cd retriever

COSTRUIRE IL RAPPORTO

Quando adottate un cucciolo, la vostra prima preoccupazione è superare la prima notte.
La seconda è far capire al cucciolo che non deve sporcare in casa.
La terza riuscire a non farlo urlare e rosicchiare tutto quando lo lasciate solo.
Ma sono davvero queste le cose importanti?

I cuccioli si comportano da cuccioli. Questo significa che è piuttosto facile prevedere cosa faranno.
Con un minimo di organizzazione e di disponibilità si possono evitare molti problemi. Il primo passo è chiedervi: “sono in grado di gestire un cucciolo?”. Non è difficile, ma è impegnativo.
Nel primo mese i cuccioli hanno bisogno di tante attenzioni, per imparare ad adattarsi al nuovo ambiente senza stress. Dovete dedicare le vostre energie alla sua educazione. Dovete costruire un buon rapporto.


Se salta addosso, non dategli attenzione perché è tanto carino, se non volete che lo faccia da adulto.

PRIMO: EVITARE ERRORI
La prima regola è evitare errori al cucciolo. Cercate di fare in modo che non abbia la possibilità di esibire comportamenti sgraditi. Questo vi eviterà di sgridare e punire il cucciolo, causando ansia, timore.
- Togliete dalla sua portata tutto ciò che può essere rotto o rovinato: tappeti preziosi, soprammobili, scarpe, piante da appartamento... Li potrete rimettere al loro posto dopo circa due mesi.
- Non lasciate che ottenga ciò che vuole senza “passare” attraverso di voi. Se lo lasciate sempre libero di correre verso gli altri cani per giocare, quando lo richiamate lo metterete davanti a una scelta: divertirsi o smettere di divertirsi. Immaginate di avere a che fare con un bambino: cosa sceglierebbe? Perché un cucciolo dovrebbe scegliere diversamente?
- Cercate dall’inizio di chiedergli qualcosa in cambio prima di dargli quello che vuole (es. vuoi giocare con gli altri cani? Prima vieni da me, ottieni un bocconcino e il permesso di andare a giocare).
- Non ignorate i comportamenti sgraditi. Se tira al guinzaglio, non rimandate a quando sarà più grande l’educazione a camminare senza tirare. Se salta addosso, non dategli attenzione perché è tanto carino, se non volete che lo faccia da adulto. Se è attratto dai gatti, non lasciate che impari a correre loro dietro. Molti comportamenti, una volta appresi, sono difficili da modificare o eliminare.
- Non insegnate al cucciolo comportamenti che non siete sicuri di apprezzare quando sarà adulto o che non siete in grado di gestire. Un cucciolo che salta in braccio è divertente, un cane adulto può essere fastidioso o pericoloso. Il cane che insegue la luce di una pila è divertente, il cane che insegue tutte le luci in modo ossessivo è un problema serio.


Costruite una solida “storia” di rinforzi positivi per comportamenti graditi, questo darà al cane sicurezza e fiducia in voi. Se per 1000 volte è stato piacevole venire quando lo chiamate sarà più facile che torni da voi!

SECONDO: COSTRUITE IN POSITIVO
La seconda regola è agire in modo positivo. Cercate di insegnare al cane i comportamenti graditi, piuttosto di inibire quelli sgraditi.
Cercate di dare al cane una valida alternativa, e fare in modo che la preferisca al comportamento sgradito. Cercate di trovare sempre il modo di rinforzare/premiare il cane, invece di sgridarlo e punirlo.
- Insegnate al cucciolo le abilità di base necessarie per vivere nel suo ambiente. Scegliete qualcosa che gli piace per motivarlo, e usatelo per fare in modo che esibisca e ripeta i comportamenti graditi: tornare quando lo chiamate, farsi pettinare, andare nella cuccia, salire in automobile...
- Dedicate tempo ed energie al cucciolo: portatelo a passeggio, fategli incontrare cani, persone, situazioni differenti.
Proteggetelo da situazioni che possono spaventarlo e traumatizzarlo, ma lasciategli anche fare esperienza!


TERZO: EVITATE LO STRESS
La terza regola vale tanto per i cani, quanto per gli umani: la paura, lo stress non sono mai buone soluzioni a un problema.
Se pensate di dover sgridare il cucciolo, di dover punire il cane, chiedetevi se esistono altre soluzioni. Non lasciate che le vostre emozioni negative influiscano sul vostro comportamento. Sgridare il cane non è un modo per insegnargli qualcosa, o comunque non è il modo migliore.
Dal punto di vista del cane è prima di tutto una aggressione, da parte di un individuo che ama e che è tremendamente più forte e potente di lui.
- Se decidete di sgridare o punire il cane, cercate di farlo a mente fredda, non perché trascinati dalle emozioni. Chiedetevi se questo può modificare il comportamento del cane, e in che senso. Il cane può avere più paura di voi, ma non capire affatto perché viene punito. La prossima volta tremerà, perché ha associato un vostro atteggiamento alla punizione, non perché ha capito!!!
- I cani non sono particolarmente intelligenti, ma non sono stupidi. Se possono evitare una punizione, la evitano. Se non lo fanno, è perché non hanno associato il loro comportamento alla vostra reazione di rabbia. E’ inutile sgridarli di più. Cambiate strategia.
- Un evento negativo ha un valore più limitato se in precedenza è stato associato molte volte a qualcosa di positivo. Andare dal veterinario non vuol dire necessariamente avere paura! Chiedete al vostro veterinario di associare la visita a gustosi bocconcini, e il vostro cane sarà meno spaventato la volta successiva. Se per farlo stare fermo lo sgridate, avrà più paura. Semplice, no?
- Se per qualunque motivo decidete di sgridare il cane, non punitelo con ore di indifferenza e di tensione. Nessun cane capisce il rancore, beati loro! Sgridate il cane e dopo pochi secondi dategli la possibilità di riconciliarsi. Chiamatelo, e non appena si avvicina, fategli un sacco di feste SINCERE.


Insegnate al cucciolo ad amare il contatto fisico, a farsi toccare in zone delicate come il muso, le orecchie, gli occhi, le zampe, la coda. Coccolatelo senza mai costringerlo al contatto, e facendo attenzione che sia gradito! Non toccate il cane quando gioca o quando è impegnato in un compito, di solito non lo amano.

QUARTO: DATE AFFETTO E FIDUCIA
Alcuni proprietari non amano usare il cibo per educare il loro cane, perché, dicono “deve farlo perché mi vuole bene”. Voler bene a qualcuno non è una motivazione valida per imparare, scegliere e ripetere certi comportamenti. Non lo è per un uomo, non lo è per un cane.
Voi lavorate per soldi, il cane si accontenta di un bocconcino. Vi sembra chiedere troppo? L’affetto e la fiducia però sono importanti, così come lo sono nelle persone che vi amano. Questi sentimenti aiutano noi e aiutano i cani a vivere meglio, a superare stress e paure.
- Da quando entra in casa vostra, cercate di capire e di rispettare la personalità del vostro cane. Cercate però anche di valorizzare i suoi lati migliori, e di smorzare le caratteristiche che possono causarvi dei problemi di gestione. Usate parole e gesti per dimostrargli che certi comportamenti sono più vantaggiosi per ottenere il vostro affetto e la vostra attenzione.
- Non dimostrate comprensione al cane se esibisce atteggiamenti aggressivi o di paura. In questo caso carezze e paroline dolci non faranno che rinforzare questi comportamenti, peggiorando il problema. Chiedete aiuto a un esperto, per capire e comunicare con il cane nel modo corretto.
- Non cercate di sembrare gentili e affettuosi se siete tesi, arrabbiati, frustrati. Usate le vostre emozioni in modo onesto. I cani lo fanno.
- Non attribuite al cane pensieri e intenti superiori alle sue capacità: gelosia, dispetto, prendere in giro non esistono nel mondo del cane. I cani sono molto più semplici, anche negli affetti.

QUINTO: ABBIATE PAZIENZA!
Conoscete il detto: Roma non fu costruita in un giorno? Non pretendete che il vostro cane esibisca i comportamenti graditi dopo due giorni o due mesi.
Otterrete ciò per cui lavorare, se lavorate bene. Se non ottenete risultati è perché avete lavorato poco, o avete lavorato male. Meditate gente, meditate....