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PIT BULL: CHI SEI?
La razza, il profilo di razza, le origini del combattimento, la bibliografia.

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IL PIT BULL E’ UNA RAZZA?
Razza. Gli autori moderni considerano le razze canine come il risultato dell’adattamento a un particolare ambiente fisico, sociale, culturale.
Raymond Coppinger: “L’allevamento orientato non è necessario per ottenere animali in grado di svolgere compiti complessi. ... Quello che succede è che gli animali meno efficienti sono sottoposti a un abbattimento selettivo (“culling”), piuttosto del riconoscimento da parte dell’uomo di quali caratteri sono selezionati o cosa costituisce una buona conformazione”.

“Quando una razza ha la esatta conformazione fisica o comportamentale, può svolgere il compito meglio di qualunque altra specie o razza. Solo cani con la corretta conformazione (fisica e comportamentale) possono essere addestrati a svolgere un compito.”

Conformazione comportamentale. Vari cani da arena, come i rat terrier (terrier selezionati per la caccia al ratto), i bulldog o i pit bull esibiscono profili comportamentali specifici e misurabili che possono essere valutati.
Ho intervistato conduttori di pit bull, e le conversazioni sui loro cani sono molto simili a quelle dei conduttori di border collie, hanno cani favoriti che hanno caratteristiche che essi percepiscono come genetiche, e questi cani vengono allevati per queste caratteristiche. Esistono linee di cani che sono famose perché hanno una certa forma o pattern motori che dona loro un particolare vantaggio nell’arena. Questi cani e i loro allevatori diventano famosi nel loro campo, e occasionalmente i cani diventano una razza, spesso nominata come il loro allevatore: Jack Russel e Bedlington terriers vengono subito alla mente.
Il famoso pit bull Whitey Ford esibiva uno di questi speciali pattern motori. Come entrava nel ring, impattava contro l’altro cane come un lottatore di sumo, con il petto. Aveva un comportamento “chest-bump”. Buttava l’altro cane a terra, e quindi lo attaccava.
Altri proprietari di cani sceglievano di riprodurre con Whitey Ford perché i suoi figli avevano lo stesso movimento. L’attitudine selezionata è detta “gameness”, l’impulso a iniziare e continuare il combattimento, che sia contro un nocivo, una preda nella caccia grossa o un cane in arena. La “gameness” si compone di caratteristiche differenti.

COS’E’ UN PIT BULL
Qualunque sia l’origine del pit bull, l’ambiente in cui si è formato è quello dei combattimenti. Esistono linee utilizzate in compiti differenti, una caratteristica della selezione americane, che privilegia l’abilità in un compito alla rigida selezione secondo uno standard morfologico o attitudinale. Pit bull sono stati utilizzati come cani militari (ottenendo anche medaglie al valore), cani da fattoria, da guardia, da difesa personale, da assistenza e da pet-therapy ecc.
Oggi esistono due selezioni principali e distinte: quella da morfologia e quella da combattimento. A queste si aggiungono incroci tra le diverse linee e con altri molossoidi.

ATTITUDINI E TEMPERAMENTO
Il pit bull è un cane dotato di una forza fisica, una potenza e agilità straordinarie. Può superare senza difficoltà muri e recinzioni. Tende ad avere una bassa sensibilità al contatto fisico e ai rumori, media o alta reattività ed eccitabilità, alta predazione e alta resistenza al dolore.
In fase di eccitazione il pit bull esibisce una notevole resistenza al dolore, incapacità o difficoltà di auto controllo, una forte tendenza a persistere nel comportamento esibito. La persistenza è evidente nelle prove di presa (cane in presa su un copertone sollevato da terra), nelle prove di traino di pesi, ma anche nel gioco di predazione e nel combattimento (anche non provocato). L’intolleranza verso i propri simili è alta, ed è considerata tipica della razza. L’aggressività verso l’uomo è solitamente ridotta, e molto inibita.
Gli elementi di pericolosità della razza sono la forza fisica, l’eccitabilità, la persistenza, la tendenza a continuare lo scontro.

Secondo gli esperti, il profilo del Pit Bull e':

REATTIVITA’
Attività: livello medio/alto
Eccitabilità: livello medio/alto
Affettuosità: livello medio/alto
Tendenza all’abbaio eccessivo:
livello medio/basso
Tendenza alla minaccia
di morso ai bambini: livello medio

ADDESTRABILITA’
Addestrabilità all’obbedienza:
livello medio
Duttilità: livello medio
Giocosità: livello medio/alto
Distruttività: livello medio

AGGRESSIVITA’
Abbaio territoriale: livello medio
Difesa territoriale: livello medio
Tendenza all’aggressività
verso gli altri cani: livello alto
Tendenza a imporsi sul proprietario:
livello medio/alto

LA SELEZIONE MODERNA
La selezione moderna del pit bull terrier, o pit bulldog, si basa sulle attitudini al combattimento, le prove di morfologia, l’attitudine a compiti diversi (weight pulling, prove di presa, difesa personale...).

I commenti degli allevatori
Riportiamo alcuni commenti degli allevatori italiani di pit bull, tratti dalla rivista “Cani da presa”.
R. C.: “ Il problema principale, parlando di pit bull, è quello del carattere. Purtroppo qualche volta si vedono dei soggetti molto belli, grossi e muscolosi, restare indifferenti mentre un gran numero di loro simili gli sfilano davanti. Il vero pit bull deve avere certe caratteristiche di comportamento tipiche del cane da combattimento e su questo non si può transigere...”.

A. T.: “Sono sempre esistiti APBT di tre dimensioni: quelli più piccoli tenuti in casa come cani da compagnia e anche da guardia, quelli di dimensioni intermedie usati per i combattimenti e quelli grandi usati solo per la guardia e la difesa, sui 40 kg e non usati in combattimento. Una buona ragione per produrre pit bull più grandi è che i combattimenti non si fanno più e per la guardia sono indicati cani più grandi unicamente per un discorso di deterrenza (chi non conosce l’APBT potrebbe sottovalutare la capacità di un cane di 25 kg e quindi decidere di affrontarlo con le ovvie conseguenze).”
A. S.: “ Il pit bull originale è un cane leggero, ma questo perché un cane di 20 kg regge un combattimento di due ore, mentre uno di 45 kg solo 15 minuti. Non dovrà mai esistere però un pit bull che non sia aggressivo con i suoi simili, altrimenti si rischierebbe di perdere un patrimonio genetico unico.”
R. G.: “Penso che l’aumento di peso dei pit bull sia un’evoluzione positiva della razza perché consente un utilizzo per la guardia e la difesa”.

ORIGINI DEI CANI DA COMBATTIMENTO
Il bull baiting. La lotta tra i cani e le grandi prede, come l’orso, il cinghiale, l’uro, viene simulata fin dai tempi antichi nelle arene. Verso il 1200 la progressiva riduzione di prede e predatori in Europa, e la crescita delle città e del commercio provoca lo spostarsi dei combattimenti dalle arene alle piazze; i cani sono aizzati contro orsi e tori legati per le zampe, il collo o le corna. Questi crudeli combattimenti diventano lo sport preferito in Gran Bretagna, soprattutto a partire dal periodo Elisabettiano (c.a. 1550); sono utilizzati i grandi cani da caccia, alani e mastiff. Verso il 1650 il combattimento diventa sport popolare: nasce il bull baiting, combattimento nel quale il cane deve afferrare il toro per le orecchie o il musello, e non lasciare la presa. Gli inglesi, ai pesanti mastini preferiscono i più piccoli e agili cani dei macellai, di aspetto simile a un piccolo mastiff, con il pelo raso, la coda lunga, di colore spesso pezzato, detti bull dog, cani da toro. Già nel 1689 l’Olanda vieta i combattimenti, seguita nel 1834 dalla Francia e l’anno successivo dall’Inghilterra.

Il combattimento tra cani. In Gran Bretagna le lotte continuano mettendo a confronto avversari più piccoli e facili da nascondere alla polizia: nascono le lotte tra cani, la caccia al ratto. Sono preferiti i cani conosciuti come Pit Bull o Bull and Terrier, secondo alcuni autori il risultato dell‘incrocio tra il bulldog da combattimento e alcune varietà di terrier, secondo altri i diretti discendenti del bulldog da combattimento. In altri paesi del vecchi continente continuano le lotte tra i cani dei macellai e i tori, e le lotte tra cani. Sarà soprattutto il Nuovo Mondo a mantenere e sviluppare l’ambiente del combattimento tra cani, selezionando la razza attraverso una fortissima competizione.

Gameness. Nei cani da presa e da combattimento viene valutata la gameness: la tendenza ad affrontare l’avversario senza valutarne la pericolosità, la tendenza ad attaccare (bassa latenza di attacco) e continuare lo scontro (persistenza), anche fino alla morte. La gameness è una caratteristica dei cani da presa, dei cani da tana e da nocivi (es bassotti e terrier), e dei cani da combattimento.

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