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UTILITA’ E DIFESA: SENZA COERCIZIONE E’ POSSIBILE?

Un programma da “duri”, cani tosti, stimoli alti... E’ possibile preparare un cane all’Utilità e Difesa senza usare collare a strangolo o di peggio? Noi pensiamo di sì...

richiamo fronteMondioring ovvero l’arte di rendere l’obbedienza divertente
La mia esperienza con l’Utilità e Difesa inizia nei primi anni Novanta, con una dimostrazione di Mondioring. Tempo qualche mese, e avevo una cucciola di Malinois, e tanta voglia di provarci. Pessima idea, a ripensarci. La mia cagna sopravviveva a discutibili impostazioni agli attacchi, e pur di aiutarla, cercavo di renderle obbedienza e salti il più divertenti possibile.
Nessuno si curava dell’espressione del cane in queste due fasi, un modo come un altro per dire che i cani erano costretti con la forza a fare quanto richiesto. Il risultato era, e ancora è, cani triturati in obbedienza. Io usavo palline e salamotti. E quando vincevo, era perché perdendo un punto, un punto e mezzo in tutta l’obbedienza.



IPO: predazione e velocità
Poi è cominciata l’esperienza in IPO, con un altro Malinois. Un cane docile, docilissimo, veloce e generoso, con cui non mi è mai piaciuto lavorare. Lavorato con metodi non esattamente gentili da quando era cucciolo, come mi è stato raccontato dai primi proprietari, (l’ho comprato a 4 anni, con una gara sul libretto), faceva tutto quello che gli chiedevo, ma senza divertirsi. L’addestramento non era comunque male, molto impostato sulla predazione, e con una forte spinta a costruire risultati di elevato livello. La “fissa” era velocità e precisione. La gara più bella di Jan, però, è stata quella di Obedience del 2005. A 11 anni suonati ha vinto la gara, ma soprattutto, si è divertito.

Metodi gentili e Utilita' e Difesa?
Dagli anni del Mondioring e della IPO, sono cambiate tante cosa. La più importante, sono i miei metodi di lavoro. Basta guinzagli, collari a strangolo, strattoni, urla e arrabbiature. Basta coercizione.
Ho un mio campo, dove l’uso di metodi gentili è la regola. I primi a interessarsi a quello che faccio, sono stati i conduttori di Obedience. Solo nel 2004 è arrivata la prima richiesta per uno stage di clicker training da un campo di Utilità e Difesa, il campo di Marlia di Massimo e Antonella, dove già venivano usati metodi non coercitivi. Nel 2005 ho iniziato a seguire l’obbedienza di alcuni conduttori, nel 2006 altri stages (Vicenza, Cagliari), e altri binomi da seguire, fino alla collaborazione con Ivan Farinazzo.

Si ricomincia.
Dopo diversi anni dedicati ad altro, sono tornata a occuparmi di Utilità e Difesa. Per divertimento e passione, con la curiosità di vedere cosa si può costruire con questi metodi. Per la prima volta ho la completa autonomia sulla preparazione del cane, e collaboro con un figurante che condivide completamente la nostra filosofia di lavoro e di interazione con il cane (e le persone!). E’ presto per trarre delle conclusioni, saranno i risultati sul campo a dire di noi e del nostro lavoro. Ma è già possibile ragionare sull’esperienza fatta in questi mesi.

cuciolo richiamo fronteE’ possibile preparare un cane per l’UD senza coercizione? La domanda, in realtà, è:
perché dovrebbe essere necessario usare coercizione in UD?
La risposta è che si deve controllare il cane in presenza di forti stimoli (tela, pallina...). Il trucco è lavorare gli auto controlli a intensità crescenti dello stimolo, insegnare quindi al cane cosa fare prima che sia così fuori di testa da non essere più in grado di ragionare. Senza coercizione. L’auto controllo è una abilità, è la capacità dell’individuo adulto di non reagire a uno stimolo, ma di agire. E non è neppure difficile da insegnare...

Seconda risposta, perché con un cane forte i metodi gentili non funzionano, non bastano. Oh... Credo si confonda la gentilezza, intesa come assenza di coercizione e di violenza, con la mancanza di determinazione e di controllo. Di nuovo, il trucco è costruire il rapporto tra cane e conduttore PRIMA di iniziare l’addestramento, e lavorare perché tra i due ci sia una corretta relazione, e una corretta gestione del cane nella vita quotidiana. Se la relazione è corretta, gestire il cane in campo non porta a conflitti.

Ogni volta che vedo un conduttore alzare la voce, tendere il guinzaglio (di peggio sul mio campo non può succedere), è perché è insicuro, ha perso controllo sul cane, non sa cosa fare. L’uso della forza è una dimostrazione di debolezza. Che altro? Oh, sì, insegnare al cane che certe cose sono “sbagliate” e non le può fare. Bah... Per me l’addestramento deve aumentare la sicurezza del cane, la sua motivazione e la sua spinta a fare qualcosa. Non la sua insicurezza e la sua paura. E lo stress. Vedo anche troppi cani felici di uscire dal campo...
Fare punti? Io credo che sia non solo possibile fare punti senza coercizione, ma sia possibile costruire le basi di un lavoro e di una collaborazione che dura negli anni, e porta cane e conduttore a crescere insieme.
C’è un’ultima considerazione, a favore della coercizione. Aumentando lo stress si aumenta la reattività, e la paura è una forte motivazione. Ma questa è una scelta. Io non sono in grado di vivere con i miei cani, e usare la coercizione per fargli fare qualcosa che piace a me.
Ci sono cani che non sono in grado di addestrare? Non lo so, al momento al campo ho solo cani, non belve assassine. Dovessi dire, penso potrei avere qualche problema con i conduttori, questi metodi richiedono testa, non braccia, e non è sempre facile. Ma, per dirla in modo zen, la felicità è imparare a percorrere la strada, non arrivare alla meta.


Ivan Farinazzo, figurante.
Mi chiamo Ivan farinazzo, sono figurantre S.A.C.C. e S.C.I, mi occupo di Utilita' e Difesa da alcuni anni, ma il mio percorso cinofilo nasce con razze molto difficili: Pastore del Caucaso, Pastore dell'Asia Centrale, Guardiano moscovita, Perro da presa e molte altre.Il mio approccio con queste razze era di studio e di risoluzione di problemi di aggressività intra ed inter-specifica. Essendo cani molto forti,  ho ben presto capito che la coercizione non portava a nulla.
Più avanti mi sono affacciato al mondo del U.D. sperimentando un po' tutte le tecniche di addestramento. Da alcuni anni ho scelto di non utilizzare metodi coercitivi, ho messo a punto un sistema per gli attacchi basato sul proporre al cane problemi che sia sempre in grado di risolvere (controlli); per quanto riguarda la presa utilizzo la prossemica per rendere forte il cane. Nel far questo comunico con il cane e sono molto attento alla sua comunicazione (segnali sociali). Se il cane possiede l'abilità per poter fare una cosa e fare quella cosa gli da un vantaggio non è possibile che il cane scelga di fare altro. Contrariamente se il cane  non possiede quell'abilità e gli viene richiesta, potrebbe fare semplicemente la scelta sbagliata; se al cane viene imposto di fare quella cosa amerà trasgredire perchè nella trasgressione stessa troverà piacere. Un pò come scegliere di tenere sotto controllo i propri dipendenti in fabbrica (andranno a farsi un caffè più volte possibile solo per il gusto di farlo in barba ai controlli) o dare loro un premio produzione. Concludendo ho scelto di fare U.D. senza somministrare coercizione non perchè non so fare altro, ma semplicemente perchè è più  performante e anche un pò più etico.
Sito web di Ivan Farinazzo: http://www.devilslair.it/