cd retriever

Il “Corridoio sociale”


Siamo in autostrada, meglio fermarsi. La cucciola ha la nausea e forse deve sporcare. Ci fermiamo, e la cucciola, che non è mai uscita dal recinto in cui è nata, è spaventata. Sguardo triste, coda bassa, rimane ferma, rigida e contratta. Le faccio le coccole (ma non rinforzi il comportamento di paura?), quando si rilassa, mi sposto di mezzo metro. Non appena viene da me, le faccio di nuovo le coccole. Dopo tre o quattro volte è più rilassata, si muove, lo sguardo è più sereno e la coda meno bassa. Ecco, penso, il corridoio sociale funziona...
La cucciola è la mia nuova staffie, Brick, tre mesi scarsi. Il corridoio sociale è parte del lavoro sulla comunicazione sociale introdotto da alcuni mesi nel mio lavoro di educazione e riabilitazione. Per farvi capire meglio cosa è, e com’è nata l’idea del corridoio sociale, vi racconto due episodi importanti.

comunicazione cuccioloRiporto senza scambio
Per diversi anni ho spiegato come insegnare ai cani a riportare e lasciare in scambio. L’idea è insegnare al cane che quello che voi avete in mano è meglio di quello che lui ha in bocca. Diversi mesi fa però ho provato con degli allievi quello che io di solito faccio con i miei cani. Entriamo nel campo di addestramento, e la giovane femmina di pastore tedesco trova un pallone da calcio bucato. Lo prende e scappa. Invece di chiamarla, o di farle vedere cibo o una pallina, chiedo ai proprietari di ignorarla, e di darle attenzione solo quando la cagna passa davanti a loro. I passaggi aumentano, e dopo alcuni minuti la cagna sceglie di fermarsi vicino a noi. Il risultato finale è che la cagna riporta la palla e la lascia, senza bisogno di usare altro che l’attenzione sociale.


Chiedere di lavorare...
Il secondo episodio avviene durante un corso a Trieste. Laura entra con un maschio di Weimaraner al guinzaglio. Il cane annnusa insistentemente a terra, ignora tutti i presenti, è in palese disimpegno. Mi avvicino, mi metto di fronte a Laura e le chiedo di dare attenzione al cane ogni volta che si ferma davanti a lei. Quando il cane comincia a rilassarsi, le chiedo di spostarsi. Di nuovo in pochi minuti il cane cambia espressione, inizia a chiedere cibo e lavora senza stress.

Cos’è il corridoio sociale?
E’ uno spazio fisico, l’area davanti ai vostri piedi, e un particolare atteggiamento del cane, che si mette di traverso, il fianco rivolto verso di voi. Il cane può anche essere al fianco, o persino dietro, ma io preferisco rinforzare quando è di fronte (salvo casi particolari). Mostrare il fianco e stare davanti a voi è il modo con cui il cane comunica il suo desiderio di interagire con voi, la disponibilità al contatto sociale e fisico. Quando devo decidere se toccare o no un cane adulto che non conosco, evito il contatto quando il cane è frontale, la testa rivolta verso di me, e lo tocco se è laterale, il fianco rivolto verso di me. Lo definisco un “corridoio” perchè spesso quando lavoro mi metto di fronte al proprietario, e il cane viene rinforzato quando entra nello spazio tra noi due, un vero e proprio corridoio.

Un riferimento sociale
Qual è il significato del corridoio sociale? Nella mia esperienza il cane ansioso, preoccupato o spaventato, ha bisogno di avere un riferimento sociale nel proprietario. Dare attenzione e coccolare un cane spaventato può però peggiorare il problema. Nel corridoio sociale quello che viene rinforzato è piuttosto la richiesta del cane di una interazione positiva, il fare riferimento a noi per trovare sicurezza e conforto, un supporto emotivo.
Perché il corridoio sociale funzioni, è importante che nella situazione di crisi il cane faccia affidamento al proprietario, e quindi non ci siano conflitti nel rapporto.


In due casi il corridoio sociale non ha funzionato, in entrambi parte del problema era il rapporto tra cane e proprietario. In quei casi il corridoio sociale diventa una richiesta per il cane, e una ulteriore causa di stress.