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Credo di aver imparato qualcosa di nuovo anche lultima volta che lho usato, un paio di giorni fa. Ho, abbiamo imparato a usarlo per comunicare con il cane a un livello mai raggiunto prima. Ad oggi mi sembra facile costruire una nuova abilità partendo da zero, o modificare un comportamento, o persino un atteggiamento emotivo del cane.
Negli ultimi mesi però mi sono un po stancata di essere considerata lesperta di clicker. Come se non facessi altro
Non ho smesso di usare il clicker quando voglio insegnare qualcosa a un cane, ma qualcosa è cambiato.
Comunicazione sociale
Tutto è cominciato con lo stage di Angela Stockdale a Roma. Angela è una persona che ha una straordinaria dote nel leggere i segnali sociali dei cani. Lo stage era sulle interazioni tra cane e cane, e sulla riabilitazione dei cani aggressivi attraverso luso di teaching dogs, cani scelti e modellati per questo compito. Niente addestramento, se si esclude una mini sessione di clicker training per insegnare a un cane a nascondersi dietro le gambe del proprietario.
Solo comunicazione sociale. Il lavoro di Angela mi ha stimolata a ricominciare a studiare il comportamento sociale dei cani. Avevamo già fatto qualcosa del genere con il progetto Ex-combattenti dellEnpa, nella valutazione del comportamento individuale dei cani, ma mi rendevo conto che cera di più.
Comunicazione emotiva
Quando si inizia una strada, è difficile vedere dove porterà. Io sono stata fortunata. Avrei potuto fermarmi lì, e invece cè stato il Master per Istruttori Cinofili di Pisa. Sono uno dei docenti, e visto che sono lesperta di clicker (credo), mi è stata affidata la parte pratica sullapprendimento. Ho letto articoli e pubblicazioni scientifiche per mesi, studiando la materia che mi era stata affidata.
Lobbiettivo era aggiornarmi, e integrare le mie conoscenze con quello che gli italiani definiscono cognitivismo. Quei mesi di studio hanno arricchito e approfondito le mie conoscenze teoriche, e hanno contribuito a mutare il mio approccio pratico.
No, non sono diventata una cognitivista, qualunque cosa voglia dire, ma ho definito una struttura teorica per quella che definivo comunicazione emotiva, oltre a concetti come la rappresentazione mentale e laspettativa (matching).
Clicker e attenzione al comportamento
In questi mesi ho pensato molto ai limiti del clicker training. In realtà non credo che siano limiti dello strumento, che rimane il più efficace nel trasmettere una informazione molto precisa e affidabile. Penso piuttosto che siano limiti umani nellusarlo. Io ho lavorato per molto tempo, e duramente, per imparare a capire il comportamento del cane, e modificarlo attraverso lapprendimento. Avere un clicker mi ha aiutata a capire i principi del rinforzo positivo.
Il rinforzo positivo è qualcosa di molto diverso dalla nostra naturale attitudine nelladdestramento.
Avere un clicker in mano mi ha aiutata a vedere laddestramento dalla parte del cane, diventare una attenta osservatrice dei comportamenti, e di come questi cambiano in risposta a una informazione data dalladdestratore. Ormai il mio pollice parte prima del mio cervello, dopo anni e anni, e qualche migliaio di cani lavorati, ho precise immagini mentali su cosa cliccare. In un certo senso, questa grande attenzione al comportamento del cane è uno dei limiti del clicker training. Si è così concentrati sul cane, sul dare linformazione sul comportamento corretto, che si perde il quadro generale.
Io ho sempre parlato, e ho sempre chiesto di parlare con i cani durante il lavoro. Per me è importante mantenere un contatto sociale, anche usando il clicker. Davvero non sopporto chi tratta i cani come topi da laboratorio (ma cè di peggio). Però gran parte della mia attenzione era sul cane, sul comportamento del cane.
Osservare il cane, osservare linterazione
Negli ultimi anni, in particolare nellultimo anno, ho imparato a allargare il campo visivo fino a comprendere il cane nel complesso, e la persona. Sento già chi commenta è ovvio che si debba guardare cane e proprietario!. Ovvio o no, non è facile. Non è facile gestire una grande massa di informazioni che arrivano in frazioni di secondo dal cane, dal proprietario (o addestratore), dallambiente. Non mi è facile spiegare cosa in realtà è cambiato, ma penso di aver acquisito una maggiore capacità di vedere il processo di comunicazione nel suo insieme.
Di aver identificato e valorizzato linterazione sociale, e di aver imparato a valutarne il potere come rinforzo. Di aver imparato a riconoscere con maggiore accuratezza lo stress (del cane, sul conduttore datemi tempo
), e a risolverlo in tempi e modi molto più efficaci.
In questo momento la mia attenzione è molto sulla persona. Sui segnali volontari e involontari, la comunicazione emotiva e sociale, persino sulla scelta dei criteri. Non ho difficoltà a scegliere i criteri nel lavoro con un cane, mi resta difficile con le persone. Ci vorrà tempo prima di riuscire a mettere a fuoco tutto!!!
Non solo clicker
Di fatto, negli ultimi mesi, spesso dimentico il clicker a casa. Non sto preparando un mio cane allagonismo, e chi lavora con me ha il proprio a portata di mano. Ma non ne ho uno non solo perché non mi serve, ma anche perché tendo a usarlo meno. Non mi curo se qualcuno non lo usa, anche quando ritengo sarebbe utile per aiutare il cane a capire. Se però non usarlo è causa di stress, chiedo che venga usato.
Uno dei migliori corsi che abbia mai fatto è con una femmina di Pastore Tedesco. I proprietari vengono da Milano a Alessandria per educare la giovane cagna. Con loro ho sperimentato questo nuovo approccio integrato (oolistico, mi verrebbe da dire), con risultati che trovo entusiasmanti.
Nellultima lezione hanno imparato a giocare con la palla con la cagna, senza usare un giocattolo o cibo come rinforzo, solo con la comunicazione sociale ed emotiva. La comunicazione non verbale nella gestione al guinzaglio (lavoro dei piedi per chi ci è già passato), il corridoio sociale, la collaborazione efficace con il cucciolo e le classi di comunicazione sono le novità introdotte nel lavoro. Ma ve ne parlerò con calma
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