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Questo è il protagonista, ritratto il primo giorno, durante la prima sessione di lavoro. Il cane in pochi minuti ha già imparato a sedersi, e guarda il proprietario che si sta avvicinando. Io tengo le braccia vicino al corpo per evitare involontarie tensioni o trazioni. Tutto ciò che avviene sul guinzaglio è causato dal cane. La posizione, con un piede in avanti e uno indietro, mi evita di cadere o di sbilanciarmi se il cane tira. Anche uno spostamento di pochi centimetri in avanti può significare un rinforzo di quel comportamento (tirare) per il cane.

Eccoci ripresi immediatamente dopo, nel momento in cui il proprietario è in grado di avvicinarsi al cane tanto da toccarlo. E' di fronte, perché ancora gli è difficile arrivare vicino al cane senza indurlo ad alzarsi e saltare o tirare. E non è piegato, come potrebbe, perché anche questo atteggiamento in realtà può rendere più difficile al cane mantenere l'auto controllo. Il cane viene rinforzato per un comportamento incompatibile con lo stress e l'eccitazione: rimanere seduto. Il respiro è regolare, e il cane sta imparando a rilassarsi.
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Il Golden Retriever Club Italiano mi chiede di organizzare uno stage di clicker training, e accetto volentieri. Ci sono molti iscritti, e molti cani, ma grazie al ben noto carattere tollerante e socievole dei Golden, tutto è sotto controllo. Proprio tutto? No, si sente un cane abbaiare, è un maschio di Labrador giovane ed eccitabile, e cè il giovane proprietario di un Golden in evidente difficoltà. Da quando entra nel bel parco della villa che ci ospita, il proprietario del Golden fatica a tenere il cane al guinzaglio.
Un forte stress
Il bel maschio di Golden, di due anni, tira come un forsennato verso cani e persone, è eccitato e stressato allo stesso tempo, fuori controllo. Il cane tira al guinzaglio fino a soffocarsi, abbaia a tutti, non riesce assolutamente a rilassarsi. Cosa rende quel cane così stressato? Mi avvicino al proprietario, e iniziamo a chiacchierare. E molto affezionato al cane, ed è imbarazzato dal suo comportamento, ma non ha mai, in nessun momento, atteggiamenti negativi sul cane. Questo mi piace. Quello che mi piace meno è come i due vivono una situazione che dovrebbe essere gradevole, se non proprio divertente: un bel parco verde, persone e cani rilassati. Parlando, scopro che il cane ha ricevuto una infarinatura di addestramento alla ricerca, e vive con il giovane proprietario e i genitori, che faticano molto a gestirlo. Lunico che riesce a portarlo fuori, a causa del fortissimo tirare, è lui.
Le cause
Nei pochi mesi di frequentazione di un campo di ricerca, il cane è stato molto stimolato e rinforzato per labbaio, e ha imparato ad abbaiare non solo ogni volta che vuole qualcosa di piacevole, ma anche ogni volta che è in una situazione di conflitto. Qualunque sia il problema, labbaio è la risposta. Questo gli hanno insegnato. Come ogni comportamento rinforzato ma non condizionato, per di più con una componente emotiva, il proprietario ne ha perso presto ogni controllo. Laltro problema, per strano che possa sembrare, è lenorme affetto del ragazzo verso il cane. Non sa come gestirlo, e cerca in ogni modo di aiutarlo, purtroppo peggiorando la situazione. Segue il cane quando tira, lo fa tirare in passeggiata prima di liberarlo a correre libero e a giocare in acqua, da attenzione al cane quando non lo guarda, cerca di calmarlo accarezzandolo e parlandogli quando è eccitato, abbaia e tira come un pazzo. Il cane non lo guarda mai, è completamente proiettato verso persone e cani estranei, verso i quali tira fino a soffocarsi.
Primo intervento
Quando addestrate, educate o riabilitate un cane, il primo problema è ottenere che il cane esibisca il comportamento che volete rinforzare. Esistono varie strade per ottenerlo, che dipendono dalle sensibilità, dallesperienza e dalla competenza di chi sta lavorando. La nostra esperienza ci ha insegnato che in casi come questi è molto utile un semplice esercizio di auto controllo. Lo insegniamo nei corsi cuccioli, e nei corsi base. Il principio è far capire al cane che il comportamento che funziona è lauto controllo. Il proprietario si allontana dal cane, tenuto al guinzaglio o legato in un punto sicuro. Il proprietario rimane a vista, a circa 6/7 metri dal cane. E una normale situazione di breve distacco, che può succedere ogni giorno, e che nella maggior parte dei cani è facilmente tollerata, soprattutto se appresa da cuccioli. Tutti i cani possono imparare a rimanere tranquilli in quella situazione, se il comportamento che funziona, che fa tornare il proprietario, è un comportamento di calma e di auto controllo. Se il cane ottiene ciò che vuole, far riavvicinare il proprietario, abbaiando, tirando e saltando eccitato, è quello che rifarà la volta dopo. Prendo il guinzaglio in mano, e chiedo al proprietario di allontanarsi di circa tre metri. Resto ferma, il cane tira con tutta la sua forza, come peraltro ha fatto per tutto il tempo che è rimasto nel parco. E normale: questo comportamento è infatti stato rinforzato involontariamente dal proprietario. Tira, tira e tira. Poi si ferma. Deve prendere fiato. E il momento per far tornare il proprietario. Non appena si avvicina, il cane ricomincia a tirare. Il proprietario torna indietro: non è questo il comportamento che vogliamo rinforzare. Dopo tre o quattro tentativi, il cane riduce la pressione sul guinzaglio, un chiaro segno che sta iniziando ad associare il comportamento alternativo al rinforzo (non tiro = torna il mio compagno umano). In circa un quarto dora il risultato è incoraggiante: il cane rimane seduto, e il proprietario ha la possibilità di restargli vicino e accarezzarlo per rinforzare uno stato di calma, e di rilassamento. E la prima volta, mi racconta, che riesce a stare vicino al cane fuori casa e accarezzarlo.
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Gli sviluppi
Il mattino successivo sono già al lavoro. Sono uno vicino allaltro, il cane guarda persone e cani entrare nel parco, rimanendo sdraiato e facendosi coccolare. Guarda il proprietario, ne cerca il contatto visivo e fisico. La mia sensazione, confermata dagli eventi, è che quel cane sia in realtà il tipico Golden pacioccone, affettuoso ed equilibrato, e che il comportamento che esibiva fosse causato da errori involontari nella gestione. Benché il risultato sia incoraggiante, ci sarà ancora molto da lavorare, per migliorare il rapporto tra i due, e del cane con il mondo esterno.
NOTE TECNICHE
Lobbiettivo di questo esercizio è insegnare al cane un comportamento alternativo incompatibile con lo stress e leccitazione. Il cane impara che la miglior strategia per far tornare indietro il proprietario è esibire un comportamento di auto controllo: stare zitto, sedersi, sdraiarsi
Se il cane è molto eccitabile, è utile che sia anche la persona che tiene il guinzaglio a rinforzare, ma in genere il rinforzo è costituito dal ritorno del proprietario. Cani che sono stati involontariamente rinforzati dai proprietari per comportamenti di eccitazione, come tirare, abbaiare, saltare addosso, possono avere una reazione più forte nel momento in cui questi comportamenti non funzionano più. E una reazione normale, causata dal picco di estinzione: un comportamento che in passato ha funzionato, e che smette di funzionare.
Il primo effetto è un intensificarsi del comportamento. Lasciate il cucciolo da solo in una stanza, e il cucciolo prima guaisce, poi urla. Vi preoccupate per la reazione dei vicini, e andate dal cane. Questo rende il comportamento sempre più intenso e frequente. Sia che usiate un supporto solido e sicuro, sia che teniate il guinzaglio, è molto importante che le uniche trazioni sul guinzaglio siano quelle applicate dal cane. Non strattonate e non tirate, neppure involontariamente. Il cane deve essere libero di scegliere quale comportamento esibire: se vuole tirare, deve poter tirare. Deve semplicemente scoprire che quel comportamento non funziona, o non funziona più.
E estremamente importante il tempismo del proprietario: DEVE tornare dal cane non appena questi esibisce un comportamento alternativo gradito, fosse anche solo smettere di abbaiare per un secondo. Allo stesso modo, DEVE fermarsi (o indietreggiare) di qualche passo se il cane ricomincia a tirare e saltare. In questo modo il cane ha la possibilità di discriminare facilmente gli effetti del proprio comportamento, scoprendo in pochi minuti che può controllare lambiente in cui si trova: basta sedersi et voilà, il proprietario torna indietro! E un esercizio da ripetere poche volte, soprattutto se il cane è realmente eccitabile e fatica a mantenere lauto controllo.
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ABBAIARE DA STRESS
Tutti noi conosciamo la scena: un cane al guinzaglio vede un altro cane, drizza la testa, drizza la coda, drizza il pelo, e inizia ad abbaiare furiosamente. Questo abbaio è un sintomo di ansia, di frustrazione e di stress. E il tipo di comportamento esibito dal giovane Labrardor maschio, che vorrebbe precipitarsi verso ogni cane presente allo stage, ma è costretto dal guinzaglio a mantenere le distanze. E anche il tipico comportamento di un cane ansioso, che cerca di tenere lontano gli altri cani abbaiando per farsi notare e per intimidirli. Se questa scena fosse in un libro del Dottor Doolittle, potremmo tradurre il sonoro come un Mi hai visto? Sono qui! Stai lontano! Stai lontano o guai a te!!. Nel caso del Golden cè una componente diversa, lapprendimento. Il Golden ha seguito un corso di addestramento per cani da ricerca. Ha imparato ad abbaiare per segnalare la presenza del figurante. Non ha però imparato che abbaiare funziona solo in quella situazione. Il timore del proprietario di inibire labbaio di ricerca lo ha portato ad accettare il comportamento anche nella vita quotidiana. Questo però ha insegnato al Golden che abbaiare è una strategia vincente per ottenere attenzione, per andare in una certa direzione, per avvicinarsi a un cane o una persona
La frustrazione in questo caso nasce da una cattiva comunicazione: il cane è convinto, perché così gli hanno insegnato, che può ottenere ciò che vuole con labbaio. Questo comportamento però funziona solo ogni tanto, e questa imprevedibilità della ricompensa lo porta ad abbaiare più forte, più a lungo, quando è incerto sullesito. La sessione di rieducazione è servita per insegnare al cane che quando non funziona abbaiare, funzionano altri comportamenti, come sedersi, guardare il compagno umano, rilassarsi, collaborare. Il Golden ha risposto in tempi molto brevi allinsegnamento perché quellabbaio isterico è causato da un errore di educazione, e non è tipico del suo temperamento.
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