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Io lo conosco bene:
Il Boxer

Le razze raccontate da chi con il cane ci vive, ci lavora.
Io lo conosco bene:
il Cane Lupo Cecoslovacco - il Boxer - il Jack Russel Terrier


IL BOXER
Il Boxer nella difesa sportiva
Il Boxer ha un carattere tipicamente molossoide: se addestrato con metodi coercitivi tende a chiudersi in se stesso, a eseguire gli esercizi senza gioia (testa bassa, movimenti lenti, atteggiamenti di paura verso il conduttore). Gli esercizi di obbedienza sono in genere la prova del nove per un conduttore di Boxer: una bella esecuzione, veloce e precisa, premia un bel lavoro, impostato sul rinforzo, la collaborazione e l’affiatamento.
L’obbedienza può essere un problema anche durante la fase di difesa. Il Boxer tende a non usare molto la bocca, ma quando impara, si diverte un sacco! Quando gioca a contendere la manica o il costume di tela, è difficile fermarlo…

Negli esercizi di fiuto su pista è capace di dimostrare piacere e concentrazione, ma può temere il caldo

Il Boxer in Obedience
L’Obedience è una disciplina nuova per il mondo cinofilo italiano, ma che vanta una lunga tradizione nei paesi anglosassoni e scandinavi. E’ nata per valutare la docilità e la capacità del cane di collaborare con il compagno umano, e per promuovere la corretta educazione e socializzazione di tutti i cani, attraverso esercizi di obbedienza di diversi gradi di difficoltà.
Sui campi italiani di Obedience si sono viste tantissime razze, alcune davvero insolite, come il Terranova, il Beagle, il West Highland White Terrier, il Siberian Husky. Sono due i Boxer Italiani che hanno partecipato di recente a una prova di primo grado, Watt del Ponte del Diavolo, maschio di 4 anni condotto da Cristina Vignolini, e Altaloma Omara, femmina di 3 anni condotta da Simona Martinengo. A tutte e due le conduttrici abbiamo rivolto alcune domande.


1. Il boxer è una razza ancora poco presente in questa disciplina, quali sono secondo te i motivi?
C.V.
Credo che vadano ricercati nello standard caratteriale della razza (che peraltro adoro); è un cane solido, estremamente socievole, ma poco docile, cosa che per alcuni è un difetto (non per me). Le pressioni cui soprattutto gli addestratori inesperti sottopongono i propri soggetti nell'insegnare gli esercizi di obbedienza, provocano in questi cani un atteggiamento di chiusura passiva, che i boxer dissimulano benissimo... e che i proprietari scambiano per cocciutaggine o peggio per stupidità. Sono certa che le nuove tecniche di lavoro  apriranno nuove possibilità a molte razze finora poco utilizzate nell'obedience. Personalmente ho visto il mio cane piano piano 'appassionarsi' al lavoro come mai era accaduto.
S.M. Scelgono tutti i border per competere! A parte questo, senza l'uso della coercizione è sicuramente possibile ottenere dei buoni risultati in questa disciplina anche con un boxer. In generale chi ha un boxer normalmente per l’addestramento fa riferimento a un campo boxer, ce ne sono moltissimi in italia, e nessuno che io conosca pratica l'obedience o l'agility, ma tutti educazione di base finalizzata al superamente delle prove boxer necessarie per i titoli di bellezza. Non c'è confronto con altre razze e con metodi di lavoro diversi. Sono pochi i boxeristi che scelgono specilità diverse da quelle solite per la razza (cal 3 e IPO).

2.Quali sono le difficoltà che hai incontrato?
C.V.
La cosa che mi è risultata più difficile è stato ottenere l'attivazione mentale del cane. Cosa che nell'obedience, più che in altre discipline, è essenziale. Una volta sbloccato il meccanismo, la crescita è esponenziale.
S.M. La mia prima esperienza con Altaloma Omara è stata nelle prove di utilità e difesa. Nell'obedience gli esercizi sono più complicati.....quindi ci vorrà più lavoro. La difficoltà maggiore è cancellare vecchie abilità apprese, sono come gli elefanti, non dimenticano, e prima o poi ci riprovano! Riuscire ad ottenere il comportamento giusto una volta non serve come in altre razze per avere un piccolo vantaggio la volta successiva, se hanno una cosa in testa sembrano chiudere il cervello. Sono testardi!

3.Cosa ti ha avvicinato al Boxer, e per quale motivo lo consiglieresti a una famiglia?
C.V.
Il mio primo incontro con il boxer è stato casuale, tipo 'voglio un cane, lo voglio di taglia medio-grande, con il pelo raso'. E' stato il mio primo cane. Ed è stato subito amore. Ho avuto ed ho cani di altre razze, li amo tutti per quello che sono... ma senza un boxer spero di non doverci stare mai.
S.M. E’ stato un caso, volevo un cane!  Se lo si educa a non saltare addosso a tutti è molto affidabile con le persone, difficilmente regisce a movimenti bruschi o pacche di sconosciuti o bambini, perchè è il suo stesso modo di esprimersi, a spintoni e zampate, ed essendo sicuro di sè non regisce per paura. Se ci sono bambini piccoli in casa farei però attenzione, da giovane può essere molto esuberante e una zampata o uno spintone può fare male, ... In casa il pelo corto, anche se si infila ovunque, da meno problemi di pulizia e di odore
E' un eterno giocherellone e coccolone, e se vengono da estranei ancor meglio: il padrone lo vedo sempre, meglio approfittarne :-) Non lo consiglio se si vuole un cane che se ne stia al suo posto, che faccia la guardia, che sia ubbidientissimo, che non crei problemi con gli altri cani, specie i maschi....

Il boxer in Agility
L’Agility è uno sport divertente e impegnativo. Cane e conduttore devono affrontare una sequenza di ostacoli, sempre diversa, con velocità e precisione. Tutti i cani possono partecipare, e tutti i cani possono divertirsi e fare attività fisica e mentale grazie all’Agility. Questa disciplina ha avuto un enorme successo in Italia, ma proprio la forte competizione ha in realtà ridotto il numero di razze rappresentate soprattutto nei gradi più elevati.

Sfogliando i risultati delle gare degli ultimi mesi, abbiamo trovato pochissimi Boxer rappresentati. Uno di questi è Argo detto Biro, maschio di 4 anni, di Monica Malanca. Alla conduttrice abbiamo rivolto le domande di rito.

1. Il boxer è una razza poco rappresentata in Agility in Italia, quali sono secondo te i motivi?
M.M.
Il problema principale è la velocità, non certo l’addestrabilità. Razze come il Border Collie e il Pastore Belga Malinois sono molto più competitive in questo sport. Inoltre chi decide di svolgere una attività sportiva con il boxer si rivolge più facilmente all’utilità e difesa. Io stessa ho iniziato per caso, quando il cane aveva già due anni e mezzo. Mi sono avvicinata all’Agility per il suo carattere, era impossibile tenerlo fermo, adorava giocare con la pallina o con il pallone.

2. Quali sono le difficoltà che hai incontrato?
M.M.
La maggiore difficoltà è stata l’attenzione, soprattutto nelle gare all’aperto. Biro si distrae facilmente per gli odori, gli altri cani. Anche a casa, gioca e si diverte finché la sua attenzione non viene attratta da qualcosa, cambia atteggiamento se viene stimolato il suo senso di protezione e di guardia.

3. Cosa ti ha avvicinato al Boxer, e per quale motivo lo consiglieresti a una famiglia?
M.M.
La scelta della razza è stata casuale. Quando però mi sono trovata davanti a Biro, che aveva 90 giorni ed era tutto orecchie, è stato amore a prima vista. Lo consiglio perché è un cane affidabile con i bambini, è giocherellone, ma è pronto a difendere le persone che ama nel momento del pericolo.