cd retriever

CLICKER BOOM!

Il clicker sta diventando la nuova moda nell’addestramento?
Come riconoscere un vero “Clicker Trainer”?

In una recente discussione sul clicker training in un forum, ho perso la pazienza. Il clicker ormai è un argomento frequente, e i commenti che causa vanno dal provocatorio “se qualcuno usa un clicker sul mio campo, lo butto fuori a calci”, al saputo “lo usava già Skinner nel 1960”, all’incomprensibile “non mi piace perché non voglio che il mio cane sia condizionato”.
Non ricordo su quale di questi atteggiamenti ho perso la pazienza, ma il risultato è stata una spiacevole caduta di stile. Ho scritto con tono saccente che entro due anni il clicker sarà una realtà nella maggior parte dei campi cinofili, in qualunque disciplina. Dall’Obedience, all’Utilità e Difesa, dalla riabilitazione, alle esposizioni.
Chiedo scusa, ho sbagliato.
L’esplosione del clicker non avverrà in due anni.
Avverrà molto prima.

STRUMENTO E TECNOLOGIA
In natura, la base del cambiamento è la selezione. La base della selezione, è la competizione. Non c’è selezione se non c’è competizione. Tradotto in termini di cambiamento culturale, la selezione avviene quando nella competizione viene introdotto uno strumento, un metodo, una tecnologia che permette di ottenere un vantaggio. Nelle gare di vela, la forma e il materiale usato per la chiglia può fare la differenza: vincere o perdere.
Al recente congresso di Orlando (la Clicker Expo), Karen Pryor nell’introduzione ha fatto alcune considerazioni notevoli. La prima è che il successo del clicker training non è legato al suo essere un metodo “gentile”. E’ legato allo straordinario potere di questo strumento nella comunicazione e nell’apprendimento. Il termine inglese rende meglio il concetto: “powerful”.

La seconda considerazione è che il clicker training unisce persone che hanno interessi diversi nella cinofilia, l’agonismo, la riabilitazione, la ricerca scientifica, l’utilizzo pratico del cane, l’educazione, perché tutti condividono qualcosa: tutti utilizzano la stessa tecnologia. Il clicker training è questo: uno strumento di straordinaria efficacia nella comunicazione e l’apprendimento e una nuova tecnologia, che sta mostrando in questi anni tutte le sue potenzialità.

CLICKER E BADILE
Il clicker è ormai una realtà anche nel mondo cinofilo italiano. Due giorni fa un perfetto estraneo (che è rimasto tale, dato che non si è presentato), mi ha chiesto di vendergli 30 clicker. Il clicker è usato dalla maggior parte del popolo dell’Obedience, sta diventando una realtà nell’Agility, è utilizzato nei corsi di educazione e nei programmi di riabilitazione. Sta diventando comune nei campi di Protezione Civile.
Un anno fa ai nostri corsi erano frequentati dagli allievi (che spesso avevano paura a tornare al proprio campo e usare il clicker), oggi si iscrivono gli istruttori.
Qualcuno si pone il dubbio di COME viene usato il clicker. Non tutti quelli che ne hanno uno in mano hanno le conoscenze teoriche e l’esperienza pratica per essere dei clicker trainer. Molti lo usano semplicemente per fare click. Fanno click quando il cane fa qualcosa che gli piace (Seduto, click, boccone), il che è decisamente diverso da fare clicker training. Ma è comunque un inizio, ed è meglio di altro. C’è chi fa click e NON rinforza (mah…). C’è anche chi segue una filosofia “clicker e badile”. Quando l’ho raccontato a Kay Laurence ha creduto volessi dire che danno bocconi a badilate. Devo ancora spiegarle che “badile” si riferisce a ben altro…

COME DIVENTARE E COME RICONOSCERE UN CLICKER TRAINER?
Uno dei modi più semplici per imparare a usare il clicker è trovare qualcuno che lo sa usare, e farselo spiegare. Non in teoria, IN PRATICA. Potete leggere tutto lo scibile umano sui meccanismi di apprendimento, rinforzo selettivo, modellamento… ma se non avete davanti un cane, un clicker, una montagna di bocconcini, non riuscirete mai a venirne a capo. Il clicker training richiede teoria e richiede pratica. Tantissima pratica.
Per lavorare in pratica in clicker training, dovete seguire dei passaggi obbligati:
- ottenere il comportamento che volete rinforzare
- aumentare la frequenza di quel comportamento
- raggiungere il criterio stabilito
- associare un segnale
E questo è solo l’inizio!




Riconoscere un Clicker Trainer non è difficile.
- Non usa MAI coercizione, inibizione, manipolazione. Può guidare il cane, toccarlo per fargli le feste, ma non usa “clicker e badile”, tanto per capirci.
- E’ in grado di dimostrarvi IN PRATICA come ottenere il comportamento da rinforzare (in stimolo, rinforzo o condizionamento classico). Sa usare fantasia ed esperienza per ottenere il comportamento che vuole rinforzare. Nel clicker training non esistono ricette “si fa così”. E’ possibile ottenere lo stesso risultato seguendo strade diverse.
- E’ in grado di definire CRITERI, PROCEDIMENTI e di dimostrarvi IN PRATICA i risultati. Un clicker trainer non vi fa vedere quanto è bravo il proprio cane. Il risultato è importante, ma lo sono ancora di più le strategie seguite per ottenerlo. Come dice la filosofia zen, la felicità è la strada, non la meta.
- E’ in grado di quantificare il comportamento, determinare quindi se il procedimento seguito ha portato a un aumento dell’intensità, la frequenza, la fluenza o la qualità del comportamento.
- E’ in grado di modificare il comportamento del cane rinforzando selettivamente un comportamento alternativo incompatibile. Questa è un po’ complessa, ma significa che invece di lavorare sul problema, fa in modo che in quella situazione il cane sia in grado di fare altro. Se il cane mastica il riporto, non inibisce il masticare, insegna al cane a tenere con presa continua. Se il cane è aggressivo, recupera l’abilità naturale a evitare conflitti.

ENTUSIASTA O SCETTICO?
L’arrivo del clicker nel panorama culturale cinofilo italiano ha causato diverse reazioni.
Gli entusiasti.
Libri su libri rigorosamente in inglese sulla scrivania, clicker in una mano, ci siamo ritrovati anni fa in quattro gatti a cercare di capirci qualcosa. I clicker erano enormi, con le linguette che si arrugginivano. Il clicker training si è evoluto enormemente negli ultimi due, tre anni. Gli entusiasti sono quelli che corrono di qua e di là come trottole per saperne sempre di più, e non pensano neanche per un attimo di aver già capito tutto.
I saputi.
Sono quelli che loro il libro di Skinner l’hanno letto quando è stato pubblicato, e il primo clicker l’hanno comprato in America nel 1986 (i primi clicker sono entrati in commercio nel 1994…). Sono quelli che il clicker lo usano da una vita, e non hanno più bisogno di imparare niente da nessuno.

I curiosi.
I curiosi sono una piacevole categoria. Invece di stare a sentenziare da distanza di sicurezza, provano ad avvicinarsi, ad assaggiare. E spesso gli piace. Tanto da non poterne più fare a meno. Il tipico curioso inizia a usare il clicker “per fare le posizioni a distanza” o “per fare la condotta in obbedienza” o “con il mio cane, agli altri non lo faccio vedere sennò chissà come lo usano!”. I curiosi tendono a trasformarsi, nel tempo, in entusiasti o in saputi.
Gli scettici.
Sono quelli “so cos’è, ma non ne ho bisogno”. Altri commenti tipici “non mi piace perché condiziona il cane, io non voglio che il mio cane sia condizionato”. “L’ho visto usare, ed è come dire bravo. Io preferisco dire bravo”. “Va bene solo per i cuccioli e nei corsi di educazione, con i Labrador e i Golden”. Filosofia del forse funziona ma…
Gli arrabbiati.
Secondo Karen Pryor l’aggressività si manifesta quando nella competizione un altro ha un vantaggio che noi non abbiamo. E’ un sintomo normale in una fase di cambiamento. L’aggressività indica che la persona ha preso coscienza dell’esistenza di qualcosa di diverso, e cerca di resistere al cambiamento. Il termine che ha usato, me lo sono scritto per non dimenticarlo, è “extintion induced aggression”. Aggressività indotta dall’estinzione. Estinzione è un termine scientifico che descrive il momento in cui un comportamento che in precedenza funzionava, non funziona più (o qualcos’altro funziona meglio…).