cd retriever

La Personalità del cane

Ogni stagione ha la sua moda. Quella di quest’anno pare essere avere un cucciolo super stimolato
e super intelligente. Ci sono i programmi di stimolazione precoce per sviluppare l’intelligenza,
c’è persino un mangime che rende i cani più intelligenti e addestrabili.
C’è chi assicura che i suoi cuccioli hanno una marcia in più, perché sono seguiti in modo assiduo fin dalla nascita. Ma come influisce l’esperienza sulla personalità del cane?
Un simpatico detto recita “chi nasce tondo, non muore quadrato”.
E’ vero? Nella scelta di un cucciolo, è più importante la genetica (la scelta dei genitori e della personalità del cucciolo) o l’esperienza di due mesi di vita?


Gli studi sulla personalità
Anche l’etologia ha i suoi trend, le sue mode. Una delle più recenti è lo studio della personalità degli animali. Può sembrare un argomento frivolo, ma in realtà sapere che un animale tende a comportarsi in un certo modo è importante per il suo benessere, perché le differenze nel comportamento individuale influenzano l’abilità dell’animale di far fronte alle difficoltà dell’ambiente.

Inoltre le informazioni sulla consistenza dei tratti comportamentali (la personalità) è importante per predire il comportamento futuro sulla base di una singola osservazione. E’ quello che succede quando i cani vengono testati per la successiva attività come cani da assistenza ai disabili, ricerca di sostanze, guida ai non vedenti, cani sportivi.
All’interno del progetto Ex-combattenti dell’Enpa testiamo i cani del canile per valutare la loro idoneità a essere adottati. Poter riconoscere le caratteristiche costanti del comportamento ci permette di aumentare la loro probabilità di essere adottati con successo, anticipando eventuali problemi successivi all’adozione.
Tra gli altri, studi basati su test sono stati fatti per scegliere il cucciolo giusto per la famiglia (Campbell, Fogle, Van den Borg, Bodarenko, Coren), per selezionare i cani guida per non vedenti e cani da assistenza ai disabili (Pfaffenberg, Schaffer e Phillips, Murphy), per determinare l’influenza della genetica sul comportamento del cane (Reuterwall e Ryman, Greyvenstein), per valutare il comportamento dei cani in canile (Ledger e Baxter), per valutare cani per compiti diversi (Wilsson e Sundgre, Reuterwall e Ryman, Falt et al, Mackenzie).

La personalità dei cani
La personalità dei cani viene studiata attraverso dei test, compiuti su centinaia o migliaia di cani diversi, e ripetuti più volte per valutare la consistenza dei risultati ottenuti. I test includono varie situazioni, come l’apparire di una persona estranea, il gioco, rumori improvvisi…



I risultati indicano l’esistenza di cinque specifiche caratteristiche della personalità:
- attitudine al gioco (con l’uomo)
- attitudine al gioco di predazione
- curiosità/paurosità
- socievolezza (con l’uomo)
- aggressività
E’ stato identificato un super-carattere: il coraggio, l’audacia (boldness).

Secondo alcuni autori, l’aggressività potrebbe essere influenzata più da differenze nello stimolo che provoca la reazione aggressiva che dal comportamento confidente o pauroso. I caratteri che si mantengono più costanti nel tempo sono l’attitudine al gioco e alla caccia e la socievolezza, mentre la curiosità / paurosità e l’aggressività sono sensibili alle novità. Al ripetersi dei test, quindi in un contesto conosciuto, paura e aggressività tendono a ridursi, mentre aumenta il comportamento esplorativo. Le differenze individuali sono comunque mantenute. I risultati di questi studi indicherebbero quindi che il comportamento di gioco, sociale, esplorativo, di evitamento e aggressivo nel cane è influenzato dalla personalità del cane, e che non cambiano nel tempo e con l’esperienza.

I programmi di socializzazione per cuccioli
Uno studio ha valutato le differenze tra cinque gruppi di cuccioli: un gruppo ha seguito un programma di socializzazione e educazione, uno solo di educazione all’obbedienza, uno ha ricevuto solo cibo nelle sessioni che per gli altri erano dedicate alla socializzazione e l’obbedienza, e uno ha avuto una normale vita famigliare.


I programmi di socializzazione per cuccioli tipicamente includono l’obbedienza di base e la socializzazione. Si basano sull’idea che una adeguata socializzazione è necessaria per un comportamento appropriato in età adulta (Scott e Fuller, 1965). I cuccioli del primo gruppo sono stati esposti a stimoli differenti, stimoli sociali (persone, cani, altri animali), e un programma di educazione di base. Ci si aspettava che i cuccioli di questo gruppo dessero migliori risultati non solo nell’obbedienza (come quelli del gruppo di sola obbedienza), ma anche nella capacità di relazione sociale, di contatto con l’uomo (manipolazione), la reazione a stimoli differenti, e che tali differenze fossero significative con gli altri 4 gruppi e stabili nel tempo.
In realtà l’unico parametro modificato dal programma di socializzazione e obbedienza è stata la capacità dei cani di rispondere a dei comandi, differenza che è stata colmata dagli altri gruppi nei mesi successivi.

Più in dettaglio:
- non sono state riscontrate differenze tra maschi e femmine nell’addestrabilità.
- l’esposizione a stimoli sconosciuti non ha avuto effetti significativi. Piuttosto appare che la tendenza a esibire una certa risposta può essere predetta dalla prima reazione avuta. La reazione anche a 10-12 settimane a uno stimolo nuovo tende a essere stabile.
- la risposta a stimoli sociali e alla manipolazione non cambia a seguito del programma di socializzazione.
- anche se gli effetti dell’educazione all’obbedienza erano visibili ancora dopo 6 mesi dal programma, gli altri gruppi avevano raggiunto risultati simili.

Precedenti studi suggeriscono che il periodo di socializzazione è critico per un normale sviluppo del cucciolo (Scott e Fuller, 1965). Questo studio però indica che per quanto riguarda l’esposizione a stimoli nuovi, sociali e la manipolazione, l’ambiente domestico è sufficiente.
Gli studi precedenti (Clarke et al., 1951; Thomson and Heron, 1954; Melzack, 1968; Fuller, 1961, 1964) in realtà hanno testato cani che non avevano alcuna socializzazione con cani con un normale livello di socializzazione. Gli esperimenti erano condotti in condizioni di laboratorio, non in condizioni reali di crescita di un cucciolo di famiglia.
Un minimo livello di interazione sociale è necessario a un’età precoce, ma un livello extra di socializzazione non necessariamente migliora il comportamento sociale o la capacità di relazionarsi con l’ambiente (come già indicato da Pfaffenberger et al. 1976, Wolfle 1990). La conclusione è che i corsi di socializzazione per cuccioli potrebbero, nella realtà, essere più importanti per i proprietari, nel dare loro gli strumenti per educare, capire e relazionarsi con il cucciolo, che per il cane stesso!

Bibliografia
Thomas Fuchs et al. “External factors and reproducibility of the behaviour test in German shepherd dogs in Switzerland” A.A.B.S. 2005
Kersti Seksel “Puppy socialisation programs: short and long term
behavioural effects” Applied Animal Behaviour Science 62 1999
J.M. Slabbert et al. “Early prediction of adult police dog efficiency – a longitudinal study” A.A.B.S. 1999
Kenth Svartberg et al. “Consistency of personality traits in dogs”
ANIMAL BEHAVIOUR, 2005
Kenth Svartberg “Shyness–boldness predicts performance in working dogs” Applied Animal Behaviour Science 2002
Kenth Svartberg “A comparison of behaviour in test and in everyday life: evidence of three consistent boldness-related personality traits in dogs” Applied Animal Behaviour Science 91 2005
Kenth Svartberg et al. “Personality traits in the domestic dog” Applied Animal Behaviour Science 2002
Erik Willsson et al. “The use of behaviour test for the selection of dogs for service and breeding: method of testing and evaluating test results in the adult dog, demands on different kinds of service dogs, sex and breed differences” A.A.B.S. 1997