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NEOTENIA: VERO O FALSO?

Neotenia è uno di quei termini scientifici che ha avuto un grande successo nel mondo cinofilo.
Tutta colpa di un eccellente studioso dell’evoluzione americano, il professor Raymond Coppinger.
Nel 1982 pubblica una tabella, che riportava una ipotesi scientifica:
la diversa morfologia dei cani corrisponderebbe a gradi differenti di neotenia.
Questo grafico è piaciuto un sacco ai cinofili, che lo hanno prontamente adottato.

Ecco il grafico, che come vedete confronta i diversi stadi di sviluppo di un canide selvatico con razze che hanno un aspetto differente da adulte. Ai diversi gradi di neotenia non corrisponderebbe solo un aspetto differente, ma anche un comportamento differente da adulto (adolescente, giocatore con oggetti, puntatore, tallonatore).
Secondo la didascalia di Coppinger, questo è un “modello teoretico della neotenia nei cani. In orizzontale i diversi stadi di sviluppo di ogni tipo di cane, che terminano a uno stadio che corrisponde a uno stadio ontogenetico di un antenato di tipo selvatico (rappresentato dalla linea in basso).”
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Ma cosa è veramente la neotenia?
I concetti scientifici fondamentali sono:

Eterocronia: significa “diverso tempo”. In biologia indica un cambiamento nei tassi di sviluppo di un individuo rispetto all’antenato. Neotenia e pedomorfosi sono fenomeni legati all’eterocronia.

Pedomorfosi: significa “con l’aspetto di un giovane”. Si ha una riduzione nel tasso di cambiamento nello sviluppo, cosicchè il discendente adulto passa attraverso meno stadi di crescita e somiglia a un giovane dell’antenato.
Secondo uno studio inglese, le razze con l’aspetto più simile a un cucciolo sarebbero più pedomorfiche. A seconda del grado di pedomorfismo, le razze avrebbero diverse capacità di esibire comportamenti di dominanza e sottomissione. L’aspetto pedomorfico corrisponderebbe quindi a un comportamento pedomorfico, in accordo con l’ipotesi di Coppinger. Questa pubblicazione però è fortemente criticata da chi ha osservato uguali capacità di comunicazione sociale in razze diverse.

Neotenia: la teoria neotenica descrive un processo di eterocronia in cui il cane sviluppa forme e comportamento da cane mantenendo l’aspetto di una fase giovanile del lupo, e comportamenti di richiesta di cura fino all’età adulta. I cani, secondo questa teoria, avrebbero tratti fisici caratteristici del cucciolo di lupo piuttosto che di un lupo adulto. I cani inoltre, avrebbero i comportameti di un cucciolo di lupo piuttosto che di un lupo adulto.

Pedomorfico e neotenico
Devo confessarvi che all’inizio ho faticato un bel po’ a capire quale differenza c’è tra i due termini. La soluzione, credo, sia che un animale pedomorfico ha sempre e comunque un aspetto giovanile, mentre un animale neotenico raggiunge la maturità sessuale prima, e questo cambia il suo comportamento, ma potrebbe avere lo stesso aspetto dell’adulto ancestrale. Un animale potrebbe essere neotenico, ma non pedomorfico. Secondo alcuni autori, le specie sociali sono neoteniche. La capacità di vivere in gruppo deriverebbe dal protrarsi dei comportamenti affiliativi tra figlio e genitori in età adulta, e da un comportamento meno rigido, tipico dei giovani, in età adulta. Coppinger scrive di “neotenia sistemica” nella domesticazione. La convivenza con l’uomo avrebbe favorito individui con strutture e impulsi ancestrali adulti attenuati, come la territorialità, il corteggiamento, la cura dei figli, dominanza e aggressività, e la continuazione per tutta la vita di strutture e impulsi giovanili come la dipendenza e la docilità.

Neotenia: si, no, forse?
Quasi 20 anni dopo la famosa tabella, lo stesso Coppinger scrive: “La maggior parte delle teorie sul pedomorfismo e sulla neotenia derivano dalla percezione che i cani tendono ad avere musi più corti quando confrontati con i lupi. Io stesso caddi in questa trappola nei primi anni del progetto sui cani da guardia del gregge. Ma i cani adulti non hanno teste con proporzioni simili a quelle di un cucciolo di lupo. Robert Wayne lo ha definitivamente dimostrato in una pubblicazione scientifica del 1986 sulla morfologia del cranio di canidi selvatici e domestici. Ha scoperto che tutte le razze canine hanno lo stesso rapporto tra lunghezza del palato e lunghezza totale del cranio. Sembra impossibile, ma bulldog adulti, borzoi adulti, e lupi adulti hanno lo stesso rapporto tra lunghezza del palato e del cranio.Se i cani fossero lupi pedomorfici, come vi aspettereste, avrebbero una conformazione simile a quella dei lupi neonati o cuccioli. E non la hanno. Le teste dei cani sembrano più corte perché sono più larghe (in alcuni casi) di quelle dei lupi. La larghezza però non è un tratto pedomorfico. L’ipotesi neotenica non è un concetto utile per spiegare l’evoluzione del cane. Non significa sia sbagliata, ma piuttosto che nessuno ha trovato un modo per dimostrarla”.

Eterocronia e sviluppo delle diverse razze
Tutte le specie e le razze canine hanno lo stesso periodo di gestazione di 63 giorni. Tutti i cuccioli nascono di uguali dimensioni, struttura, volume cerebrale. Tutti hanno tempi di sviluppo simili fino alla nascita. Alla nascita i cuccioli di Border Collie sono della stessa taglia di un San Bernardo, un lupo, un coyote. E’ dopo la nascita che iniziano ad apparire differenti tassi di sviluppo, fisici e comportamentali. Tutte le differenti morfologie dei cani possono essere spiegate in termini di differenze nell’inizio e nel tasso di sviluppo fisico. Per quanto riguarda lo sviluppo fisico, pensate al borzoi e al bulldog, la cui testa è tanto diversa a causa del diverso tasso di crescita delle ossa nasali (lento nel bulldog, precoce nel borzoi).

Per lo sviluppo comportamentale, lo studio più interessante è sempre di Coppinger, che ha osservato come il comportamento di punta compare nel border collie durante il periodo di socializzazione, e nei cani da guardia del gregge dopo la chiusura della finestra di socializzazione. I border collie devono avere comportamenti di gioco di predazione verso le pecore, i cani da guardia del gregge no: nello stesso periodo in cui il giovane border collie gioca a puntare e inseguire qualunque cosa, comprese le pecore, il giovane maremmano impara a considerare delle pecore come dei propri simili, e non impara ad avere comportamenti di predazione.

Coppinger spiega quindi le differenze tra i vari tipi di cane piuttosto in base al fenomeno dell’eterocronia. Accoppiare cani con caratteristiche differenti, o selezionare in base a caratteristiche giovanili, porterebbe ad avere individui “filogeneticamente bizzarri”. Questo termine compare per la prima volta in uno studio sulla selezione di volpi ammansite. In poche generazioni nelle volpi selezionate per essere mansuete verso l’uomo, compaiono caratteristiche assenti dal ceppo selvatico. Belyaev definisce questo fenomeno come “selezione destabilizzante”. Filogeneticamente bizzarro indica la comparsa di caratteri assenti in precedenza, o la modifica di caratteri presenti in precedenza senza uno schema prevedibile in base alle leggi della selezione naturale (es. nelle volpi comparvero macchie bianche, orecchie pendenti, coda arcuata o di lunghezza variabile).

Bibliografia:
AA.VV. “Dizionario di Etologia” Einaudi1992
D.K. Belyaev “Destabilizing selection as a factor in domestication” The Journal of Heredity 1979
Raymond & Lorna Coppinger: “Dogs, a startling new understanding of canine origin, behavior & evolution” Scribner 2001
Raymond Coppinger “The domestication of evolution” Environmental Conservation 1983
Goodwin, Bradshaw, Wickens “Paedomorphosis affects agonistic visual signals of domestic dogs” Anim. Behav. 1997
Morris, Reddy, Bunting “The survival of the cutest: who’s responsible for the evolution of the teddy bear?” Anim. Behav. 1995
James Serpell “The domestic dog”. Cambridge University Press 1995
Raff, Wray “Heterocrony: developmental mechanism and evolutionary results”.
Robert K. Wayne “Cranial morphology of domestic and wild canids: the influence of development on morphological change” Evolution 1986