cd retriever

Il Cane dei miei Sogni

Aprite una enciclopedia delle razze, e immaginate quale razza vorreste avere.
Poi aprite gli occhi e chiedetevi cosa vuol veramente dire vivere con un cane di quel tipo…

cane scelta razzaCani e sogni
Da bambina mio padre aveva comprato una bellissima enciclopedia sulle razze canine. La sfogliavo e pensavo con quale cane mi sarebbe piaciuto vivere. Negli anni mi sono innamorata del Dobermann, dell’Akita, del Bobtail, e di un sacco di altre razze. (Piccola nota personale: di due razze ricordo di aver pensato “questa proprio no”, una era lo staffordshire bull terrier, l’altra il dogue de bordeaux. Chiedo scusa a Jura, Bullet e Brick!).
Poi sono cresciuta, e ho cominciato ad avere cani, a lavorare con i cani, a educare proprietari di cani, a risolvere problemi di cani e di proprietari di cani. Sono passata dalla passione per alcune razze alla passione per la personalità dei cani. Ho scoperto che se per un momento dimenticate la loro forma e il loro colore, sotto la pelliccia tutti i cani sono uguali. Ma torniamo all’argomento dell’articolo.

Benché ce la si racconti su attitudini e carattere, il criterio principale nella scelta è l’aspetto fisico. Sfogliamo una rivista, guardiamo un documentario su Sky, compriamo una enciclopedia cinofila, e via a immaginarci con il cane dei nostri sogni. E’ il bello dei cani di razza: puoi comprarne uno proprio uguale a quello che già vedi davanti agli occhi, in foto o dal vero. Il ragionamento di solito è: mi piace, lo voglio. A questo punto, dopo “lo voglio”, il mondo cinofilo si divide in due categorie: gli appassionati della razza, i sognatori persistenti, e il resto del mondo.
Gli appassionati possono trovarsi in casa il peggior soggetto del mondo, un ricettacolo di costosissime patologie ereditarie e di problematiche caratteriali, e per loro quella razza sarà sempre la migliore. Il loro motto è “se non è un Cane dell’Asia dai Piedi Neri, è solo un cane”. Non esiste cane più buono, bello, bravo, intelligente, antico, puro, meraviglioso e straordinario di un cane di quella razza.
Il resto del mondo la prende meno con filosofia. Se deve spendere migliaia di euro per curare patologie varie, ore di bagnetti e spazzolate, sedute su sedute dal comportamentalista, la volta dopo ci fa più attenzione. E il cane lo sceglie con altri criteri.
In realtà molti di noi stanno con un piede da una parte, e uno dall’altra. Questo soprattutto se abbiamo avuto una esperienza fantastica con un cane di una certa razza. Per un po’ diventiamo appassionati. Poi, a volte, cambiamo idea…

razze canineIl Cane Asiatico dai Piedi Neri
Dato che gran parte della popolazione cinofila che naviga in rete appartiene alla categoria degli appassionati, per evitare ogni involontario commento negativo verso una specifica razza, ho deciso di riesumare il mio simpatico Pastore Asiatico dai Piedi Neri. No, non è una razza in via di riconoscimento.
E’ una razza del tutto inventata, che ho usato per raccogliere le definizioni più demenziali trovate in rete, sui giornali e sui libri dedicati alle diverse razze canine. Trovate l’articolo sul sito, se vi interessa (potete anche contribuire, la raccolta è sempre in corso). Il CAPN esiste in molteplici varietà, e questo ci permette di valutare diversi aspetti della convivenza tra questo cane e il medio proprietario.



Pelo.
Il CAPN può presentarsi con un foltissimo pelo che ricopre tutto il corpo. Gli esperti dicono che malgrado l’ipertricosi, non è affatto difficile da gestire. Basta spazzolarlo mezz’ora al giorno, e fargli il bagno una volta ogni quindici giorni (il bagno richiede solo due ore). Sempre che non vogliate fare esposizioni, in questo caso l’impegno è ovviamente superiore. In tutto, sono circa 20 ore al mese. Due giorni e mezzo di lavoro. Sono sicura che non vi viene in mente qualcosa di meglio da fare in due giorni e mezzo.
Nei soggetti di taglia più piccola, il pelo è così lungo che dovete raccoglierlo in ciuffi e avvolgerlo in cartine per evitare che si spezzi e che il cane inciampi ogni volta che fa un passo. Domanda: ma a che serve un cane che non riesce a camminare? A niente, però è bello.
Il CAPN ha però anche una varietà a pelo raso, senza sottopelo. Niente di più comodo, niente spazzolate, niente peli per casa, niente puzza…
L’unico problema è che a meno che non abitiate a Palermo, non può stare fuori casa in inverno. Muore di freddo. Quindi, anche se avete un giardino prevedete i turni per tornare a casa e farlo uscire, perché anche se ha il pelo corto, la pipì deve farla comunque. Se volete farlo stare fuori, e tornare a casa quando accidenti vi pare, potete sempre pensare a un CAPN delle Alte Montagne. E’ perfettamente adattato ai climi freddi, ha un fitto sottopelo persino nelle orecchie e sulla pancia. E non è vero che patisce il caldo! Il mantello lo protegge sia dal freddo sia dal caldo! Via, ma davvero ci credete? Allora perché non provate a mettervi un piumino ad agosto e stare fuori a prendere il sole? La mia CAPN delle Alte Montagne soffre il caldo anche a dicembre, e ancora sta cercando un modo per farsi la tana nel frigorifero…

Taglia.
L’Italia è Paese che ama i cani di grande taglia. The bigger, the better. Una antichissima varietà del CAPN è di taglia gigante. Serviva per la guardia contro gli invasori Unni, per la caccia al cervo gigante, e per far bella figura con gli ospiti. Oh, non sapevo che qui aveste i trichechi… Nooo, è solo il mio CAPN da guardia. La buona notizia è che è molto tranquillo, potete tenerlo in appartamento ed è come non averlo (bava e russare a parte). La cattiva notizia è che è tranquillo perché non riesce a fare più di 30 metri senza collassare. E’ un gigante dai piedi di argilla, gonfio di problemi di salute, condannato all’inattività dall’incapacità di disperdere il calore accumulato con l’attività fisica (i cani sono bravissimi a accumulare, e pessimi a disperdere), destinato nella maggior parte dei casi a morire giovane. A cosa serve un cane di 80 kg che non cammina? A niente, però è bello.
In antichità usava accendere candele votive per salvaguardare la sua salute. Più che altro perché se si ammalava, toccava spaccarsi la schiena per caricarlo sul carretto e portarlo da veterinario. Per fortuna esiste anche la varietà nana. Tanto nana che non sembra neppure un cane. Così nano che se sporca in casa neppure te ne accorgi, e puoi evitare la fatica di portarlo fuori. Però puoi comprargli i cappottini e i collarini con i brillanti, e far crepare di invidia i vicini. E’ facilissimo portarlo nei negozi e nei ristoranti, ma meglio non metterlo a terra ai giardinetti: sta’ lì e trema dal freddo e dallo stress, e ti fa fare una figura di merda con gli altri proprietari di cani.

scelta razzaCarattere.
Il CAPN si presenta in diverse varietà, selezionato in millenni di storia per compiti diversi, e oggi star delle expo di bellezza. Proprio la selezione per l’estetica ne ha modificato un poco l’aspetto originario, e le attitudini, ma con il vantaggio di avere oggi cani molto più uniformi… nell’aspetto. Leggendo gli standard e ascoltando i commenti degli esperti, è facile sentir dire di una varietà che è piuttosto sensibile.
Gli esperti cercano di usare una terminologia alla portata del medio proprietario, per voi, sensibile, cosa vuol dire? Il vostro cucciolo si spaventa in posti nuovi, è un po’ timido, insicuro? Ecco, è un tipico CAPN sensibile.
La varietà più antica è detta anche primitiva, e come ogni cane primitivo che si rispetti è indipendente, riservata con gli estranei, e deve essere socializzato bene, sennò diventa sensibile. L’ ideale se pensate di ritirarvi in eremitaggio.
Dimenticavo… non è molto portato per l’obbedienza. Cioè, se lo chiamate, non torna. Quindi va tenuto al guinzaglio SEMPRE, o liberato solo in luoghi recintati. Ah, è anche un gran cacciatore, e non va un granché d’accordo con i propri simili. Però è affettuoso, se vi conosce bene e gli andate a genio. Nella varietà da guardia, è richiesta e prevista una certa aggressività verso gli estranei. Ha la tendenza a proteggere con un coraggio leonino tutto ciò che ritiene suo: il giardino, il soggiorno, l’auto, voi, il tavolino del bar… Il CAPN della varietà di pianura è un vero super dog: salta come un canguro, corre come uno struzzo, ha muscoli di acciaio che neanche Superman, non ha paura di niente. E’ un pochino eccitabile, e aggressivo con i propri simili, ma fa parte del suo super patrimonio genetico.

Il cane ideale
Abbiamo scherzato un pochino con miti e leggende del mondo cinofilo, e con quella che troppo spesso è una realtà accettata in modo passivo (era così, deve essere così, è bello così). Io ho sempre pensato che c’è un proprietario ideale per qualunque cane, anche l’Hannibal the Cannibal canino, ma vedo troppo spesso cani e proprietari subire le conseguenze di una scelta sbagliata.
Ho strippato il mio terrierino per anni, prima di rassegnarmi alla tosatura. Non riprenderei più un terrier per la rottura di scatole dello stripping. Non basterebbe farli un po’ meno pelosi? Il mio terrier si riempiva di spighe e di grumi di fango o neve ogni volta che usciva di casa, quindi non venitemi a raccontare della protezione offerta dal pelo. I miei cani a pelo normale (pelo di media lunghezza, sottopelo), non si sono mai fatti male durante una passeggiata o nel lavoro.
E i cani in passato erano tutto meno che coperti da chili di pelliccia. Negli anni la mia prima scelta è stata volere cani sani. Taglia, dimensioni e struttura il più possibile naturali. La seconda è stata no cani aggressivi, timidi, non socievoli e problematici. Non dico che dovete fare lo stesso, mi auguro solo che ci siano sempre più persone che sanno DAVVERO a cosa vanno incontro quando scelgono un cane. Non sottovalutate l’impegno, che sia legato all’aspetto o al carattere. Non sottovalutate l’effetto della vostra scelta sul futuro della razza. Cani ipertipici nascono e vengono allevati perché c’è chi li trova belli e li compra. I cani meritano di meglio, di essere selezionati e scelti per il loro aspetto estetico.