cd retriever

COMUNICARE CON IL CORPO


Credo che l’illuminazione mi sia venuta a causa di un problema tecnico. Il mio pc tanto per cambiare non funziona, la scheda audio fa sentire le voci come se metteste un 33 giri a 45. Un orrore. Così per un certo periodo mi sono trovata a guardare i video senza audio. Una vera sorpresa.
La prima cosa che ho scoperto è quanto i cani ci guardano. Ci guardano, ci osservano, ci spiano in continuazione. La seconda cosa che ho scoperto è che i cani guardano come ci muoviamo, cosa diciamo con il corpo. La terza cosa che ho scoperto è che diciamo molte più cose con il corpo di quante immaginiamo. Una vera sorpresa, quasi uno chock.

PAROLE E GESTI
I cani non parlano. Noi sì, e pure tanto. Gran parte della nostra comunicazione volontaria viaggia attraverso le parole, dette e scritte. Sappiamo tutti che dietro le parole ci sono i gesti, le espressioni, le posture, i comportamenti, ma quello a cui diamo più importanza sono le parole. Provate a ascoltare Beautiful senza guardarla. Capite tutto. Provate a togliere l’audio, e vi scoprirete fare attenzione a gesti che prima appena vedevate. I cani non parlano, e la loro attenzione è quasi tutta sui nostri gesti. Riconoscono alcune parole, sanno che se alziamo la voce siamo arrabbiati, lo sanno perché l’hanno imparato a loro spese, riconoscono il tono. Ma quando ci guardano in realtà ci stanno guardando, non ascoltando. Il nostro corpo parla in continuazione. Cosa dice? Ecco un piccolo vocabolario delle parole dette con il corpo…

Spalle piegate in avanti: insicurezza.
Quando le persone non si sentono sicure di poter controllare il cane, uno dei più tipici segnali che danno è piegarsi in avanti. E’ un modo per essere più vicini al cane, per poterlo controllare fisicamente. Le persone piegano le spalle in avanti quando danno un comando che credono non verrà ascoltato, quando vogliono sgridare il cane, quando lo chiamano… Un atteggiamento di sicurezza prevede spalle aperte e busto eretto.
Punta dei piedi e spalle in una direzione: andiamo lì.
Prendete un cane, mettetegli un guinzaglio, e uscite in passeggiata. Tutti i cani che conosco prima o poi vedono o fiutano qualcosa che gli interessa, e provano ad andarci. I cani tendono a trattarci come zavorre, il che è piuttosto normale dato che noi li trattiamo come sacchi di patate… Dunque, il cane tira per andare dove vuole. E il proprietario che fa? Sta fermo, e trattiene il cane. Ma… le vostre spalle e i vostri piedi dicono al cane dove volete andare. Se puntano nella stessa direzione, anche voi volete andarci, e allora, PERCHE’ NON VI MUOVETE?
Questo è un fenomeno ben conosciuto a chi fa agility, meno a chi porta a spasso il cane. Io l’ho scoperto per caso, facendo un esercizio in cui insegno al proprietario a insegnare al cane a ignorare gli stimoli esterni. In pratica metto del cibo a terra, e il proprietario deve insegnare al cane a ignorarlo, e a seguirlo di propria scelta. Bene, questo esercizio è tremendamente più facile per il cane se il proprietario evita di puntare piedi e spalle verso il cibo a terra. Provare per credere…

Tensione muscolare nelle spalle: sono arrabbiato
Anche questa è una osservazione nata durante uno stage. Il cane, al guinzaglio, ignorava completamente il conduttore. Oggi lo definirei disimpegno, ma già allora mi sembrava stress. Dopo minuti in cui non succedeva niente (il conduttore doveva cliccare ogni contatto visivo del cane, e il cane evitava con cura di guardarlo), chiedo al conduttore di rilassare i muscoli delle spalle. Il cane è girato di schiena. Il conduttore rilassa la tensione muscolare e, bum! Il cane si gira e lo guarda. I cani hanno una incredibile sensibilità ai segnali del corpo. Brevissime rigidità muscolari nel cane segnalano un forte stato di tensione, che può degenerare in un attacco. La stessa tensione muscolare dice al cane che siamo arrabbiati, e lo induce a evitare il conflitto cercando di ignorarci…

Atteggiamento eccitato: guai in vista
Di nuovo qualcosa che ho imparato durante uno stage (a volte penso che sono più le cose che imparo di quelle che insegno :- )). Questa volta è protagonista una ragazza con una Golden. Avete presente il tipico Golden buonino, tranquillo e desideroso di restare in pace con il mondo? Proprio così. La ragazza cercava di rendere la cagna più reattiva incitandola con la voce e con il corpo. Si muoveva velocemente, saltellava, batteva le mani, insomma, tutte quelle cose che facciamo per incitare qualcuno. La cagna era stressata e infelice. Chiedo alla ragazza di rallentare, e di andare alla velocità della cagna, e la Goldenina in poco tempo ricomincia a sorridere con gli occhi e con la coda. L’eccitazione, movimenti veloci, per il cane significano possibili guai. Un individuo eccitato può facilmente diventare aggressivo, e la rapidità dei movimenti è spesso associata a situazioni di attacco.

Movimenti lenti: guido io
Questo è l’opposto dell’esempio precedente. Anche qui uno dei due protagonisti è una Golden di 4 mesi. Tira al guinzaglio come una forsennata ogni volta che viene legata. Eccitazione? Gioia? No, stress. Tirare al guinzaglio ha sempre una componente di frustrazione (non poter fare ciò che vuole) e di stress. Chiedo al proprietario di camminare lentamente, e di fermarsi e mettere con gentilezza la cagna dietro di sé quando lo supera. In due giorni la cagna si trasforma. Quando è al guinzaglio lo guarda, e… lo segue! Fatica ancora a controllarsi in certe situazioni, ma è molto meno stressata. In questo caso è il cane che deve adattarsi alla vostra velocità, fare affidamento su di voi per la direzione di marcia.

Stare zitti o parlare?
Dato che il nostro corpo parla, è necessario dar fiato alla voce durante l’addestramento? Secondo alcuni addestratori, è preferibile stare zitti, e dare così al cane la possibilità di concentrarsi solo sulle informazioni avute dal clicker e dal rinforzo. Io non sono d’accordo. Molte persone fanno fatica a concentrarsi su se stessi, il clicker, il cibo, il guinzaglio, il cane. Tendono già naturalmente a zittirsi e irrigidirsi, nello sforzo di fare tutto giusto. Parlare aiuta a rilassarsi, a far fluire le emozioni positive, a far sentire al cane che siamo dalla sua parte. Parlare per noi è una via fondamentale per trasmettere informazioni, se usata bene non può che aiutare noi e il cane.