cd retriever

Gioco? No, rapporto!

Come giocare con il cane e costruire un fantastico rapporto con il proprio amico a 4 zampe. 

cucciolo giocoUn piccolo staffie e il corridoio sociale
Tutto è cominciato con Brick, la piccola staffie arrivata in casa nostra quasi un anno fa. Stavo studiando la comunicazione sociale tra cane e proprietario, in particolare il “corridoio sociale”; così lei è stata il mio piccolo esperimento. Ho deciso che le avrei insegnato a riportare i giocattoli senza mai ricorrere a uno scambio con cibo, o con un altro giocattolo. A tre mesi, quando è arrivata, prendeva gli oggetti in bocca e correva felice nella sua cestona. Ho cominciato a farle i complimenti ogni volta che aveva qualcosa tra i denti, anche quando era una mia scarpa da ginnastica :-))
Quello che volevo ottenere era di essere presente, e rilevante, nel gioco con giocattoli. Ricordo che agli stage Brick prendeva un giocattolo, e correva felice per il prato, senza neppure accennare a venire da me. Penso che se non fosse per gli anni di esperienza, avrei trovato un po’ frustrante, e imbarazzante, continuare a dirle “bravissima! Super cane!” davanti a tanta gente senza ottenere un briciolo di attenzione... o no? Qualcosa doveva pur restare, nella sua testolina, se a un certo punto ha cominciato a riportarmi i giocattoli...

border giocattoloIl gioco con giocattoli
I cani adorano giocare. Non tutti. Alcune razze sono molto più appassionate al gioco con i giocattoli di altre. Sono le razze in cui i comportamenti di predazione compaiono molto presto nel cucciolo, e sono funzionali ai compiti che dovranno svolgere da adulti. Coppinger ha studiato i cani da conduzione, in particolare il border, e i cani da guardia del gregge, come il maremmano, il kuvash, l’anatolian karabash. Nei border i comportamenti di gioco di predazione compaiono prestissimo, mentre nei cani da guardia del gregge solo dopo i 4 mesi. A quell’età, un cucciolo di cane da guardia del gregge ha già formato un legame sociale con le pecore e gli altri animali di cortile, e non tenderà quindi a rivolgere la predazione verso queste specie.
Tra i cani che giocano di più ci sono di sicuro i cani da pastore, i terrier, i cani da riporto, i cani da utilità e difesa. L’attitudine a giocare con giocattoli si manifesta nei cuccioli, che esplorano il mondo proprio attraverso il gioco, e tende a ridursi o persino a scomparire se non viene esercitata nei mesi successivi. Quando abbiamo testato i cani di canile, abbiamo visto che molti non sono interessati al gioco con giocattoli. Nessuno li ha mai fatti giocare! 

cuccioli giocoGioco di caccia o gioco di società?
Se Brick è stata l’occasione per verificare la teoria del “corridoio sociale”, Havoc, il piccolo malinois, mi ha aiutata a osservare con nuovi occhi il gioco con giocattoli. Quando guardate una persona giocare con una pallina e un cane, la scena che vedete è questa: il cane vuole la pallina, la persona la lancia, il cane corre, prende la pallina e la riporta alla persona per farsela lanciare di nuovo. 
Io l’ho vista così per anni. Poi mi è piombato in casa un malinois cucciolo di due mesi, terribilmente determinato. Havoc prendeva la pallina, faceva la parata davanti a tutto il branco (la sottoscritta e gli altri 5 cani di casa, o chiunque fosse presente), pur di farsi inseguire, o si metteva a terra, girato di schiena, con la pallina stretta tra le zampe.
Io sono tenace, testarda direbbe qualcuno :-)) Il mio obbiettivo era lo stesso di Brick, ottenere che Havoc riportasse quella pallina, senza doverlo adescare usando un’altra pallina in scambio o del cibo.
Ci sono voluti 5 mesi, ma adesso Havoc prende il giocattolo e corre verso di me, mi salta addosso e se la fa prendere senza nessun conflitto, anche quando è in mezzo a altri cani. Missione compiuta! Con Havoc il problema non era fargli capire le mie regole al gioco, ma superare la sua naturale tendenza alla competizione. Anzi, usare la competizione per raggiungere il risultato. Il comportamento di Brick, l’atteggiamento di Havoc, lavorare con i miei cuccioli e ragionare su quello che succedeva, ho cominciato a chiedermi se per caso nel gioco con giocattoli la cosa importante sia davvero il giocattolo. E la risposta è stata no. Non è il giocattolo a essere importante, è il gioco. O, meglio, è il rapporto tra il cane e il compagno di giochi. Ovvero, noi!  

Il gioco è rapporto! 
Guardate da una diversa prospettiva una persona e il cane che giocano. La persona può comportarsi come un lanciatore di palline, in questo caso l’interazione sociale è davvero ridotta al minimo. Questo succede se il cane ha imparato a riportare la pallina per farsela lanciare. L’attenzione del cane è sul giocattolo. Ricordate il fox terrier nel Dottor Doolittle “non sono stressato! Voglio la pallina! Voglio la pallina! Voglio la pallina!”. L’interazione sociale diventa più evidente, e più importante, se qualcosa non funziona. Se lanciate la pallina e il cane non ve la riporta. Se la porta ma non si avvicina. Se si avvicina ma non lascia. In tutti questi casi è molto più facile osservare l’importanza del rapporto nel gioco. Giocare con un solo giocattolo, o meglio, farmi riportare il giocattolo senza ricorrere allo scambio, per me significa portare in primo piano il rapporto, il gioco piuttosto del giocattolo, farmi diventare un compagno di squadra, e eliminare ogni forma di conflitto. Da queste prime esperienze è nato uno studio durato molti mesi, che ha coinvolto diversi cani e conduttori. Tutto questo, e molto altro ancora, lo potete trovare nel cd dedicato proprio al gioco con giocattoli, di prossima uscita!