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CANI PERICOLOSI
I commenti dei lettori di WaggingWeb.

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L' ordinanza contro i cani pericolosi. Ma chi ci salverà dalle leggi “pericolose”?
Gli articoli commentati, e il testo completo delle disposizioni del Ministro Sirchia.

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Febbraio 2004
IN DIFESA DEL CANE
Scusate, cestinate eventualmente senza problemi questa lettera, non ho domande o problemi da porre, è solo uno sfogo! Ho letto solo ora le risposte alla posta di gennaio. Sono perplesso. ...Non per le risposte, che anzi mi danno salutare sollievo, quanto per alcune lettere. Chi si lamenta perché il suo cane non gli pare sufficientemente aggressivo, chi vorrebbe eliminare dalla faccia della terra tutti i cani "potenzialmente pericolosi": com'è evidente da tutto ciò che quello dell'aggressività, della pericolosità, degli attacchi dei quattro zampe è in realtà un problema nostro! Noi facciamo e disfiamo tutto, a nostra "immagine e somiglianza" e siamo pronti a demonizzare gli altri (in questo caso i cani) se qualche cosa poi va storto. Dovremmo essere più responsabili, tutti quanti, lo ammetto, me compreso, e assumerci la responsabilità delle nostre azioni. Un essere umano non ha il diritto di pretendere aggressività se, Dio sia lodato!, il suo cane è di indole accomodante e magari anche un po' sottomessa. Un essere umano non ha il diritto di pretendere la morte di una creatura che, per quanto aggressiva e pericolosa sia, non ha scelto di essere così. Guardiamo per primi noi stessi. E la nostra specie. Tutto questo l'ho imparato da un dobermann, cane killer per eccellenza, cane dunque pericoloso, da eliminare, che non ha diritto di esistere, vero??? Avevo anch'io, meno marcati, tali pregiudizi. Questo cane mi è capitato, non è stato una scelta... ossia, non l'ho cercato, ma quando te lo ritrovi in casa per cause di forza maggiore e la decisione da prendere è tenerlo o portarlo al canile, una scelta la devi pur fare. Era cucciolone, ma avevo un po' di paura, lo ammetto, paura di ritrovarmi con un cane aggressivo, dominante verso di me, attaccabrighe con gli altri cani, pericoloso con i bambini e via dicendo. Ero ignorante, anche se ho sempre avuto cani. Ero vittima dei mostri creati da noi stessi, da questo patetico, continuo bisogno di capri espiatori. Avendo, appunto, sempre avuto cani, ho allevato Bambi esattamente come tutti gli altri, che altro potevo fare? Anzi, un po' meglio degli altri, in quanto nel frattempo ho scoperto questo sito che mi ha insegnato un sacco di cose. E mi ritrovo ora con il cane migliore che potessi sognarmi: dolce, accomodante, superobbediente, sempre desideroso di fare qualcosa con te, affidabilissimo con i bambini, socievole all'inverosimile con gli altri cani. Può uno che nasce killer trasformarsi in un angelo? No, semplicemente perché nessuno NASCE killer, ma chiunque può diventarlo, cane o uomo che sia. Trovo questo demonizzare alcune razze, tra l'altro, molto pericoloso per il nostro modo di pensare... perché ora si parla di razze di cani, ma si può poi scivolare su discorsi assai più spiacevoli: non sottovalutiamo il pericolo, strisciante e sempre presente, del razzismo. E lo dice uno che ha un cane che veniva utilizzato dalla Gestapo: non me ne vergogno perché, appunto, non è certo colpa di questo cane o della "sua razza". Buon anno a tutti e a tutte, nella speranza di un mondo migliore!
WAGGINGWEB RISPONDE
Che dire? Siamo d’accordo! Grazie per il contributo. Unica nota, che viene dalla mia parte di educatore. Non tutti i cani aggressivi lo sono perché stimolati o addestrati dai proprietari. L’aggressività è una componente naturale del comportamento del cane, presente in diverso gradiente negli individui e a volte come attitudine di razza. Spesso mi trovo davanti un proprietario disperato e un cane aggressivo, e né l’uno né l’altro vorrebbe trovarsi in quella situazione. La situazione, capita anche a noi, può semplicemente sfuggire di mano. Quello che serve è più informazione, più conoscenza, più aiuto. E, ogni tanto, anche un pizzico di responsabilità in più.

Qui di seguito due lettere ricevute in Dicembre 2003,
e un messaggio del GRUPPO BAIRO Onlus con riferimento alla proposta di Legge:
Norme per la custodia dei cani potenzialmente aggressivi ed in particolare del pit-bull.
p.d.l. n.263 del 30-04-2003 di iniziativa consiglieri gruppo FI.

CONTRO I PIT BULL
Cari amici, io sono un amante di tutti gli animali, ma alcune razze canine, dovrebbero essere estinte. Vi spiego perché.
Fino a ieri (30/12/2003) possedevo uno splendido pastore maremmano,di nome Zeus, Pipotto per gli amici. Il mio confinante possiede due cani nati da un incrocio tra pitbull e Rottweiler. Ebbene, Pipotto è stato sbranato da questi due cani che l'hanno afferrato dal recinto e l'hanno trascinato per metà del suo corpo nella recinzione straziandone le carni, spellandolo come un coniglio e dilaniandolo.
Zeus era un buon amico, per me e la mia famiglia era ormai un parente stretto, siamo distrutti. Tutto il vicinato è sconvolto perché Zeus era ben voluto da tutti, era affettuoso, simpatico, un compagnone. Dopo aver divorato il mio cane, queste due simpatiche bestioline hanno saltato la recinzione in tutta tranquillità, visto che erano nel recinto della proprietà adiacente alla nostra, ma del tutto incustoditi, e sono andati nell'orticello di un anziano pensionato che per passare il tempo coltiva ortaggi ed alleva polli e conigli, ebbene hanno fatto una strage anche lì. Ma non è tutto, quando furono portati nell'attuale "dimora", le due belve aggredirono subito un pastore tedesco di un anno ferendolo quasi a morte, 60 punti di sutura, perforazione del cranio e frattura della mandibola, e il proprietario delle belve, anziché prendere i cani e portarseli via, li ha lasciati lì aspettando che poi ci scappasse il morto, e nonostante ciò non vuole portare via i due mostri assetati di sangue. Magari aspetta che uccidano me o mia moglie, oppure la bimbetta di otto mesi del nostro vicino. Alla luce dei fatti sono sicuro che quei cani sono pericolosissimi, e in quanto tali da abbattere, ma più pericoloso è il loro padrone che dovrebbe essere incatenato a vita. Alcune razze sono solo pericolose, non hanno nessuna utilità sociale, non servono. Le persone che posseggono certi cani, seguono la moda del momento, poi quando il cane di quella razza non andrà più di moda lo abbandoneranno in qualche campo, così qualche bambino o adulto verrà aggredito. Un cane è una responsabilità, è come avere un bambino, ingenuo e a volte capriccioso. Chi ha un minimo di senso civico certi cani non dovrebbe possederli, o almeno tenerli lontano da altre persone e da altri cani.
WAGGINGWEB RISPONDE
La tua storia è agghiacciante, e contiene delle verità innegabili. La prima è che in caso di incidente il nostro primo pensiero deve andare alle vittime. Al tuo cane, ma anche a te e a chi gli voleva bene. Nessun cane dovrebbe fare quella fine, non il tuo Maremmano, non i pit bull mandati a sbranarsi dentro le arene per il divertimento e i soldi di qualcuno che non so come definire se non criminale. Il secondo pensiero è che chi sceglie di avere un cane dovrebbe avere l’obbligo della responsabilità dell’animale. Quei due cani erano tenuti in condizioni del tutto inadeguate, e rappresentano un grave pericolo. La terza considerazione è che è veramente ingiusto e sbagliato attribuire la responsabilità di ciò che i cani hanno fatto ai cani stessi. I cani non sono altro che il prodotto della nostra cultura e delle nostre aspettative. Il pit bull è nato come cane da combattimento, e combattere è purtroppo ancora oggi il suo mestiere. Il rottweiler è un cane da guardia e da difesa, con una forza impressionante e una certa dose di aggressività. Né il pit bull né il rottweiler hanno scelto di essere come sono. Né quei due cani hanno scelto di essere lasciati incustoditi in un giardino, senza controllo e senza la possibilità di fare una vita migliore. Quei due cani sono sicuramente pericolosi, ma la loro pericolosità, più che dal loro aspetto e dal loro comportamento, nasce da una gestione incosciente e irresponsabile. Se qualcuno deve essere punito, è il proprietario. Alcune razze hanno caratteristiche (prevedibili) che richiedono maggiore attenzione e responsabilità, ma è ingiusto attribuire una colpa sulla base dell’aspetto. Io credo di avere il diritto di possedere un rottweiler o un pit bull, se sono in grado di gestirli nel modo corretto. A cosa serva avere questi cani è un altro paio di maniche.

MAREMMANO AGGRESSIVO
Ho un maremmano, maschio, di circa 7 mesi. E' molto affezionato ai membri della mia famiglia, vivace, giocherellone e, considerata la razza, sufficientemente ubbidiente. Il problema è che sta diventando di giorno in giorno sempre più diffidente ed aggressivo nei confronti dei parenti e degli amici che ci vengono a trovare, e a nulla valgono i nostri tentativi di rassicurarlo e di calmarlo. Potrei giustificare tutto questo se si trattasse di visitatori "occasionali", ma mi stupisce tale comportamento nei confronti dei frequentatori abituali, quasi quotidiani, della nostra casa. Non avendo precedenti esperienze in materia, vi prego di suggerirmi qualche rimedio. Grazie e saluti.
WAGGINGWEB RISPONDE
Quando ho risposto alla mail sul maremmano sbranato da due meticci rott/pit, non ho potuto fare a meno di pensare che anche questa razza non è esente da problemi nella convivenza con l’uomo. Il maremmano è uno splendido cane, nato per stare in mezzo a un gregge di pecore. Migliaia di anni come guardiano delle greggi hanno forgiato il suo aspetto e il suo comportamento. E’ un cane grande, dalle zampe lunghe e il pelo folto. E’ grande perché così riesce a seguire il gregge per centinaia di chilometri, ed è più resistente alla fame e al freddo. Ancora oggi il maremmano è un cane molto parco nel mangiare, rustico, capace di dormire in giardino sotto la neve, o di starsene sotto la pioggia per ore anche se ha una comoda cuccia. L’aspetto più particolare però è il suo comportamento. Tende a formare un legame molto forte con ciò che gli è vicino nei primi mesi di vita. Questo legame non solo è forte, è esclusivo. Per un maremmano adulto non esistono sfumature: o ti conosco da quando ero cucciolo, e siamo amici, o non ti conosco. Il maremmano è un cane che non ama giocare con la pallina, le pecore deve proteggerle, non inseguirle per gioco! Non ama essere legato, costretto, non sa cosa vuol dire dover obbedire. Queste caratteristiche, che sono ideali in un cane da guardia del gregge, possono essere un serio problema se vive in una situazione differente. Alcuni soggetti sono meno protettivi/aggressivi, più socievoli e tolleranti, altri meno. Il tuo maremmano appartiene probabilmente al gruppo dei cani più diffidenti e aggressivi. Come ti ho scritto, il suo temperamento tipico è un problema, perché il cane non è motivato dal cibo, dal gioco e neppure dal contatto fisico o sociale. Questo significa che non hai la strada facile per cambiare il suo comportamento.
WAGGINGWEB CONSIGLIA
La scelta migliore è contattare un serio comportamentista, che abbia esperienza con la razza. Non può dirti che devi dargli un bocconcino quando si siede, senza sapere che 9 volte su 10 un maremmano non farà assolutamente niente, per ottenere un bocconcino in cambio. Se il tuo cane mangia volentieri, puoi comunque usare il cibo per insegnargli dei comportamenti alternativi e graditi. In base a quello che mi scrivi, la mia prima idea però è di fare molta attenzione a come vi comportate quando il cane esibisce aggressività. Non dovete assolutamente mai cercare di tranquillizzarlo e rassicurarlo. In pratica, comportandovi così, rischiate seriamente di dare al cane l’informazione opposta “essere aggressivo con quelle persone va bene”. Non dovete però neanche sgridarlo, altrimenti il cane penserà sul serio che quella situazione è pericolosa! Dovete invece gestire con cautela la situazione. Insegnate al cane a sedersi a comando. Quando avete ospiti, legate il cane con collare fisso e guinzaglio. Chiedete al cane di sedersi, mettetevi davanti al cane, e quindi fate entrare gli ospiti. Gli ospiti devono ignorare il cane. Se il cane non rimane seduto, insistete con gentilezza ma determinazione. Siete voi i padroni di casa, e sta a voi decidere chi entra. Tenete il cane al guinzaglio, evitando sempre il rischio di incidenti, e chiedete al cane di rimanere fermo al vostro fianco, o legato in cuccia. Date al cane attenzione e fategli i complimenti solo se si comporta bene. Dovete essere molto consistenti e determinati, o il cane non capirà cosa deve fare. Se ci sono dei bambini, il cane deve essere chiuso in un luogo sicuro, se c’è il rischio di un contatto con un estraneo, deve indossare una museruola.

Riceviamo e pubblichiamo.


Qui la proposta di legge:
Norme per la custodia dei cani potenzialmente aggressivi ed in particolare del pit-bull.
p.d.l. n.263 del 30-04-2003 di iniziativa consiglieri gruppo FI
la legge in oggetto intende regolamentare la detenzione di cani potenzialmente pericolosi, salvaguardare l’incolumità delle persone, senza perdere di vista il rispetto per i cani stessi. Nell’articolato si prevede l’obbligo di una licenza preventiva per l’acquisto di cani di grossa taglia potenzialmente pericolosi; si stabilisce il principio secondo il quale sono da punirsi le attività che mirano allo sviluppo dell’aggressività dell’animale. Il testo dispone la denuncia al Comune del possesso dei suddetti cani e prevede la costituzione di un’anagrafe speciale, prevede l’obbligo della stipula di un’assicurazione per gli eventuali danni, infine stabilisce il divieto ai minori di anni diciotto di condurre nei pubblici locali e nei mezzi di trasporto pubblici questi cani.
Sono previste consultazioni sul provvedimento.

Il testo informativo riportato sopra e' tratto dal sito del Consiglio Regionale della Regione Toscana, a cui potete rivolgervi per maggiori informazioni. http://www.consiglio.regione.toscana.it/Informazione/Pubblicazioni/Rubrica%20degli%20Atti/Testo/rubrica14_contenuto1.asp

e il messaggio el GRUPPO BAIRO Onlus.
(Nota: abbiamo operato dei tagli, sia per questioni di lunghezza del testo, sia perché si tratta di argomenti contrari alla nostra linea editoriale. Il testo integrale può essere richiesto all’indirizzo che trovate in fondo alla lettera).

Si porta a conoscenza che questo messaggio è stato inviato a tutti i giornali e forze politiche.
Egregi signori
Giovedì 8 gennaio 2004 alle ore 15 si discuterà sulla proposta di legge n. 263 del 22 aprile 2003, presentata dal consigliere regionale toscano Lorenzo Zirri e colleghi di Forza Italia: "Norme per la custodia dei cani potenzialmente aggressivi ed in particolare dei pitt bull".
Questa proposta, considerando i cani alla stregua di oggetti (infatti se ne dispone la confisca), pretende di imporre comportamenti punitivi nei loro confronti e nei confronti dei loro "proprietari". In particolare quanto indicato all'art. 9 e cioè l'obbligo di condurre al guinzaglio e muniti di museruola i cani di peso superiore a 22 kg o di altezza al garrese superiore ai cm. 35.
Tale obbligo diventa uno strumento coercitivo che esaspera gli animali compromettendone la serenità a livello comportamentale.
Ma, cosa impressionante, il successivo art. 14 esclude dall'obbligo, tra gli altri, i cani da caccia. Ci viene spontaneo chiedere: i cani "usati" per la caccia o i cani di "razze" da caccia? Perchè i cani da caccia, come setter, bracco, spinone, ecc. che sono alti al garrese tra i 56 e 70 cm. e i maschi pesano tra i 28 e 37 kg. (dati dell'E.N.C.I.) non hanno l'obbligo di museruola e guinzaglio congiunti?
Quale sottoprincipio li esclude? Forse quello di privilegiare i cacciatori?
Poi: come verrà classificato il pastore tedesco? Poiché è trai maggiori "morsicatori" dovrebbe rientrare nella categoria dei "cani pericolosi" ma in quanto cane guida per ciechi, cane poliziotto, cane antivalanga, cane antiesplosivo, cane...............rientra nella categoria degli esclusi dagli obblighi. Quindi il "pastore tedesco" si divide in due categorie in funzione dell'addestramento che ha avuto e in funzione dell'appartenenza. Ma allora, se così è, l'impalcatura che sostiene la proposta di legge crolla, in quanto crolla il suo principio: i cani che appartengono a certe razze sono pericolosi.
L'art. 2 prevede le norme per salvaguardare le esigenze fisiologiche ed etologiche del cane ma come possono una museruola e un guinzaglio corto congiunti salvaguardare le esigenze fisiologiche ed etologiche del cane?
Anche la Corte di Cassazione con la recente sentenza 46291 del 3 dicembre 2003 ha decretato che si può far male anche senza ledere il fisico, perché i cani sono "esseri viventi capaci di percepire con dolore comportamenti non ispirati a simpatia, compassione ed umanità".
Come cittadini civili che hanno a cuore il rispetto di ogni forma di vita e quello delle leggi in vigore, sensibili alla sofferenza in cui gli animali, in questo caso i cani (ai quali la legge quadro 281 del 14 agosto 1991 - definendoli animali d'affezione - accorda loro particolare tutela) subiscono da parte dell'uomo sia esso individuo che istituzione, cogliamo l'occasione della suddetta proposta per esprimere le nostre considerazioni.
Commentiamo i vari punti della relazione e dell'articolato Zirri evidenziando le discordanze più vistose e analizzando quello che per noi è contraddittorio, illogico, immorale:
Il controllo del "corretto e civile rapporto che si deve instaurare fra il detentore ed il proprio animale" non può essere effettuato agendo sul cane ma sull'uomo. Il cane è permeabile come un bambino, non ha potere che il padrone non gli abbia dato sia con comportamenti attivi che omissivi.
I cani "potenzialmente pericolosi" perché "addestrati all'aggressione" non sono responsabili per essere stati "addestrati all'aggressione". Siamo d'accordo "nel frenare simili comportamenti" ma è proibendoli all'uomo che il cane cessa di essere pericoloso in quanto non addestrato ad esserlo. Anche gli etologi sono concordi nell'affermare che nessun cane è pericoloso per natura e che i cani potenti sono soltanto cani ben armati. Pericoloso può essere l'uso che l'uomo fa del cane.
Quale "popolazione" vuole la punizione dei cani appartenenti alle cosiddette razze pericolose? Forse una minima parte della società quella che li considera alla pari di belve feroci (quelle della giungla per intenderci) in quanto la stragrande maggioranza è sensibile al benessere degli animali. In Italia i cani in famiglia sono circa sei milioni sommati ai gatti e ad altri animali si può dire che una famiglia su cinque possiede animali per il piacere di averli. Molti, molti più dei cacciatori. Molti, molti voti in più se solo pensassero di usare un tale potere!! Ma in futuro chissà!! Internet parla.
E a proposito del giudizio sui cani i quali "poco hanno a che vedere con creature portate verso la fedeltà e l'amicizia per l'uomo" obiettiamo che è ridicolo vedere la pagliuzza nell'occhio del cane e non la trave nell'occhio umano. Quella fedeltà e quell'amicizia vengono continuamente tradite impunemente dall'uomo con l'abbandono, lo sfruttamento, i maltrattamenti e le sevizie ma l'uomo la pretende anche dal cane istruito per aggredire, pretende che amicizia e fedeltà il cane le debba anche al suo aguzzino. Basta leggere le ossessive notizie di varie crudeltà, consultare i siti web, visitare i canili lager regno della fedeltà violata e dell'amicizia tradita, per capirlo.
Il divieto di importazione, di allevamento, di detenzione, di trasferimento, l'obbligo della sterilizzazione di cani della razza pitt-bull "usati spesso nelle esibizioni di combattimento fra cani" punisce i cani e ignora i delinquenti umani che sfruttano il cane armato suo malgrado, per buttarlo nelle arene a morire, allo scopo di procurare 750 milioni di euro l'anno alla malavita. Perché punire il pit bull vittima innocente e non chi lo ingaggia, lo addestra, lo tortura fin da cucciolo e lo getta via come un ammasso di sangue e carne? Quale morale sottintende allo scambio dei ruoli tra vittima e carnefice? I combattimenti fra cani sono saldamente in mano alla criminalità organizzata come confermato dalle indagini degli inquirenti e le vittime, cani come pit bull, rottweiler, bull mastiff e altre razze, sono gli strumenti vivi che occorre salvare per rispettare le leggi se non l'etica e i sentimenti. Inoltre i cani usati per il combattimento vengono addestrati con altre vittime: cani e gatti randagi o rubati. Non sono anch'essi animali d'affezione? Forse che i cani preferiscono combattere da schiavi oppure essere gli animali fedeli e amichevoli che sono e di cui tanto ci riempiamo la bocca per raccontare favole?
Dubitiamo e con ottime ragioni, che le risorse finanziarie derivanti dalle sanzioni previste vengano destinate alla lotta al randagismo. Tutti conoscono l'esito della legge quadro 281 del 14 agosto 1991 e regionale n. 43 dell'8 aprile 1995 che predicavano la lotta al randagismo. Il randagismo è aumentato follemente. Più cani vivono ammassati in pochi metri quadrati di spazio e molti cittadini si fanno carico di ciò che le Istituzioni dovrebbero fare e non fanno. Se ogni governo comunale, regionale, nazionale, avesse il coraggio della morale che proclama con le proprie leggi ciò non accadrebbe.
Se ci si vuole adeguare all'Inghilterra perché non seguirne l'esempio anche nell'abolizione di cacce particolarmente barbare (la caccia alla volpe e, in Italia, la caccia al cinghiale dove ad ogni battuta decine di cani vengono sventrati senza che nessuno inorridisca? Inoltre anche negli Stati che per primi hanno bandito le razze pericolose si fa strada la nuova filosofia che è quella di punire il fatto e non la razza.
Infine e soprattutto, rifiutiamo il concetto di "razze pericolose", così come lo rifiuta l'Ente Nazionale della Cinofilia Italiana che, forte delle competenze attribuitegli dallo Stato con D.L. 529/1992 afferma: "Non esistono razze pericolose ma cani pericolosi". L'E.N.C.I. concorda sull'uso della museruola, quale mezzo di prevenzione, soltanto per quei soggetti identificati come "morsicatori" o come "potenzialmente pericolosi" dai servizi di prevenzione veterinaria delle Aziende sanitarie. Anche gli etologi sono concordi nell'affermare che nessun cane è pericoloso per natura e che i cani potenti sono soltanto cani ben armati. La medicina moderna predica la prevenzione delle malattie perché una volta ammalati è duro e costoso guarire. Questo concetto vale anche per i cani "pericolosi": impediamo che ci siano intervenendo alla radice, controllando cioè allevamenti, centri di addestramento, tatuaggi, magari costituendo un registro delle aggressioni..........ecc.

Ci auguriamo che la proposta di legge venga rigettata.
Enrica Boiocchi - Vice presidente GRUPPO BAIRO Onlus www.bairo.biz