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Guinzaglio = no scelta
Era uno stage organizzato dal Golden Retriever Club. Era luna e mezza, e avevano tutti fame. Stavano aspettando me, come al solito (difficile farmi smettere di parlare, quando comincio :-)). Chiacchieravano fuori dal locale riservato alle lezioni teoriche. A quel punto io dovrei dirmi, ok, le lezioni sono finite, stacca la spina e vai a mangiare. Invece non riesco. Quando cominciate a vedere il mondo con gli occhi di un cane, non riuscite più a smettere. Così mi avvicino a due persone che stanno parlando, e chiedo loro di distanziarsi, o di mettere via i cani prima di riprendere il discorso.
Mi guardano come se fossi un alieno (mi capita di fare questo effetto...). E uno stage di Retriever!
Uno stage di cani che adorano gli altri cani, adorano le persone, adorano il mondo! Che problema ci potrà mai essere a tenere un cucciolone di Golden Retriever e un Labrador adulto vicini? Nessun problema, nel senso che i due cani ovviamente non stanno pensando di sbranarsi. Ma... uno dei due è davvero a disagio. Il cucciolone di Golden Retriever si è spostato più lontano che può dal maschio di Labrador, ma continua a dare segnali di stress: il baricentro arretrato, come se volesse scappare, i muscoli tesi, indicatore di tensione emotiva, lo sguardo preoccupato. Il maschio di Labrador non gli ha fatto niente, se non quello che solitamente i maschi di Labrador fanno quando incontrano altri cani: un po il figo, se mi passate il termine non proprio scientifico. Nessuno dei due capisce il mio punto di vista, perché nessuno dei due, in quel momento, è preoccupato o anche solo interessato ai cani. Ma i due cani sono al guinzaglio, non possono scegliere. Avere un guinzaglio in mano non riduce le nostre responsabilità: le aumenta.
Giardinetti, socializzazione o sopravvivenza?
Altro esempio di assenza umana a scapito del benessere canino. Viene da me una signora per un problema di aggressività. Il cane, un bellissimo maschio di setter, tende a saltare in avanti, abbaiare e minacciare gli altri cani per strada. Eppure io lho portato ai giardinetti per farlo socializzare da quando è cucciolo!. Abitando a Milano, volere o volare il cane ha davvero socializzato da quando è cucciolo. Quando ha avuto un anno e mezzo, improvvisamente ha cominciato a mostrare aggressività verso gli altri cani. Continuo a lasciarlo libero in mezzo a altri cani, e non ha mai dato problemi, solo al guinzaglio diventa aggressivo: Se provate a mettere insieme i pezzi di questo rompicapo, qualcosa non torna.
Così, dopo due o tre lezioni per capire meglio cane e situazione, proviamo a liberare il cane nel recinto con due femmine adulte, due cagne che conosco bene. Il primo commento che mi viene in mente è il cane non ha nessuna competenza sociale. Ok, nessuna è eccessivo. Ma per un cane che socializza da quando ha tre mesi, ne ha decisamente poche. E confuse. Far incontrare un cane con altri cani può funzionare se il vostro cane ci mette del proprio, per imparare a vivere senza conflitti. Se il cane ha una minima tendenza a essere ansioso, prepotente, e quindi aggressivo per paura o per imporsi, lasciarlo insieme ad altri cani senza vedere e capire cosa sta succedendo può rivelarsi unottima strategia per sviluppare un problema.
Primo passo: osservare.
Unamica inglese e grande esperta di problemi di aggressività, Angela Stockdale, raccontava che chiunque voglia un cavallo, deve imparare come gestirlo, e come cavalcarlo, prima di pensare di poterselo davvero comprare. Con i cani non succede, il motivo è che i cani sono molto più facili da gestire di un cavallo. Più facile non significa però che vada tutto sempre bene. Quando qualcosa va storto, ce ne si accorge in genere quando la situazione è così deteriorata da risultare ingestibile.
Due cani che vivono insieme e cominciano a litigare. Il cane che al guinzaglio comincia a abbaiare e minacciare gli altri cani. Il cane che insegue i piccioni al parco. Il cane che morde la zia. Potendo tornare indietro nel tempo, ci sarebbero mille piccoli segnali che avvertono del pericolo. Mille piccoli segnali che nessuno ha visto. Io credo davvero che la massima parte degli errori dei proprietari avvengono in perfetta buona fede. Non è facile vedere questi segnali, senza un occhio esperto e allenato. Diventa però fondamentale riuscirci nel momento in cui si vuole affrontare e risolvere un problema.
Secondo passo: capire Il Primo Passo è guardare il cane, e capire come il cane vive diverse situazioni.
Un ultimo esempio. Una simpatica segugia con problemi di aggressività verso le persone. Non ha mai morso, ma nel tempo è diventata più prepotente, arrivando a correre verso le persone, mettersi di fronte e abbaiare. Durante una sessione di lavoro, la cagna si trova di fronte a un bivio: ho il guinzaglio in mano, e la proprietaria è alle mie spalle. Il bivio è la scelta: minacciarmi o ignorarmi e andare dalla proprietaria? La cagna mi guarda negli occhi, indurisce lo sguardo, quindi abbassa la testa e va scodinzolando verso la proprietaria. Che non dice niente.
Quale enorme difficoltà ha rappresentato per quella cagna rinunciare a un comportamento che in passato ha funzionato e scegliere un comportamento differente? In quella situazione la proprietaria avrebbe dovuto manifestarle tutto il suo appoggio, la sua stima, il suo affetto. Di nuovo, non cè malafede, è solo la difficoltà nel vedere, e nel capire. E, aggiungerei, la difficoltà di dare invece di chiedere.
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