cd retriever

LO STRESS NELL’ADDESTRAMENTO


Punizione o evitamento?
stress cane ipoNei metodi tradizionali lo stress viene introdotto volontariamente nel lavoro del cane. Il cane viene sottoposto a “pressioni”, e si usano strumenti che causano stress, come il collare a punte, il collare elettrico, la frusta... Molti pensano che questi metodi e questi strumenti servano per correggere il cane, per costringerlo a fare o non fare qualcosa. A un livello di analisi più profondo, quello che succede è che il cane impara che un certo comportamento gli permette di evitare lo stress. Quel comportamento diventa una via di fuga dallo stress provocato dal conduttore/il preparatore.
Tecnicamente si parla di comportamenti di evitamento. Questa situazione viene mantenuta solo artificialmente, il cane non deve essere in grado di sfuggire allo stress attraverso un comportamento naturale, o il comportamento naturale sarà nuovamente la sua prima scelta. Non per niente si chiamano comportamenti naturali...
I comportamenti naturali di fuga dallo stress sono l’allontanamento, comportamenti dislocati (es. annusare a terra), disimpegno (evitare ogni interazione).

Il metodo “gentile” e lo stress
stress obedience Nei metodi non coercitivi, il preparatore e il conduttore non ricorrono allo stress per costruire il comportamento. Il comportamento gradito è associato a un rinforzo positivo.
Si sente spesso dire che i cani lavorati con metodi positivi sono più sensibili allo stress. Falso. La differenza è solo nel fatto che il cane lavorato in rinforzo positivo può manifestare lo stress. E’ libero di scegliere cosa fare, anche di allontanarsi (disimpegno). La sensibilità allo stress quindi è uguale, ma quello che cambia è la risposta allo stress.
Se con i metodi coercitivi il cane impara che l’unica via di fuga è il comportamento appreso, nei metodi “gentili”, il cane può scegliere un comportamento naturale di fuga dalla situazione. Considerato che nessuno aggiunge volutamente stress, potrebbe non essere un problema. Ma... Il cane può essere stressato per mille motivi, esperienze passate o contingenti (e parallele...). Il “bravo” addestratore, che usa metodi gentili, può non rendersi conto che il cane è stressato, o ignorarlo, e richiedere al cane il comportamento mentre è stressato. Per una semplice associazione in condizionamento classico, il cane associerà il comportamento appreso allo stress. Comportamento appreso = stress.
Questo meccanismo di associazione dello stress al comportamento appreso ovviamente esiste anche nell’addestramento coercitivo, è più difficile da osservare e capire con metodi non coercitivi.
In metodi non coercitivi è quindi fondamentale che il cane possa esibire stress in modo naturale, e che l’abilità non sia associata allo stress, ma all’assenza di stress.

Il passaggio da un metodo all’altro
stress educazione caneLo stress si manifesta in modo molto marcato nel passaggio da metodi coercitivi a metodi non coercitivi, perché il cane scopre che può esibire comportamenti prima vietati, e impara quindi a scaricare stress attraverso comportamenti differenti da quelli che doveva esibire nella situazione precedente.
La capacità del preparatore dovrebbe essere nel permettere al cane di esibire lo stress associato a situazioni e abilità apprese, e costruire nuove abilità che vengano associate all’assenza di stress. Qualunque altra strada è destinata al fallimento.

Il problema, come abbiamo visto, si manifesta soprattutto se il preparatore (e/o il conduttore) non riesce a leggere lo stress nel cane, in modo marcato nei cani docili e reattivi (che rispondono in modo apparentemente positivo anche sotto stress). Il caso peggiore si verifica però quando il conduttore o il preparatore lavorano il cane in stimolo, usando quindi qualcosa che al cane piace per indurre il comportamento. La presenza dello stimolo maschera parzialmente la risposta di stress, visibile però in un calo di rendimento e di motivazione. Il rischio, a questo punto, è di ricorrere nuovamente allo stress per recuperare parte della risposta precedente (inibizione, frusta...), causando un crollo emotivo nel cane, che non avrà più punti di riferimento coerenti. I cani “di passaggio” devono necessariamente essere lavorati in rinforzo, in modo da avere una lettura reale degli stati emotivi.

In definitiva...
stress addestramento agonismoSe volete addestrare a livelli agonistici in rinforzo positivo, ricordate che il cane deve essere libero di manifestare stress, e il comportamento appreso deve essere associato all’assenza di stress.
Se il cane ha precedenti esperienze con metodi coercitivi, il passaggio a metodi non coercitivi porterà alla superficie i comportamenti naturali di stress prima repressi. Il passaggio a metodi non coercitivi può quindi avere due fattori contrastanti:
esaltare eventuali carenze (la motivazione è superiore, quindi l’energia che il cane mette nei comportamenti, in bene o in male), e far emergere risposte di stress associate a certe situazioni. Il passaggio richiede quindi tempo, per costruire nuove risposte là dove i comportamenti appresi non hanno sufficiente qualità, o siano associati a stress. Richiede infine coerenza, perché altrimenti il cane perderà ogni riferimento, e la fiducia nel conduttore/preparatore.