cd retriever

L' ENCI e il RINFORZO POSITIVO

L’Enci ha pubblicato il disciplinare degli addestratori cinofili, assumendosi finalmente il ruolo di guida che le compete. L’educazione e l’addestramento sono un fenomeno in continua crescita,
e si sentiva da tempo il bisogno di regole e di un inquadramento professionale. Negli anni passati la situazione variava da un generoso fai da te a una spericolata conquista da selvaggio West.

LA SITUAZIONE
In futuro la situazione ci auguriamo diventi più chiara e definita. Le novità prevedono infatti un albo professionale, corsi e esami di formazione, e un codice deontologico. Proprio il secondo punto del codice è una chiara e forte presa di posizione da parte dell’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana sui metodi utilizzati dai professionisti dell’addestramento: “L’addestratore deve utilizzare unicamente sistemi di educazione basati sul rinforzo positivo finalizzando lo stesso al miglioramento della docilità e del controllo del cane.”
Rinforzo positivo: queste due parole nascono dalle ricerche compiute dagli studiosi di comportamento animale nei primi decenni del 1900. La psicologia animale ha osservato e descritto la capacità naturale degli animali di imparare, descrivendo i principi e i meccanismi che regolano l’apprendimento.

Rinforzo ha un significato scientifico preciso: un rinforzo è qualuque evento che aumenta la probabilità che un animale esibisca un certo comportamento. Mi siedo, ottengo un boccone. Mi siedo, smettono di premere sul mio posteriore. L’aspetto importante è che il comportamento aumenta per effetto del rinforzo. Se a questa parola aggiungiamo “positivo”, il senso però è che ciò che aumenta il comportamento è qualcosa che l’animale vuole, che all’animale piace.
Dunque:
rinforzo = il comportamento aumenta;
positivo = qualcosa che piace all’animale.

Il senso della frase è dunque evidente, usare unicamente il rinforzo positivo significa eliminare una volta per tutte eventi che possono portare a un risultato, ma sono negativi, spiacevoli per l’animale.

Insegnare in rinforzo positivo non significa avere un bocconcino o una pallina in mano e chiedere al cane “per favore, potresti mica sederti?”, adescandolo con ciò che gli piace. Questo è lavorare in stimolo, un metodo in cui il cane viene indotto a fare qualcosa facendogli vedere qualcosa che gli piace. Il cane impara a fare qualcosa solo in presenza di cibo. Nel rinforzo positivo il cane prima esibisce un certo comportamento, quindi impara che quello è il modo per ottenere ciò che vuole. Non solo cibo.
Anche se i bocconcini sono utili per dare al cane molte informazioni in tempi brevi, rinforzo è qualunque cosa aumenta un comportamento e piace al cane.


Potete insegnare al vostro amico a non tirare al guinzaglio per andare ad annusare un lampione, a farsi mettere il guinzaglio restando seduto per uscire in passeggiata, a guardarvi per andare a giocare con altri cani.
Il metodo basato sul rinforzo crea una collaborazione: il cane ottiene ciò che vuole attraverso di voi, e impara a ripetere certi comportamenti perché sono vantaggiosi per se stesso e per voi. E’ un sistema che educa non solo il cane, ma prima di tutto il proprietario, che impara a capire e comunicare con il cane, a rispondere a domande come: cosa vuole il cane? Come ottiene ciò che vuole? Impara quindi a dare al cane le corrette informazioni per educarlo e addestrarlo.


CLICKER, RINFORZO E CONDIZIONAMENTO
Il clicker training si basa sul rinforzo positivo. Il suono del clicker agisce da ponte tra il comportamento gradito e il rinforzo: da al cane l’informazione su quale comportamento verrà rinforzato. Il principio è quello naturale del rinforzo, tutti gli animali tendono a ripetere comportamenti che funzionano, comportamenti che l’animale associa a qualcosa di positivo. Forse la presenza di una scatola di plastica, e il suono un po’ metallico, hanno portato alcuni a vedere il clicker come uno strumento di plagio, qualcosa che induce il cane a comportarsi in modo non naturale. L’uso del clicker toglierebbe importanza al rapporto tra cane e padrone, rendendo l’apprendimento uno sterile esercizio di abilità da parte di chi addestra. Il clicker è un pezzo di plastica che fa click. Per quanto ci si sforzi, è difficile credere che un click e un bocconcino possano fare del male a un cane.

Certo, ci può essere chi sfrutta le potenzialità di questo attrezzo per dare informazioni sbagliate al cane, ma esistono ben altri strumenti e metodi per farlo. L’errore però è pensare che ciò che cambia il comportamento del cane è il click: è il rinforzo. Se fate click, e non date niente al cane, in poche ripetizioni il cane ignorerà del tutto questo suono. Il cane sceglie di ripetere un comportamento perché questo viene associato a un rinforzo, il click dice al cane con maggiore precisione quale comportamento funziona, tutto qui. Dunque, chi già usa il rinforzo positivo, applica gli stessi principi del clicker training. Anche chi lavora in stimolo, inducendo il comportamento con qualcosa che al cane piace, applica gli stessi principi: il cane ripete quel comportamento perché è quello che lo porta a ottenere ciò che vuole. Cambia solo come si ottiene il comportamento da rinforzare.

Quanto al rapporto, il clicker training è nato nei laboratori di ricerca, e ha solide basi teoriche, ma non può prescindere da un rapporto emotivo ed empatico con l’animale. Il nostro primo pensiero è il benessere dell’animale, e ridurre ogni forma di stress. Chi inizia a usare un clicker spesso è così concentrato a marcare il comportamento corretto da non accorgersi che il proprio atteggiamento influisce sulla capacità del cane di imparare. I cani prendono informazioni da tutto l’ambiente, non solo dal click. Una maggiore abilità porta ad essere più sciolti, più naturali, più dinamici e più allegri, e tutto questo non può che fare bene, a voi e al cane! Essere dalla parte del cane, con il cuore e non solo con la mente, è il nostro primo pensiero. Per questo abbiamo scelto di “usare unicamente sistemi di educazione basati sul rinforzo positivo”!!

Qui il documento ENCI ufficiale:
Disciplinare Addestratori Cinofili 2005
http://www.enci.it/documenti/DisciplinareAddestratori.pdf

Sotto un estratto con il Codice Deontologico

CODICE DEONTOLOGICO ADDESTRATORI CINOFILI
1. L’addestratore deve esercitare la propria attività con la massima professionalità, mantenendosi aggiornato sulle normative emanate dall’ENCI per quanto riguarda il suo lavoro e le manifestazioni cinofile alle quali partecipa o intende partecipare.
2. L' Addestratore deve utilizzare unicamente sistemi di educazione basati sul rinforzo positivo finalizzando lo stesso al miglioramento della docilità e del controllo del cane.
3. L’addestratore deve munirsi di strutture ed attrezzature idonee ad assicurare un adeguato trattamento igienico-sanitario ai cani a lui affidati.
4. L’addestratore non deve accettare più cani di quanti egli possa ragionevolmente addestrare, in considerazione, anche, delle strutture e dei mezzi di cui dispone.
5. L’addestratore deve mantenere con i clienti corretto contegno, impegnandosi a richiedere giusti compensi e per la sola attività effettivamente prestata, assecondandone i desideri e mantenendoli al corrente dei metodi impiegati, dei progressi e dei risultati ottenuti.
6. L’addestratore deve prodigarsi, per quanto nelle sue possibilità, nel conseguimento dei risultati sperati dal cliente e, quando avesse a ritenere il soggetto a lui affidato non in possesso delle qualità richieste, deve renderne edotto il cliente stesso, per consentirgli di assumere le decisioni che riterrà più opportune.
7. L’addestratore deve avvertire il cliente allorché ravvisi che il cane a lui affidato possa ritenersi potenzialmente pericoloso.
8. L’addestratore deve astenersi dal commentare criticamente l’operato ed il contegno dei colleghi, impegnandosi a rispettarne e comunque a non ostacolarne l’attività, anche nel corso di manifestazioni cinofile.
9. L’addestratore deve impegnarsi al più assoluto rispetto delle norme che regolano le manifestazioni cinofile, favorendo l’operato di organizzatori, concorrenti ed esperti giudici ed evitando di commentare giudizi riguardanti sia cani da lui presentati che altri concorrenti.
10. L’addestratore non deve presentare soggetti a lui affidati in manifestazioni cinofile in cui prestino attività di esperto giudice il proprietario dei cani suddetti, o famigliari, o conviventi del proprietario.
11. Una condanna definitiva per maltrattamento d’animali comporterà la radiazione dall’albo degli addestratori.