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Settembre, dopo la pausa estiva, ricominciano i corsi. Akiak, la Malamute, ha 6 mesi, e proprio questa sera (12 settembre), sta per iniziare la sua attività di cane regolatore. Akiak ovviamente non lo sa, e insegue i turisti lungo la rete per ottenere delle coccole come sempre. Basta aprire lauto per vederla saltare dentro felice: adora andare al campo! Per Akiak non cambierà niente con linizio dei corsi, se non il numero e la varietà dei cani che incontra in campo. Akiak è un cane regolatore grazie alle sue doti e alla sua preparazione, ma per lei è tutto un gioco.
Le classi di comunicazione.
Negli ultimi anni si è parlato spesso di socializzazione, e di classi di socializzazione. La versione più frequente è cani liberi in campo, e proprietari liberi di chiacchierare. Di solito si fa con i cuccioli: prendete un gruppo di cuccioli, e fateli giocare insieme. Voilà, classe di comunicazione servita. Lidea di socializzazione è quindi che i cani possano stare insieme ad altri cani, senza interferenze.
La nostra idea di classe di comunicazione è più complessa. Lobbiettivo è sviluppare le competenze sociali del cane, insegnargli quali comportamenti sono adeguati e permessi, e quali non lo sono. Per ottenere tutto questo, il cane deve avere buoni insegnanti. Il compito dellistruttore è doppio: da un lato deve aiutare i proprietari a capire come si comporta il cane, quali sono i segnali sociali di amicizia, tolleranza, di stress, paura e aggressività; dallaltro deve avere a disposizione cani diversi, adatti alle caratteristiche dellallievo. I proprietari svolgono un ruolo fondamentale nel guidare il proprio cane, dargli le corrette informazioni, capire quando è in difficoltà, dargli gli strumenti per comportarsi meglio. Nelle classi di comunicazione, uomini e cani usano lo stesso linguaggio, e riescono quindi a capirsi e a evitare conflitti.
La valutazione.
Prima di essere inserito in una classe di comunicazione, il cane deve essere valutato. La valutazione è un aspetto fondamentale in qualunque programma di educazione e di addestramento cinofilo. A meno di non trovarmi davanti a un cane che ha particolari problematiche (es. aggressività), di solito io preferisco una valutazione libera. In pratica osservo il cane da quando scende dallauto, e cerco di farmi unidea della sua personalità, della gestione e del rapporto con i proprietari.
Spesso i proprietari neppure si accorgono, che sto facendo una valutazione! Se è necessario, la valutazione segue uno schema più programmato. Se il cane esibisce comportamenti aggressivi o anti-sociali, la valutazione prevede il contatto visivo o diretto con cani diversi, in situazioni che permettono di capire le cause e le modalità del problema. Grazie alla valutazione è possibile scegliere la composizione della classe di comunicazione, e iniziare il lavoro di educazione sociale.
I cani regolatori.
Non è facile definire un cane regolatore. Senza ricorrere a una terminologia scientifica, posso dire che è un cane che si fa gli affari degli altri. Il primo requisito di un cane regolatore non è che sappia fare il suo lavoro, ma che gli piaccia farlo. Un cane infatti può avere le caratteristiche ideali, ma non avere nessuna voglia di usarle. E il caso di Jodie, golden retriever dal carattere sicuro e forte, che evita però di confrontarsi con gli altri cani, se non in alcune situazioni.
Al contrario Brick, la staffie, adora impicciarsi e intervenire, ma solo se si sente abbastanza forte da reggere il confronto. In una classe di comunicazione gli aspetti da considerare sono davvero tanti: la personalità dei cani, come cambia il loro comportamento in presenza o in assenza di altri cani (alleanze, amicizie, incompatibilità...), linfluenza del proprietario, gli effetti dellesperienza, gli stati emotivi... Guidare una classe di comunicazione non significa avere un cane di un certo tipo e lasciargli fare tutto il lavoro, magari! Significa piuttosto adeguare le proprie scelte a ciò che succede, osservare e spiegare tutto ai proprietari dei cani, tutelare cani e persone presenti, valutare i cambiamenti.
Come riconoscere una buona classe di comunicazione.
E come evitare una cattiva classe di comunicazione, aggiungerei. Non è facile, ma neppure impossibile. In una buona classe di comunicazione prima dellinserimento del cane nel gruppo cè una valutazione, e gli esiti della valutazione vi devono essere spiegati. Durante la classe di comunicazione può venirvi chiesto di essere passivi, addirittura di allontanarvi dal cane, ma cè sempre una fase in cui sarete voi a guidare il vostro cane, non un estraneo (umano o canino).
A seconda delle caratteristiche del vostro cane, gli effetti della classe di comunicazione sono visibili dopo poche sessioni o dopo diversi mesi. Imparare le competenze sociali richiede più tempo se il cane ha una personalità particolare, o ha vissuto esperienze negative e sbagliate. Anche se è il vostro cane a imparare come comportarsi, voi dovete riuscire a osservare e capire il suo comportamento, listruttore deve quindi spiegarvi cosa succede, e dare giustificazione delle proprie scelte.
Gli obbiettivi.
Una delle obiezioni più frequenti alle classi di comunicazione è che i cani di oggi non hanno bisogno di relazionarsi correttamente con i propri simili, dato che vivono per la maggior parte del tempo (se non sempre) con noi umani. La mia esperienza però mi dice che un cane che sa vivere bene con altri cani è un cane più equilibrato, più gestibile, più felice. Lobbiettivo è far vivere meglio il cane, e noi. Non ne vale la pena?
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