cd retriever

Io lo conosco bene:
Il Cane Lupo Cecoslovacco

Le razze raccontate da chi con il cane ci vive, ci lavora.
Io lo conosco bene:
il Cane Lupo Cecoslovacco - il Boxer - il Jack Russel Terrier


IL CANE LUPO CECOSLOVACCO
Il Cane Lupo Cecoslovacco è una delle razze in crescita in Italia. Si moltiplicano gli allevamenti, aumentano le richieste, c’è una grande richiesta di informazioni. Gli appassionati, allevatori o semplici estimatori, non possono che elencare tutte le doti della razza amata, ma può essere interessante, e anche utile, parlare con chi con questo bellissimo cane ci vive, e magari prova anche ad ottenere dei risultati in attività pratiche o sportive.

Il CLC è noto per le doti di resistenza, una delle prove che può superare prevede una marcia di 20, 40 o addirittura 100 chilometri! Per essere proclamato campione deve superare una prova attitudinale, il Cal 2, che prevede una fase di obbedienza e di socievolezza, e una di difesa.


All’estero soggetti di questa razza sono stati addestrati con successo a diverse discipline, come la difesa sportiva (IPO, SchH), l’Obedience, l’Agility. In Italia alcuni CLC sono impegnati nell’addestramento alla ricerca di dispersi, in superficie e su macerie, altri hanno superato il brevetto di lavoro, o sono in preparazione per l’Obedience e l’Agility. Gli agonisti sono più orientati verso razze più competitive, come il pastore tedesco, il pastore belga malinois, il border collie.
Noi siamo riusciti a trovare due appassionati, impegnati nell’addestramento: Laura Bonicelli, proprietaria della femmina Tajga, e Francesco Rodda con la femmina Guya, che hanno gentilmente risposto alle nostre domande, condividendo con noi la loro esperienza di vita e di addestramento con il Cane Lupo Cecoslovacco.

1. Come hai conosciuto questa razza e cosa ti ha portato a sceglierla?
LB:
Abbiamo conosciuto questa razza frequentando le esposizioni. Da tempo avevamo deciso di prendere un altro cane che non desse confidenza agli estranei, che non abbaiasse molto, la cui sola presenza scoragiasse i malintenzionati, molto legato alla famiglia in cui sarebbe andato a vivere e che non venisse etichettato dalla gente come “cattivo”. Dopo più di un anno in cui ci siamo informati molto abbiamo deciso che il CLC era il nostro cane e probabilmente il fascino che il CLC esercita ha pesato pesantemente sulla nostra scelta.
FR: Avevo già un cane, il primo. Una dalmata, che aveva 9 anni. Ho avvertito il desiderio di avere un cane “tutto mio” e di prenderlo prima che l’altra diventasse troppo anziana. Volevo un cane con cui avere un rapporto più stretto e col quale condividere la passione per le escursioni in montagna anche invernali e col quale “lavorare”. Ho ricominciato ad accumulare riviste e libri e a girare allevamenti alla ricerca del “cane per me”. Così ho passato in rassegna diverse razze, nell’ordine: Amstaff, Dobermann, Pastore tedesco, Schnauzer Gigante e Pastore Belga Malinois. Poi nella varie ricerche ho letto di questa razza e mi è sembrata perfetta: cane rustico, senza grossi problemi di displasia (così sembrava), molto legato al padrone e del quale si cominciava a sentir parlare anche dei suoi risultati in protezione civile. Un po’ più grande del Pastore Belga, in teoria più tranquillo (sbagliatissimo)… Senza odore! Poi la visita in allevamento e la decisione. Forse strano, ma nella scelta non ero affatto influenzato dall’aspetto lupesco. Non sono state tutte rose e fiori come lo dipingevano. E’ un cane davvero tosto. Il primo anno è stato quasi da girone dantesco, ma adesso raccolgo i frutti e le soddisfazioni sono doppie.

2. Il CLC come cane da famiglia: quali sono i suoi pregi e i suoi difetti?
LB:
Se si riesce ad instaurare un rapporto vero basato sul rispetto, la coerenza, l’autorevolezza il tuo clc cercherà di fare tutto quello che gli chiedi per farti felice.
E’ un eccezionale cane da difesa. Il suo pelo non puzza e basta un colpo di spazzola per rimuore tutto lo sporco. Di contro è distruttivo come nessun cane sa essere, rosicchia tutto ciò che sporge, impara tardi dove sporcare, apre le porte, i cassetti, i trasportini; se vuole salta le recinzioni alte più di due metri; ti osserva e impara; è molto esuberante fino ad età adulta ed è difficile da lasciare solo.
FR: Pregi: Adesso è molto affettuosa (ha 15 mesi), molto legata ai componenti della famiglia, ma in modo particolare e quasi morboso a me. Mi segue ovunque, anche se mi alzo di notte, e viene a sistemarsi nella stanza in cui mi trovo. E’ intelligentissima (e questo è anche un difetto) e col metodo di lavoro che utilizziamo al campo è una cannonata. Al momento, ma non è ancora adulta (non ha avuto ancora il primo calore), va d’accordo con tutti i suoi simili ed è fin troppo socievole con le persone: per troppo mi riferisco all’irruenza delle sue manifestazioni, nel caso in cui le si dia confidenza. E’ un cane giocoso e dispettoso e la sua mimica è oltremodo accattivante.
Difetti: I primi mesi sono stati un inferno. Era selvatica. Non si faceva carezzare né manipolare e per riuscire a farlo ho dovuto lavorare un sacco. Come consigliatomi da altri proprietari ho dovuto fare una bella operazione di socializzazione, portandola fuori da subito, in modo da farle avere contatti con più persone e situazioni possibili. Molti tendono ad essere paurosi e timidi in maniera eccessiva. A casa ha demolito tutto. Ha imparato subito ad aprire porte, cassetti, frigo, microonde e quant’altro e alla mia idea di chiudere tutto con delle catenelle e lucchetti lei ha prontamente risposto sradicando completamente le porte (4 mesi…). Anche l’educazione alla pulizia domestica non è stata proprio una passeggiata. Lasciarla sola (assieme all’altro cane) ancora adesso è problematico. E’ un cane che richiede molto tempo e attenzioni, sfogo fisico e mentale, partecipa alla vita domestica in modo assoluto e pretende di farlo, (l’ho messo tra i difetti, anche se per me non lo è, anzi è quello che cercavo): non è un cane che può essere lasciato a se stesso o trova da solo come passare il tempo e sono dolori.
Credo che se non avessi avuto la “consulenza” di proprietari che erano già passati attraverso l’esperienza cucciolo-di-clc, e letto le loro esperienze PRIMA di prenderlo, e delle Educatrici del campo in seguito, sarebbe stata un’esperienza traumatizzante. Il cane col fascino del lupo, agile come un malinois e addestrabile come un pastore tedesco è uno slogan pericoloso che fa avvicinare alla razza le persone meno adatte e preparate. Il risultato è che stanno fioccando richieste di adozione per molti cani che hanno deluso le aspettative e molti finiscono nei canili.

3. Svolgi una attività pratica o sportiva con il tuo CLC?
LB: Attualmente lavoriamo sia al campo 2-3 volte alla settimana nell’ambito di Utilita’ e difesa che a casa con esercizi di obbedienza, piste e giochini di attivazione mentale vari.
FR: Frequentiamo regolarmente il campo (3 volte a settimana) e, compatibilmente con altre attività, lavoriamo a casa. Iniziato con corso “puppy” il giorno dopo il suo arrivo (meno male!) e abbiamo proseguito con l’Obedience. A maggio dovremmo avere l’esordio su un campo di gara. Agility come passatempo. Abbiamo provato l’addestramento in protezione civile, poi abbandonato per la gravosità dell’impegno (unito agli altri).

4. Racconta brevemente la tua esperienza con la razza nell’attività svolta.
LB: Appena preso il clc ci siamo affidati ad un’etologa che ci ha aiutati a mettere le basi per contenere l’irruenza della cucciola. Da li poi abbiamo iniziato a fare agility e obbedienza di base per instaurare un legame con lei. Abbiamo fatto i riporti insieme ai retriever con i dummy, le ricerche nel bosco obbedienza di gruppo, etc.. il tutto visto sotto l’aspetto ludico. Da questo siamo passati all’obbedienza più avanzata e da qualche mese frequentiamo un campo di utilità e difesa dove lavoriamo rispettando il clc e i suoi tempi senza mai forzare il cane. Tutto questo è stato svolto e viene tutt’ora svolto utilizzando esclusivamente i premietti in cibo, le coccole e il clicker.
FR: Il metodo gentile, utilizzato al campo che frequento, mi ha fatto innamorare del lavoro e del mio cane, cambiando radicalmente il modo di rapportarmi con lui e creando un legame sempre più stretto basato sulla fiducia e la collaborazione. Lei è particolarmente recettiva e la sua golosità aiuta negli esercizi più noiosi. E’ sempre una sorpresa positiva il modo in cui trova e propone le risposte. Notevole! Lei è entusiasta di lavorare e quando arriviamo al campo impazzisce per entrare. Meglio di così! Vista la sua sensibilità e potenziale testardaggine credo che qualsiasi altro metodo di lavoro avrebbe rovinato irrimediabilmente il suo carattere e non mi avrebbe fatto ottenere nulla.

5. Quali sono, secondo te, i pregi e i difetti della razza in questa attività?
LB: Il clc è un cane poco addestrabile e con bassi tempi di attenzione. Bisogna fare 2 ripetizioni, massimo 3 altrimenti si stanca. Bisogna variare spesso l’esercizio.
E’ un cane imprevedibile, uno spirito libero dotato di grande astuzia ed elevatissime capacità comprensive anche se spesso fa quello che vuole; è molto bravo nelle piste difficili mentre in quelle facili sembra annoiarsi. In agility è un cane troppo lungo per riuscire ad essere veloce. Ritengo che il clc sia molto bravo in obbedienza se l’obbedienza è impostata correttamente e senza metodi di coercizione. Il clc è un cane che non va mai picchiato nè lavorato duramente perchè è molto sensibile; se si fa quest’errore ci vorranno giorni se non settimane per recuperare la fiducia che il cane ripone in noi.
FR: Posso parlare solo per il mio cane. Il pregio assoluto, non so quanto frutto del suo DNA e quanto del lavoro svolto al campo, è che vive per me e pende dalle mie labbra. Fa quello che le chiedo e per quanto trovi irresistibili i suoi simili, quando lavora non tollera intromissioni. E’ molto intelligente e propositiva (qualche volta troppo) e soprattutto le piace lavorare. Un difetto che stiamo limando con buoni risultati è la sua irrequietezza e smania di fare che talvolta la porta a proporre di testa sua o ad anticipare il comando.
Un difetto nella razza direi che è la disomogeneità nel carattere che si riflette nelle potenzialità nel lavoro. L’altro clc che frequenta il campo è diametralmente opposto al mio.

6. Chi è, secondo te, il proprietario ideale di un CLC?
LB:
Il suo padrone ideale saprà essere per lui un capobranco giusto e coerente. Un amante degli animali con del tempo da dedicargli, molta pazienza e non alla prima esperienza, un vero leader. Una persona disposta a lavorare con il suo cane tutti i giorni; bastano 5 minuti al giorno ma deve farlo. Deve anche avere un posto dove mettere il cane quando in casa non c’è nessuno; basta una stanza che dovrà essere sacrificata senza rimpianti. Il padrone di un clc non deve essere attaccato alle cose materiali (che verranno distrutte quando meno se l’aspetta).
FR: Una persona con molto tempo da dedicare al cane, che lo consideri un componente attivo della famiglia, che sappia soddisfare le sue esigenze di moto, di attivazione mentale e di sfogo e gioco con i suoi simili di cui brama la presenza. Che abbia una dose infinita di pazienza per affrontare i danni (la distruttività è quasi la norma) ma soprattutto per creare, giorno per giorno, un rapporto sincero col cane. Che abbia l’umiltà di seguire da subito un corso di addestramento, anche per capire e interpretare correttamente mimica, comportamenti e vocalizzazioni che in questa razza sono portati all’estremo.

7. Di cosa ha bisogno un CLC per vivere felice?
LB:
Un clc, come tutti i cani, ha bisogno di vivere in un branco…. non importa se di lupi o persone e di aver ben chiara qual’e’ la sua posizione gerarchica.
FR: Della presenza del compagno bipede (il più possibile) e che questi abbia “polso”, ovvero sappia farsi riconoscere come indiscusso leader e sia in grado di capire e interpretare il comportamento del cane per “fronteggiare” i suoi tentativi di scalata gerarchica senza farsi spaventare né ricorrere a inutile violenza. Torna quindi il discorso della necessità di frequentare un campo in cui gli educatori siano preparati.

8. Quali caratteristiche ritieni importanti nella scelta di un cucciolo di famiglia?
LB:
E’ necessario immaginare quale tipo di vita si riuscirà a far fare al cane adulto e quindi farsi consigliare dall’allevatore che all’interno della cucciolata sapra’ sicuramente indicarci il cucciolo che meglio si adatta alle nostre esigenze. Se un cane deve fare la vita da famiglia consiglierei di scegliere un cucciolo tranquillo la cui mamma sia un cane tranquillo e ben socializzato.
FR: Se dovessi prendere un secondo cucciolo di questa razza, propenderei per un privato qualificato e appassionato della razza che abbia iniziato da subito il processo di socializzazione dei cuccioli. Gli allevatori non lo fanno e poi è tutta una conquista.

9. Quali caratteristiche ritieni importanti nella scelta di un cucciolo per l’attività che svolgete insieme?
LB:
Sicuramente la curiosità e la vivacità; un buon imprinting verso l’uomo; una mamma socializzata e ben disposta verso gli uomini. In generale ritengo molto importante conoscere i genitori del futuro cucciolo dal vivo; soprattutto la madre dovra’ essere ben socializzata e priva di fobie che altrimenti potrebbe trasmettere ai cuccioli nella prima fase dell’imprinting. A parità di qualità (genealogie, salute, displasie etc..) consiglio l’acquisto di un cucciolo di clc cresciuto in famiglia piuttosto che quelli cresciuti da genitori mal socializzati e tenuti liberi come dei lupi nei boschi.
FR: Non ho le competenze per dirlo. Avevo chiesto un cane per lavorare e ho avuto quello che chiedevo, non so se per fortuna o merito dell’allevatore. Di mio conosco i vari test per i cuccioli, ma non credo sarei in grado di valutare da solo.