cd retriever

IL DISIMPEGNO

Forse avete sentito parlare dei “segnali di calma”.
Sono atteggiamenti e comportamenti che il cane esibisce quando è in una situazione di stress,
per segnalare il proprio stato emotivo e per evitare un conflitto.


Cane fantasia maschio in postura eretta e atteggiamento minaccioso: coda verticale, testa eretta, sguardo fisso, rigidità muscolare, bocca chiusa, asse del corpo orientato verso l'altro cane.


Inizio del "disimpegno": il cane abbassa la testa, la muscolatura si rilassa (bocca aperta), il cane inizia a modificare l'orientamento dell'asse del corpo.


Il maschio di cane fantasia è in piena fase di disimpegno: l'asse del corpo è perpendicolare all'altro cane, il guinzaglio non è teso, il cane annusa a terra, negli istanti successivi verrà anche abbassata ulteriormente la coda.
E' il momento di allontanarsi!

Li ha descritti per primo l’etologo Michael Fox, nel 1969 (Behaviour of Wolves, Dogs and related canids). Li ha divulgati la norvegese Turid Rugaas, con un libricino stampato nel 1997 e diventato un best seller tra i cinofili di tutto il mondo (On talking terms with dogs, calming signals).
Oggi sappiamo che i segnali di calma descritti dalla Rugaas sono solo una piccola parte dei segnali che possiamo leggere nel cane. Un occhio esperto (e istruito), può interpretare con grande accuratezza il linguaggio silenzioso del cane.


Segnali di calma, e non solo…
Quando abbiamo iniziato i test di valutazione del temperamento dei pit bull del progetto Ex-combattenti dell’Enpa, e dei cani del canile del nostro “gruppo di controllo”, avevamo bene in mente tutti i segnali descritti da Turid Rugaas, Patricia McConnel, Sue Sternberg (congresso di Bruges). Leggere i segnali dei cani non solo è parte della chiave di lettura del loro comportamento, ma ci ha anche evitato situazioni a rischio.
Un piccolo “freeze”, una rapida tensione muscolare che porta il cane a “congelarsi” per un istante, il muso chiuso che per un istante ti punta, l’assenza di segnali di amicizia, lo stare immobile…
I cani non reagiscono mai senza un preavviso. Il problema è la nostra capacità di leggere quello che stanno dicendo. I cani sussurrano, non gridano. Ma il nostro occhio era allenato a vedere e interpretare ogni minimo segnale di stress, di pacificazione, di amicizia, di aggressività o di paura.

Il test di valutazione del temperamento individuale
Uno dei test era valutare la reazione di un cane alla presenza di un altro cane. Per il test abbiamo scelto un grosso lupone nero tigrato, un giovane maschio adulto molto abile nella comunicazione sociale, Eric. Il test prevedeva che il cane da valutare venisse portato al guinzaglio in un certo punto, e quindi Eric veniva avvicinato fino a cinque metri. Il conduttore di Eric si fermava, e tutti e due i conduttori rimanevano fermi per 60”. Se il cane valutato superava questa prima fase, Eric veniva avvicinato di altri 2,5 metri, e restava fermo per altri 60”.
Ultima fase, Eric veniva avvicinato fino a un contatto naso/naso, per altri 60”. Il test veniva interrotto se i cani erano palesemente a disagio, o il cane valutato dimostrava un comportamento aggressivo. Per avere una indicazione sul comportamento dei cani, avevamo scelto di arrivare alla fine dei 60” a cinque metri. I cani valutati erano maschi e femmine adulti, metà di razza pit bull, metà cani del canile non di razza o di razze diverse dal pit bull.

Un risultato inaspettato
Dovendo valutare cani sequestrati ai combattimenti, e cani che vivono ogni giorno lo stress del canile, ci aspettavamo fulmini e saette: cani che tirano al guinzaglio, abbaiano, ringhiano, minacciano… Tornando verso casa, ripensavo ai test. Su 17 cani valutati, solo due avevano dato dei problemi: Sam, cane da combattimento coperto di cicatrici, era andato sotto stress e si era messo ad abbaiare; Adolfo, anziano Rottweiler, aveva fissato e ringhiato a Eric, e avevamo interrotto il test. Tutti gli altri, pit e non pit, maschi e femmine, avevano seguito uno schema simile di comportamento… non avevano fatto niente.
Alcuni di loro, come il beagle Twist, il meticcio Fiocco, il pit bull Wolly, avevano esibito posture erette (testa alta, coda verticale, corpo rigido, zampe tese, sulla punta dei piedi), sguardo puntato e fisso, asse del corpo orientato verso l’altro cane, guinzaglio teso.
Eravamo pronti alla rissa, e invece… niente. In pochi secondi il cane abbassava la testa, distoglieva lo sguardo, ruotava l’asse del corpo in modo da trovarsi perpendicolare all’altro cane, abbassava la coda, rilassava la muscolatura, riduceva la tensione sul guinzaglio, annusava a terra. L’ultima fase era ignorare l’altro cane. Non ci sei, non ti vedo. O anche: voglio andarmene da qui.

Il disimpegno
I singoli segnali sono quelli descritti dai vari autori, ma il quadro di insieme era qualcosa di nuovo. I cani evitavano il conflitto interrompendo l’interazione sociale. Se ci pensate, chi non lo fa? Quello che era straordinario era l’abilità con cui i cani riuscivano a gestire una situazione rischiosa, con una strategia che a me venne da definire “disengagement”, disimpegno.
Il disimpegno non è altro che questo: evitare un conflitto interrompendo l’interazione sociale. Tutti i cani sanno farlo, e lo fanno in ogni interazione sociale stressante. Da quel giorno, da quando ho imparato a osservare il disimpegno, vedo cani scegliere questa strategia in ogni tipo di situazione: nell’addestramento, con bambini, con gatti, con cavalli, con altri cani. I sintomi del disimpegno sono un apparente disinteresse verso un individuo o una situazione. Il cane sembra ignorare la presenza dell’altro individuo. In realtà i cani sono perfettamente coscienti della sua presenza, ma agiscono come se non ci fosse.
Questa femmina di pastore tedesco ha dimostrato attenzioni amichevoli verso la bambola, ma forse stressata dalla situazione anomala, evita successive interazioni. Il suo è il tipico atteggiamento di un cane in disimpegno. In una situazione come questa il messaggio è chiaro: non voglio fare amicizia!

Effetti collaterali
Aggressività al guinzaglio.
Il vostro cucciolone sta crescendo bene, ma nella fase della pubertà vi sta dando qualche problema. Uno di questi è che punta gli altri cani, e visto che non può andare a conoscerli tutti, lo trascinate via. Sta diventando più aggressivo, adesso li punta, tira al guinzaglio, abbaia e ogni tanto ringhia persino. Vi sentite in imbarazzo e lo tirate via. Quale strategia ha funzionato per il cane per risolvere una situazione di conflitto? L’aggressività.
Disimpegno. Come abbiamo osservato nei test, i cani sanno evitare un conflitto. Se il vostro cane ha dimenticato come si fa, potete aiutarlo a recuperare questa abilità. Il secondo cane deve essere fermo. Aspettate che il vostro cane entri in disimpegno, quindi allontanatevi. Tutti i cani sanno farlo, anche se alcuni lo “dimenticano” a causa di una errata gestione al guinzaglio.
Il cane non mi guarda.
Succede spesso durante l’addestramento. Se per qualunque ragione il cane è in conflitto con voi (uso di punizioni, tensione emotiva, insicurezza, aggressività vostra, stress causato da altri fattori), o è in stress, la strategia che userà sarà quella del disimpegno: ignorarvi.
Disimpegno. Se il cane vi ignora, la causa può essere lo stress o il conflitto. In questo caso dovete capire le cause della tensione, e risolverle. Non richiamate il cane, e non forzatelo a guardarvi e obbedirvi. Non ne è in grado. Aspettate che il cane torni da voi, e ricominciate. Riducendo lo stress, il cane non perderà più l’attenzione e il contatto con voi.
Socializzare con estranei e bambini.
Incontrate una allegra famigliola, e il papà dice alla bambina, “guarda che bel cagnetto! Chiedi al signore di fargli una cara”. Papà e bimba si avvicinano, il cane allunga il muso e quindi si gira, e li ignora. Il cane vi sta dicendo che in quel momento non vuole interagire con quelle persone. Dategli ascolto!
Disimpegno. I segnali di disimpegno dovrebbero essere correttamente letti e interpretati dai proprietari. Se il cane ignora una persona, un animale, un oggetto, quello che sta cercando di fare è evitare un conflitto. Non forzatelo, non costringetelo o le uniche strategie alternative saranno la fuga o l’aggressione.