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DIVENTARE UN ISTRUTTORE CINOFILO
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La classica telefonata di chi chiede informazioni sui corsi per istruttori cinofili
si svolge più o meno così:
Buon giorno, ho visto il vostro sito in rete, e volevo sapere quanto costa liscrizione
al corso per istruttori. Segue la mia descrizione dettagliata dellorganizzazione del corso,
e la successiva domanda: RILASCIATE UN DIPLOMA?.
Altri articoli: Istruttore cinofilo, le discipline sportive
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La RISPOSTA è un lungo monologo sullo spinoso tema dellassenza in Italia di una figura professionale riconosciuta, e di conseguenza di titoli ufficiali, escludendo i giudici e i figuranti Enci.
Il diploma o lattestato di partecipazione sono documenti riconosciuti solo dallorganizzazione privata che li rilascia, e si spera siano un bel ricordo dei giorni dedicati al cane.
La terza e ultima domanda suona spesso così: Ma dopo i tre giorni di corso divento istruttore?. Ed ecco la mia risposta.
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In Italia basta molto meno per definirsi istruttore cinofilo. Una mazzetta di biglietti da visita, qualche volantino sparso negli ambulatori veterinari. Niente di più. I più organizzati possono recintare un pezzo di terra, e attrezzarlo come meglio credono. Negli ultimi anni si sono diffusi i corsi a domicilio, quindi questa può essere una spesa superflua.
In Italia non esiste nessun controllo sulla figura dellistruttore cinofilo. La formazione professionale è lasciata completamente alla buona fede del singolo, alla sua volontà e anche a una certa dose di fortuna. Per diventare istruttori cinofili ci si affida infatti allapprendistato presso un centro o un professionista, o ai corsi organizzati ormai da diversi centri privati.
Le conoscenze e i metodi seguiti rifletteranno quindi in gran parte queste esperienze.
Può andarvi bene, e incontrerete persone con una vera cultura cinofila, pronte a trasmetterla senza gelosie e segreti.
Può andarvi male, e perdere tempo ed energie senza mai neanche sfiorare la vera anima delladdestramento: imparare a capire, comunicare con il cane, e insegnare alle persone a vivere meglio con il proprio compagno.
Leducazione cinofila ha un obbiettivo: il benessere del cane e delle persone che gli vivono al fianco. Questo non significa saper far sedere un cane con una strattonata, un biscotto o un click.
Far sedere un cane è una questione di tecnica. Educare cane e padrone è ben altro.
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Ecco allora la mia seconda risposta alla domanda: Come posso diventare un istruttore cinofilo?.
Cominciate con il vostro cane. Imparate ad osservarlo, a trasmettergli informazioni, a modificare il suo comportamento. I vostri strumenti sono la conoscenza dei principi teorici dellapprendimento, e la loro applicazione in metodi pratici (gentili!). Vi serve testa, e dei bocconi, niente di più. Insegnategli gli esercizi di base dellobbedienza, giochi, qualunque cosa vi viene in mente.
Praticate una disciplina sportiva. Un eccellente conduttore può non essere un bravo istruttore, ma limpegno nellagonismo è una spinta fortissima ad affinare le proprie abilità pratiche (in termini tecnici, alzare i criteri). Esistono purtroppo educatori cinofili che guardano con sufficienza i conduttori impegnati in prove sportive (come lAgility, lObedience, lUtilità e Difesa). Le stesse persone forse non sarebbero in grado di ottenere pari risultati, e molti non sanno cosa vuol dire mettere alla prova la propria abilità, costanza e determinazione nei mesi e anni di allenamento necessari per potersi iscrivere a una gara. Non sanno cosa vuol dire mettersi in gioco confrontandosi con altri sulla base dei punti, non delle parole.
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Leggete. Esistono bellissimi libri (purtroppo in gran parte in inglese), siti, riviste, che trattano di educazione e addestramento. Cercate libri recenti, non accontentatevi di un solo punto di vista.
Frequentate corsi e stages. Confrontatevi con persone e metodi diversi. Se volete iscrivervi a un corso, il prezzo può essere importante, ma non è certo il fattore discriminante. Chiedete chi sono i docenti, qual è il loro curriculum, quali sono i testi segnalati, i metodi seguiti. Assicuratevi che dietro ai paroloni e ai titoli ci sia arrosto, e non solo fumo. Chiedete se oltre alle ore di teoria è prevista anche una parte pratica. La teoria costa poco, in energia e fatica, e da altrettanto, se non è accompagnata da un valido lavoro sul campo.
Cercate di seguire una vostra strada. Non permettete a nessuno, neppure al grande esperto di turno, di convincervi a fare qualcosa se non ne siete veramente convinti. Ci si abitua a molto, se non a tutto, ma labitudine non è mai una virtù, e di certo non è una scusa. Ricordate: nessuno può costringervi a fare qualcosa che non volete.
Non smettete mai di imparare. Non smettete mai di osservare, di leggere, di capire. Chi vi dice di non aver bisogno di altro, di avere ormai acquisito un metodo valido, è chi ha smesso di imparare. Non bastano tre giorni per diventare istruttori. Non bastano dieci anni. Forse non basta una vita. E forse è proprio per questo che è così bello e faticoso entrare sul campo e lavorare con uomini e cani, giorno dopo giorno.
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USARE LA TESTA,
NON LE BRACCIA
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Un istruttore cinofilo gentile dovrebbe...
Avere una conoscenza approfondita dei principi teorici dellapprendimento
Avere una conoscenza approfondita del comportamento del cane
Aver sviluppato una immagine di ricerca dei segnali visivi del cane
Avere una considerevole esperienza con cani e persone differenti
Avere pazienza, pazienza, pazienza
Avere una attitudine positiva non solo sul cane ma sulle persone
Essere rilassato e concentrato
Essere in grado di ascoltare e di fare buone domande
Trasmettere le conoscenze teoriche in modo molto semplice e chiaro
Non dare mai niente per scontato
Utilizzare immagini visive per spiegare i concetti teorici
Utilizzare esempi pratici
Avere un approccio positivo alla costruzione di esercizi
Avere un approccio positivo alla soluzione dei problemi
Essere in grado di valutare il livello di comprensione e abilità di cane e persone
Non accontentarsi dei risultati ottenuti
Avere sempre presente la sicurezza di uomini e cani
Sapere quando smettere di lavorare
Avere labilità di presentare gli esercizi in modo divertente
Avere fantasia, umorismo, coerenza, pazienza
Istruire e non solo ordinare
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