cd retriever

COME SONO NATE LE RAZZE FELINE?

Gli appassionati di cani non resistono alla tentazione di vantarsi
delle remote origini dei loro beniamini.
Cosa non facile per gli amici dei felini: i gatti di razza sono storia recente.

UN FELINO PERFETTO
Lo studio dell’evoluzione insegna che se le condizioni di vita rimangono simili, gli animali non cambiano molto il loro aspetto o il comportamento. La vita del micio è rimasta la stessa per migliaia di anni. Animale da affezione, a volte venerato, a volte perseguitato, ha mantenuto la capacità di sopravvivere anche senza l’aiuto dell’uomo. I gatti però non erano neanche in passato tutti uguali.
Molto prima che intervenisse la selezione diretta dell’uomo, esistevano già differenze di aspetto nelle diverse popolazioni feline. Proprio l’ambiente fisico ha influito sulla morfologia: nei paesi caldi la taglia è più piccola, il pelo corto, il fisico snello. Nei climi più rigidi le dimensioni sono maggiori, la pelliccia più folta, la struttura più compatta.

NASCITA DELLE RAZZE MODERNE
Gatti di colore e di aspetto differente si sono diffusi in diverse regioni e paesi seguendo gli spostamenti dell’uomo: il micio era una presenza abituale sulle navi, infestate dai topi e dai ratti. Nel 1800 le importazioni di gatti diventano però intenzionali. Gli appassionati europei e americani iniziano ad allevare differenti varietà, selezionando le caratteristiche che trovano più desiderabili, anche per fare fronte alla crescente domanda di mici blasonati. Si formano i primi Club di razza, che registrano i soggetti selezionati, e nel 1871 viene organizzata la prima esposizione felina, al Crystal Palace a Londra. La competizione, legata al giudizio di merito espresso durante le esposizioni, e ai titoli vinti dai campioni, è una fortissima spinta a selezionare mici sempre più belli o particolari.
L’attenzione si concentra inizialmente sul colore e la lunghezza del mantello.

Le due razze che conquistano maggiore popolarità sono di sicuro il gatto d’Angora, che diventerà il Persiano moderno, e il Siamese. Il primo ha un aspetto longilineo e ha ancora il muso allungato, il secondo ha la testa a forma di mela, e il corpo snello ma non esile. La selezione subisce un brusco arresto negli anni delle due guerre mondiali, e ha una vera e propria esplosione dagli anni Sessanta.



Ferruccio Faelli, nel 1924 descrive le razze feline: razza comune, gatto iberico, gatto cipriota, gatto islandese, gatto del Capo di Buona Speranza, razza di Gambia, gatto di Abissinia, Certosino (con le sottorazze: gatto di Korassan, gatto del Caucaso, gatto di Tobolsk), razza d’Angora, razza cinese, razza a coda corta o del Siam, razza di Man. I nomi si riferiscono al luogo geografico di origine, in realtà sono piuttosto comuni gli incroci tra varietà diverse per migliorare la morfologia o introdurre nuove caratteristiche.


Lo Scottish Fold, dalle caratteristiche orecchie piegate in avanti, deriva da una gattina di nome Susie, nata nel 1961 in Scozia.

Come nasce una razza moderna
Se escludiamo le razze che vantano qualche probabile antenato storico, come l’Angora Turco, il Siamese, il Maine Coon, il Manx, la maggior parte delle razze moderne nasce per un attento programma di selezione a partire da una singola mutazione, di incroci studiati per introdurre nuove colorazioni e caratteristiche nelle razze già esistenti, o l‘accentuarsi di certi aspetti della morfologia.
Il Selkirk Rex, gatto di tipo Persiano dal pelo ricciuto, ha come antenata una gattina randagia blu-crema, adottata nel 1987 dall’allevatrice americana Jeri Newman. L’Ocicat, gatto dal pelo maculato, è il prodotto dell’incrocio tra un maschio Siamese chocolate point e una femmina Abissino/Siamese. La razza è nata nel 1964. Il Devon Rex discende da un gattino di nome Kirlee, nato nel 1960 nel Devon, in Gran Bretagna.
E via selezionando. Oggi le differenti associazioni feline riconoscono un numero sempre crescente di razze, e all’interno della stessa razza, diverse colorazioni.

LA STORIA DEI COLORI
Il colore originario del gatto è il tigrato. Il fondo è agouti: ogni pelo presenta bande di colore più chiaro e più scuro. Il disegno è a strisce nere sottili e regolari (in inglese tabby mackerel). Delle mutazioni hanno provocato la comparsa di altre colorazioni, che dalla fine del 1800 sono anche state selezionate nei gatti di razza. Sui gatti comuni sono stati fatti degli studi di genetica, sulla comparsa e la diffusione delle diverse colorazioni del mantello. Il tigrato marmorizzato, tabby blotched, è diffuso soprattutto in Gran Bretagna, e lungo un corridoio geografico che va da Marsiglia a Parigi. Questa mutazione ha probabilmente avuto origine in Iran, si è quindi diffusa nel Mediterraneo e da qui via terra verso nord e la Gran Bretagna. Il gene che determina il colore arancione (O, da orange), è diffuso in Turchia e lungo le coste africane, è raro fuori da queste regioni geografiche, ed è di nuovo frequente in Sicilia, le isole mediterranee della Spagna, la Bretagna, le coste nord occidentali della Scozia, l’Islanda, la Germania del nord. Anche il gene per il bianco (W, da white), ha una distribuzione simile. Sembrerebbe quindi che i gatti bianchi e i gatti rossi si siano diffusi via mare, e per questo siano rari in alcune regioni. In America la percentuale di gatti bianchi, arancioni, dai colori diluiti o a pelo lungo è più alta rispetto al Vecchio Mondo. Questo perché i colonizzatori preferivano portarsi dietro il micio più bello, contribuendo alla diffusione di questi geni nella nuova popolazione.