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LA PUNIZIONE

State lavorando al computer. Il vostro cane si avvicina, e vi ringhia. Cosa pensate? Ops! Che sbadato, ho schiacciato il tasto sbagliato? Oppure pensate che per qualche strano motivo il vostro cane ce l’ha con voi? Quando lo sgridiamo, diamo per scontato che il cane metta in relazione il nostro intervento con il suo comportamento. Sbagliato.
Quando sgridiamo il cane, la sua attenzione passa da ciò che sta facendo a noi. Per un animale sociale l’aggressione di un componente del gruppo ha la priorità su tutto il resto. Quindi il cane sposta l’attenzione da ciò che sta facendo a noi, e cerca di capire perché siamo così aggressivi verso di lui.

Punizione e stress
Non è affatto scontato che il cane capisca che siamo arrabbiati per qualcosa che sta facendo (o non sta facendo). E’ molto probabile che capisca che siamo arrabbiati, senza capirne il motivo.
La punizione è prima di tutto una aggressione sociale. Anche se pensate che serve al cane per imparare, non sottovalutate la quantità di stress, di timore, di ansia che punizioni più o meno severe e frequenti possono causare.

Ho visto più cani aggressivi a causa di “correzioni” di quanti vorrei. Alcuni cani erano talmente spaventati da minacciare e mordere per difendersi. Io non vorrei vivere con una persona che ogni volta che “sbaglio” mi salta addosso urlando e minacciandomi. Conosco metodi migliori per imparare…

Punizione = ridurre un comportamento?
Spesso si dice che la punizione serve per imparare. Ma la definizione tecnica di punizione è: un evento negativo che riduce la probabilità che l’animale esibisca un certo comportamento. Se avete sgridato il cane più di tre volte per la stessa cosa, quello che state facendo tecnicamente non è una punizione, e di sicuro non ha funzionato. State causando stress all’animale, senza ottenere un risultato.
Il che, oltre a essere inutile e dannoso, è pure stupido. Una signora mi telefona “la cucciolona di Dobermann salta addosso, ho provato a pestarle i piedi, a darle ginocchiate, a sgridarla, ma continua a farlo”. Per il cane ottenere la vostra attenzione e la vostra approvazione può essere persino più importante del dolore e del disagio che gli causate sgridandolo.

Punizione: effetti collaterali
La punizione, sgridare, correggere il cane, ha effetti collaterali numerosi e imprevedibili. Il cucciolo che viene punito perché fa pipì in casa spesso associa la pipì sul pavimento E il proprietario all’aggressione. Risultato: non fa più pipì in presenza del proprietario. Potete portarlo a spasso per ore, con l’unico risultato che si nasconderà in una stanza per fare finalmente pipì al sicuro da voi. Il cane che viene punito perché non torna al richiamo non osa più avvicinarsi, o si avvicina lentamente invece di tornare subito. Il cane che viene severamente punito perché aggressivo verso un altro cane comincia ad avere paura delle persone, e aggredisce senza segnali di preavviso.
Quando viene punito, il cane associa non solo punizione e comportamento, ma l’intera situazione. Voi, il vostro atteggiamento, l’ambiente in cui si trova. Se punite il cane in addestramento, e siete tesi in gara, il cane leggerà la vostra tensione come un segnale dell’imminente aggressione. La punizione rende il cane ansioso, insicuro, e può portarlo a esibire disimpegno (evitare ogni contatto sociale con voi…).

PAZIENZA CON I CUCCIOLI!
Dai due ai quattro mesi i cuccioli hanno una ridotta capacità di auto controllo, e scarse abilità sociali e apprese. Un cucciolo si comporta da cucciolo: morsica, mastica, mangia schifezze, salta addosso, non obbedisce (non lo sa fare!), fa pipì in casa… Per un cucciolo non c’è differenza tra avere in bocca un giocattolo, una pallina, delle scarpe o la scatola delle medicine. Quando gioca, non sa controllarsi, e morde come uno squaletto. Non obbedisce a niente, perché non ha imparato a farlo.
Sgridarlo perché non fa qualcosa è come sgridare un bambino che non è capace ad andare in bicicletta. Non ha senso! Dopo i 4 mesi, se lo avete educato con pazienza e coerenza, aumenta incredibilmente la sua capacità di capire, di relazionarsi, di controllarsi.

Con la mia cucciola, ho adottato come strategia di evitare il più possibile errori (es. togliendo da terra le scarpe, lasciandola in uno spazio sicuro quando non posso controllarla); le ho insegnato con pazienza le abilità richieste per vivere nella nostra famiglia (richiamo, stare da sola, entrare nel trasportino, camminare al guinzaglio…); quando faceva qualcosa di sgradito, l’ho richiamata con un verso, e l’ho guidata verso un altro comportamento. In due mesi, non è mai stata sgridata, e sta diventando una cagnolina davvero educata.

COME EVITARE LE PUNIZIONI
- Adottate un cucciolo solo se siete in grado di garantirgli buone condizioni di vita
- Scegliete un cane adatto al vostro stile di vita e alla vostra personalità
- Insegnate al cane le abilità necessarie per vivere nella vostra famiglia (richiamo, stare da solo, camminare al guinzaglio, farsi medicare e curare, relazionarsi con persone e animali…)
- Non insegnate al cane a dare attenzione ad altri cani, persone o stimoli quando è al guinzaglio
- Mantenete una gestione pari al grado di conoscenza del cane e al controllo che ne avete (cane al guinzaglio in luoghi pubblici se non siete in grado di controllarlo in ogni situazione)
- Evitate che il cane impari comportamenti che non potete gestire (predazione, comportamenti su base emotiva come paura, aggressività, eccitazione…)
- Rinforzate e insegnate un comportamento incompatibile invece di punire il comportamento sgradito (es. riportare un giocattolo invece di saltare addosso)
- Fatevi aiutare da un educatore gentile esperto se avete problemi di gestione

La punizione è “naturale”?
Ogni volta che si parla di punizione c’è qualcuno che salta fuori con la storia della madre che punisce i cuccioli. Credo sia a causa di un comportamento tipico degli adulti con i cuccioli, quello che l’etologo Dehasse definisce “put and keep down”. L’adulto schiaccia a terra il cucciolo e non gli permette di andarsene finché il piccolo continua a ribellarsi. Non appena si rassegna, e si immobilizza, l’adulto lo lascia andare. Questo strano comportamento non serve a punire il cucciolo, ma a insegnargli l’auto controllo.

Cuccioli che non hanno avuto questa esperienza possono crescendo avere difficoltà di controllare le proprie reazioni. Altro comportamento tipico dell’adulto è fissare e ringhiare prima di attaccare. Non è una punizione, è normale comunicazione sociale. L’adulto non sta insegnando qualcosa al cucciolo, lo sta solo avvertendo che rischia una aggressione. Il cucciolo impara a riconoscere questi segnali, e evitare il conflitto.
Allo stesso modo il cucciolo impara che se alziamo la voce, siamo minacciosi. Nessun cane però insegna a un altro cane a fare o non fare qualcosa. La mia cucciola morde per gioco la kelpie e la staffie, ma non osa farlo con i due malinois. I malinois non le hanno insegnato “non si mordono i cani adulti”, le hanno solo insegnato che mordere loro due è rischioso. I cani non insegnano ad altri cani a riportare un pezzo di legno, fare lo slalom tra i paletti o tornare al richiamo. Quelle sono abilità che noi insegniamo ai cani, e per il cane non sono giuste o sbagliate. Sono piacevoli, se associate a un rinforzo, o spiacevoli, se associate a una assurda punizione.

Se proprio volete punire il cane…
Cos’è una punizione? E’ qualcosa di negativo che il cane subisce dopo un comportamento. Il cane vi salta addosso, voi lo sgridate. Il cane non può scegliere, perché la punizione segue sempre il comportamento. Quando lo punite, il cane non può più fare niente per evitare l’evento negativo. Se proprio volete punire il cane, e noi ve lo sconsigliamo nel modo più assoluto, usate almeno un segnale che permetta al cane di interrompere il proprio comportamento PRIMA della punizione.
E’ il corrispettivo in negativo del clicker. In pratica potete dire “Ehi, no!”. Se dopo l’ehi il cane interrompe il comportamento, rinforzate (usate qualcosa che PIACE AL CANE!!!). Se dopo l’ehi il cane continua, dite no, e dopo il no fate seguire la punizione. Preferite eventi che per il cane sono negativi ma non dolorosi e non associati al rapporto con voi (es. spruzzo d’acqua). Usate la punizione solo in casi eccezionali, e quando nessuna altra strada ha dato risultati.

Punire un animale è nella maggior parte dei casi inutile, dannoso e moralmente ingiusto.

Abbiamo un altro articolo su questo argomento: La punizione