare al proprietario per il semplice fatto che la sua esperienza con i cani è limitata.
Io so guidare decentemente bene la mia auto, ma vado in stress se devo guidare unauto diversa, per non parlare di un furgone o una moto. Il proprietario non ha le competenze per valutare il proprio cane, e questo è un enorme fattore di rischio. Mille piccoli segnali di avvertimento, di disagio, possono passare inosservati, fino a quando la situazione non degenera. Un esempio pratico: una cucciola di border prova a allontanare uno westie maschio che la importuna. Gli mostra gli occhi nel caratteristico sguardo fisso, allunga il muso minacciosa, prova a fargli vedere i denti, ma niente funziona. Non ha la forza fisica e caratteriale per fermarlo. A quel punto non può che usare più forza, più aggressività, imparando però così che ci sono situazioni in cui è necessario dimostrarsi aggressivi. Intervengo io (i proprietari stanno mangiando un panino e chiacchierando), e chiedo di allontanare il westie. Non guardare i cani, non vedere e non capire cosa ci dicono con il loro comportamento, ecco il problema.
Responsabilità del cane e del proprietario
I cani non hanno responsabilità. I cani non hanno coscienza, e non hanno capacità di scegliere. Un cane che usa aggressività, pensate alla cucciola di border, lo fa perché in quel contesto non è in grado di fare altro. Quando il cane che abbiamo valutato ha attaccato Ivan, nessuno di noi si è sentito arrabbiato, offeso e neppure irritato dal cane. E un cane! Ogni primavera ho la casa invasa dalle formiche. Un fastidio, ma non penso che le formiche mi vogliano fare del male. Sono formiche... Vanno dove trovano cibo.
La responsabilità è di una persona adulta. Vivo spesso situazioni di disagio causate da figli che comprano cani e li sbolognano ai genitori, fidanzati che si regalano cani, si sfidanzano e si ritrovano con il regalo restituito, nonni che si devono relazionare con cani di figli e nuore... Si parla tanto di patentini, ma che succede se il patentino lo prende il figlio, e il cane viene lasciato a casa dei genitori? Quando un cane entra in famiglia, una persona adulta dovrebbe averne la responsabilità. E questo comporta anche la capacità di gestirlo, in ogni situazione. Il problema? La gestione spesso è inadeguata alla forza fisica e caratteriale del cane.
Cani pericolosi, proprietari pericolosi: che fare?
Io sono piuttosto contraria alle leggi restrittive. Non fanno bene ai cani, e non fanno bene alle persone. Ho conosciuto una rottweiler equilibrata e simpatica, e ottimamente gestita dal proprietario. Adesso probabilmente la cagna dovrà uscire a passeggio con la museruola, e il proprietario rischierà di trovarsi in situazioni spiacevoli per il colore e laspetto del suo cane (a me piacerebbe averla tra le fila dei nostri cani che insegnano, per dimostrare che qualunque cane può essere socievole e equilibrato).
Potendo scegliere, la strada che seguirei è sicuramente quella della prevenzione, attraverso una CORRETTA informazione. Volete un cane? Ok, prima state a sentire quali responsabilità comporta quel tipo di cane. Vi serve un aiuto? Ecco le persona a cui potete rivolgervi: per la scelta, leducazione, per una valutazione. La maggior parte dei proprietari cosiddetti pericolosi in realtà è del tutto in buona fede, e convinta di non essere a rischio.
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