cd retriever

L’INTELLIGENZA DEL CANE

PARTE TERZA:
Intelligenza e addestramento.
parte prima: il kit degli attrezzi mentali - parte seconda: La mente, le razze

Dopo aver passato quasi due mesi a discutere con amici, colleghi, etologhi, addestratori e semplici appassionati di intelligenza del cane, mi sono resa conto che il mio approccio viene spesso confuso con una critica all’abilità cognitiva del cane. In pratica avrei messo il cane sotto esame, e l’esito sarebbe: BOCCIATO!
Il mio interesse per l’intelligenza del cane però nasce da altre motivazioni. Non mi interessa l’aspetto comparativo (cane contro gatto o contro delfino, razza contro razza), non do un valore morale all’intelligenza (il cane intelligente è meglio del cane stupido). Quello che mi interessa è capire il cane, capire le sue capacità, i suoi limiti. Addestro cani di lavoro, e sapere come funziona la mente di chi ho di fronte è di fondamentale importanza per calibrare il mio lavoro.

CANI STUPIDI? SI GRAZIE!
Nella mia vita ho incontrato due persone che ritengono il cane piuttosto limitato. Il primo è uno straordinario addestratore. Anni fa mi ha detto “preferisco pensare che il cane sia stupido, perché così non gli do la responsabilità di quello che sa fare. Se fa o non fa qualcosa la responsabilità è solo mia”.
Il secondo è Raymond Coppinger, che i cani li studia da più di vent’anni, con l’occhio freddo ma obbiettivo di uno scienziato. A Coppinger ho chiesto se come proprietario ogni tanto non gli viene da attribuire facoltà mentali superiori ai suoi cani. Mi ha risposto “No, perché?”. Ci ho pensato molto, e credo di averlo capito. Non abbiamo bisogno di pensare che i nostri cani siano intelligenti per amarli, per averli vicini, per apprezzarli. Anzi. Pensarli un po’ stupidi (con tutto il rispetto), renderà ciò che fanno con noi e per noi ancora più incredibile. Questo articolo è dedicato ai miei cani, con le mie scuse sincere se ogni tanto dimentico che sono “solo“ cani. Quando me ne ricordo, credetemi, sono un addestratore e una amica migliore.

INTELLIGENZA E ADDESTRAMENTO
Quando addestro un cane a volte mi sento una perfetta idiota. Ogni volta che ho un problema la soluzione è sempre e solo la stessa: scegli un criterio più semplice.
Tutto ciò che un cane fa è comportamento. Tutti i comportamenti che noi vogliamo aumentare (rinforzare) sono criteri. Nove volte su dieci l’errore è semplicemente aver chiesto al cane qualcosa che non è in grado di fare.
La difficoltà può essere una richiesta troppo elevata. Lo stress. L’incapacità di esibire quel comportamento in quella situazione ad esempio. Una mancanza di motivazione. Un errore di informazione. Ogni tanto siamo convinti di aver rinforzato il comportamento A, mentre il cane è convinto che stiamo rinforzando il comportamento B. (Nota: rinforzare vuol dire AUMENTARE un certo comportamento...).
La capacità del cane di imparare è elementare. I cani imparano per associazione. Comportamento = rinforzo (qualcosa che al cane piace). Il cane ripete il comportamento. Se lo rinforzate per un numero sufficiente di volte, fissate il comportamento.

Però dovete ancora lavorare per controllare il comportamento attraverso il condizionamento, e generalizzarlo. Mesi di lavoro...
I cani sono in grado di associare un solo criterio alla volta. Se provate a chiedere loro di più, vanno letteralmente in tilt. Si bloccano, con gli occhi sbarrati, e fissano il vuoto, oppure provano a ripetere l’ultimo comportamento che avete rinforzato. Forse non sono stupidi, ma di certo non sono molto originali...
Un criterio alla volta! Avete idea di cosa vuol dire?
E’ come leggere un libro una lettera alla volta:
è-c-o-m-e-l-e-g-g-e-r-e-u-n-l-i-b-r-o-u-n-a-l-e-t-t-e-r-a-a-l-l-a-v-o-l-t-a.
E dovete azzeccare tutte le lettere, o il tempo necessario per costruire il risultato (la frase) sarà ancora più lungo...

SENSIBILITA' E ADDESTRAMENTO
I cani forse non sono molto intelligenti, ma sono dannatamente sensibili, e veloci. Se usate il clicker vi sarete resi conto di quale grado di precisione può avere l’informazione che date al cane, e che il cane è in grado di recepire. Con il tempo ho imparato a eliminare dalle mie richieste alcuni criteri, come non fare una cosa. E’ troppo astratto per un cane, troppo difficile. Voi direte, “io ho insegnato al mio cane a non mettere le zampe sul tavolo”. Io però non uso punizioni, e ottengo lo stesso risultato insegnando al cane a tenere le zampe sul pavimento. Questione di punti di vista.

Un’ultima considerazione sui cani, l’intelligenza e l’addestramento.
I cani sono animali incredibilmente sensibili, disponibili, capaci di perdonare i nostri errori, i nostri stati emotivi, le tensioni e gli stress a cui li sottoponiamo. Tutto questo per fare qualcosa che dal loro punto di vista, raramente ha un senso. Sedersi a comando, camminare al guinzaglio, andare a cuccia, smettere di inseguire le pecore, riportare un legnetto o un fagiano morto... Tutto questo ha un senso per noi, non per il cane. Un cane non attribuisce al proprio comportamento un valore morale. Un cane che raduna il gregge non sa se lo sta facendo bene o male, se non dopo aver associato il nostro atteggiamento a una punizione o alla possibilità di ottenere qualcosa che gli piace.
Questo dovrebbe dirci qualcosa sulla responsabilità che abbiamo nel vivere e lavorare con loro.

Parte prima: Il kit degli strumenti mentali
parte seconda: La mente, le razze
parte terza: Intelligenza e addestramento