cd retriever

CONDIZIONAMENTO CLASSICO:
non è solo il cane di Pavlov che sbava!

Stimolo e rinforzo
Gli stage sono spesso divertenti, a volte difficili. Alcune volte sono una occasione per crescere. E’ quello che è successo allo stage, “Clicker training per Retriever”. Tutto è cominciato con la solita discussione: “Se hai un boccone in mano, stai lavorando in stimolo e non in rinforzo”. Il boccone in mano serve per ottenere il comportamento che voglio rinforzare. Serve anche per mantenere il cane in una certa posizione, o per mantenere alta la sua motivazione a esibire un comportamento.
Esempio:
tengo la testa del cane appiccicata alla mia gamba con un bocconcino, le sue zampe anteriori vicino al mio piede sinistro, ruoto il bacino, e quando il cane sposta le zampe posteriori, clicco. In questo modo sto rinforzando il movimento delle zampe posteriori.
Esempio:
tengo la mano piena di bocconi in vista, e non appena il cane fa il movimento che voglio rinforzare, clicco e rinforzo in traiettoria. Agli ultimi stages ho costruito così il seduto dal terra, e il terra dall’in piedi in un tempo.

Tre procedimenti per un click
Questa volta però la discussione prende una strada diversa. Il dubbio infatti riguarda la mia descrizione dei tre procedimenti per ottenere il comportamento da rinforzare: stimolo, rinforzo, condizionamento classico.
Uso l’esempio classico della museruola, per spiegare in pratica i tre procedimenti.
Stimolo (indurre il comportamento con uno stimolo) = bocconi dentro la museruola.
Rinforzo (associare un comportamento del cane a un rinforzo) = il cane guarda la museruola, click e boccone. Condizionamento classico = metto la museruola davanti al muso del cane, click e boccone.
La domanda, intelligente, è questa: “come fai a definire questo procedimento un condizionamento classico e non un condizionamento operante?”. In altre parole, come fai a dire se il cane ha la testa ferma o se vuole tenere la testa ferma?

Immaginate di voler insegnare al vostro cane a salire con le zampe sulla cesta blu.
Potete attirarlo sopra la cesta con un boccone. Questo è lavorare in stimolo. Anche mettere dei bocconi sulla cesta è stimolo. Potete aspettare che il cane faccia qualcosa che vi permette di costruire il comportamento per piccoli passi: guardare la cassetta, avvicinarsi alla cassetta, toccare la cassetta con una zampa. Questo è lavorare in rinforzo (e in shaping).
Potete dargli un boccone dietro l’altro quando è con le zampe sulla cassetta. Questo è condizionamento classico. State associando due eventi: zampe sulla cassetta + click e bocconi. Se smettete di dare bocconi, e il cane sceglie di rimanere sulla cassetta, siete passati a lavorare in rinforzo.
Per Bullet tutto questo vuol dire una sola cosa: stare qui è piacevole!



Condizionamento classico
La differenza tra condizionamento classico e condizionamento operante è che il primo è una semplice associazione tra due eventi. Museruola davanti al muso = click e cibo. Il secondo invece è l’associazione tra un comportamento del cane e l’esito che questo produce: guardo la museruola = click e cibo. In realtà i due procedimenti sono quasi sempre paralleli.
Da cosa li distinguo mentre sto lavorando con il cane?
Se scelgo di lavorare in condizionamento classico, clicco per l’associazione tra due eventi. Museruola davanti al muso, click e boccone. Zampa sul target, click e boccone. Guardare una persona, click e boccone. Quello che voglio è che il cane associ un evento al click e boccone. In questa associazione, il cane è passivo. Il cane non sta scegliendo di esibire un certo comportamento, il suo comportamento non cambia la sequenza degli eventi.
Nel condizionamento operante invece clicco il comportamento del cane. La mia attenzione è al suo comportamento (nel senso che guardo realmente cosa sta facendo il cane). Nel caso della museruola, posso cliccare perché tiene la testa ferma con la museruola davanti. Quello che voglio è che il cane scelga di tenere la testa ferma.

A cosa serve il condizionamento classico
Il lavoro in condizionamento classico è un modo per ottenere il comportamento da rinforzare. Questo significa che se ho cliccato per la museruola davanti al muso, a un certo punto sposterò la museruola di lato, e aspetterò che il cane giri la testa. Il cane ha già avuto l’informazione utile (museruola = click e boccone), quindi è più alta la probabilità che esibisca il comportamento che voglio rinforzare.
Il condizionamento classico permette anche di rendere vantaggioso (o svantaggioso) un certo comportamento, attraverso associazioni ripetute con un rinforzo positivo. In pratica se ogni volta che il vostro cane si siede gli date un boccone, sedersi diventa in se piacevole.
Il condizionamento classico però non è nato per facilitare il lavoro degli addestratori. La capacità di associare gli eventi permette infatti prima di tutto all’animale di adattarsi all’ambiente in cui vive, di sopravvivere ai pericoli. Non a caso le associazioni più veloci e indelebili sono quelle legate a forti stati emotivi. Il vostro cane insegue un gatto in una certa strada, e tutte le volte che passate di lì, cerca il gatto (gli eventi sono: quella strada + il gatto). Il cane si brucia il naso su una sigaretta, e scarta impaurito tutte le volte che sente odore di fumo (gli eventi sono: odore di fumo + dolore).
Questo si chiama condizionamento alla paura, ed è un condizionamento classico.

Il target stick è un bastoncino con una punta visibile.
Il cane deve toccare la punta con il naso, e quindi seguire la punta. Alcuni cani tendono a girare la testa quando avvicinate il target stick.
Per aiutarli, potete sfruttare il condizionamento classico: avvicinate la punta con gentilezza, click e boccone. Dopo poche ripetizioni, il cane inizierà ad anticipare gli eventi, girando la testa verso la punta del target stick, e voi potete passare al rinforzo.