cd retriever

UN ANNO CON I PIT

I pit bull sono un argomento di grande interesse. Ci sono i pit che attaccano le persone.
Ci sono i pit usati nei combattimenti clandestini.
Ci sono i pit “buoni”, compagni atletici, ma affettuosi e affidabili come qualunque altro cane.

Qualunque sia il vostro punto di vista, tutti i provvedimenti presi contro i cani, sono nella sostanza provvedimenti contro il pit bull. Le informazioni più o meno fantasiose legate a questo cane si possono combattere solo con dei dati di fatto. Il progetto Enpa “ex-combattenti” è un dato di fatto. Si tratta di un progetto scientifico, uno studio per capire le caratteristiche di questi cani, la possibilità di sottrarli al mondo dei combattimenti e inserirli in famiglia.

Il progetto “Ex-combattenti”
L’ Enpa ha affidato a un gruppo di esperti il progetto di riabilitazione di 22 cani sequestrati, oggi di proprietà dell’ Enpa. Dei 22 cani, 18 fanno parte di un programma di adozione a distanza.
Il gruppo di lavoro oggi comprende: Carlo Magnoli, studente di Psicologia e istruttore cinofilo, Lisa Corradi, veterinaria e laureanda al corso di laurea specialistica in Comportamento, Alessandra Bourquin, biologa e comportamentista, e la sottoscritta, Alexa Capra, responsabile e coordinatrice del progetto.
Il progetto di lavoro prevede tre fasi: i test di temperamento, la “riabilitazione” e, se possibile, l’adozione.


Le attitudini e i test di temperamento
Tutti i cani si comportano da cane. E’ quello che si definisce un comportamento specie-specifico, tipico di una specie. I cani però sono degli specialisti, alcune razze sono nate per svolgere un compito particolare, e questo ha determinato il loro aspetto fisico e le loro attitudini. I pit bull sono nati per combattere contro altri cani, e ancora oggi sono usati in questa brutale attività. L’utilizzo nei combattimenti ha selezionato un fisico atletico, muscoloso e agile, il pelo raso (che io ritengo riduca notevolmente la probabilità di infezione delle ferite), la testa massiccia, la taglia contenuta. Il temperamento tipico dei pit bull è molto confidente, poco aggressivo verso le persone. La pericolosità dei pit bull deriva da una forte eccitabilità predatoria, e l’attitudine ad attaccare qualunque avversario sia percepito come “preda”.

Attaccare e non interrompere l’attacco, come avviene nella predazione reale. Esistono delle differenze individuali tra i pit bull, come tra tutti i cani. I test di temperamento permettono di valutare queste differenze, e di scoprire le variazioni individuali di comportamento. Permettono di conoscere il cane, di prevedere il suo comportamento in certe situazioni.
Come in ogni test, quello che vedete, c’è, ma non è detto che quello che non vedete, non ci sia. Questo perché è impossibile simulare ogni situazione possibile. Il test è comunque uno strumento obbiettivo per valutare il temperamento del cane.


La “riabilitazione”
Ho messo la parola riabilitazione tra virgolette perché è facile sentir dare una definizione scorretta di questo termine. Riabilitare non significa prendere un cane vivace e renderlo tranquillo. Non significa prendere un cane timido e renderlo confidente.
Le caratteristiche del temperamento non cambiano con l’addestramento. L’esperienza non cambia il temperamento. Se non ci credete, provate ad entrare in un canile. Esistono cani maltrattati che continuano ad essere socievoli e pacifici verso l’uomo, e cani che non hanno mai subito traumi che sono aggressivi.
La riabilitazione serve invece a dare al cane le abilità necessarie per vivere con l’uomo, ad aumentare le sue probabilità di essere adottato, e il suo benessere.



La riabilitazione degli ex-combattenti prevede tre punti:
- la capacità di entrare in contatto e interagire in modo positivo con le persone
- la capacità di rilassarsi e non fare niente in presenza di persone
- la capacità di esibire abilità utili nella gestione quotidiana

L’adozione
Le prime due fasi prevedono quindi la realizzazione dei test di valutazione del temperamento e la riabilitazione. I cani che hanno superato le due fasi, entrano a far parte del gruppo di cani adottabili. La nostra speranza è che tutti i cani possano trovare famiglia. Alcuni di loro hanno caratteristiche che li rendono adatti a proprietari anche inesperti, altri richiedono una gestione più attenta, e più responsabile.
Nella terza fase il nostro compito è quindi valutare la possibilità di adottare un certo cane, dare tutte le informazioni in nostro possesso sul quel cane, e spiegare quali abilità il cane ha imparato, le sue difficoltà.
Avendo passato tante ore insieme a loro, sappiamo che tutti meritano una possibilità, e tutti possono dare molto più di quello che richiedono.