cd retriever

Il nuovo standard del Rottweiler:
la coda intera.
di Daniela Maffei

Se siamo allevatori cinofili, alleviamo secondo standard.
Lo standard ci impone la coda al naturale... bhe, ci adeguiamo,
così come ci siamo già adeguati per il mantello di un certo colore,
le orecchie di una certa forma, una certa altezza ecc.

La NOSTRA razza tale rimane anche se ci aggiungiamo la coda.


La collocazione temporale.
E' importante ricordare due avvenimenti “storici”: il primo, nel 1998: in Germania entra in vigore una legge che vieta le amputazioni estetiche negli animali d’affezione.
Il rott, come per altri cani di origine tedesca - doberman, schnauzer, alano, boxer ecc, - giusto per citare le prime che mi vengono in mente, é una razza il cui standard é stato stilato dal Club posto a tutela della razza, ADRK, e depositato presso la FCI (Federazione cinologica internazionale) come standard di ‘proprietà’ del Club depositatore; quando vi é un cambio di standard, é sempre e solo il Club proprietario a poter richiedere il cambio di standard.

Nel caso del rott, la legge tedesca ha imposto, alle società specializzate poste a tutela di razze in cui era previsto il taglio di coda od orecchie, il cambio di standard, per uniformarsi alle leggi in vigore in Germania;
Forse la spiegazione é un po’ confusa, ma la sostanza non cambia: é stato chiesto - ed ottenuto, nell’aprile 2000, - qui il secondo avvenimento “storico” - un cambio di standard per il rott, per mantenergli la coda “allo stato naturale”.

E sino qui, tutto sommato, niente di strano. SE...
Se tutti coloro che allevano cani, e tutti coloro che cercano cuccioli, fossero dei cinofili…..
Sembra una contraddizione di termini, ma se avrete ancora un attimo di pazienza, mi spiego meglio.

Se siamo allevatori cinofili, alleviamo secondo standard.
Lo standard ci impone la coda al naturale..., ci adeguiamo, così come ci siamo già adeguati per il mantello di un certo colore, le orecchie di una certa forma, una certa altezza ecc ecc ecc. La NOSTRA razza tale rimane anche se ci aggiungiamo la coda.

Se siamo futuri proprietari di cane e cinofili, sapremmo intanto che ESISTE uno standard, che il nostro futuro cucciolo ha un aspetto esteriore, ed uno interiore, codificati da questo standard (.... ma che pretese che ha questo standard!) e che un cane di razza per essere tale deve aderire, nel modo più ampio possibile, allo standard della sua razza. Per dunque...... Se ci piace quella razza, e certo il rott non piace perché é bello o elegante, ma molto di più per le sue qualità caratteriali.... bhe, il cane ci piacerebbe comunque ANCHE con la coda...

Non ho detto che la prima volta che uno vede un rott con la coda integra deve rimanere “folgorato” dalla sua nuova immagine.
Anch’io, al primo impatto, oramai quasi 8 anni fa, sono rimasta sconcertata.... “che é ‘sta cosa?” ho pensato... poi ho guardato, ho riguardato, ancora e ancora..... ho avuto dei cuccioli con la coda e.... ora i ‘vecchi’, quelli senza la coda, mi sembrano.... monchi!!

In effetti, a ben guardare.... NON hanno la coda!


Non TUTTE le code sono belle...
In questi due anni, però, di tutti i rott ‘codati’ che ho visto, e ne ho visti!!!! pochissimi - se non sbaglio tre - avevano le code non gradevoli: troppo corte e sottili, che tendevano ad arricciolarsi sul dorso (tipo Akita, per intenderci!) .
Direi che tre su..... diciamo 100?!? cani che ho visto, mi pare una OTTIMA media per una razza a cui la coda non é mai stata selezionata. Vorrei sapere quanti Pastori Tedeschi non hanno la coda ‘giusta’ e in questa razza la coda é selezionata da sempre.

Il gusto personale di ognuno di noi può anche discostarsi da quello che é un discorso di aderenza allo standard, ciò che non va perso di vista è la conformità allo standard della razza scelta.
Se il rott con la coda (ancora) non ci piace, quello che possiamo fare è di NON PRENDERE un rottweiler ! E non, come fanno ancora molti, di amputargli la coda…. Ci sono centinaia di razze e, fra tutte quelle presenti, troveremo certo un cane che ci piace - quasi - come il rott, ed eviteremo di fare danni alla razza, oltre a sottoporre il nostro rott a una serie di sofferenze fisiche (e che non mi vengano a raccontare che a tagliare la coda ai cuccioli di 3 giorni questi non sentono nulla…, sentono, eccome se sentono!!!) solo per un nostro capriccio estetico.


Un punto di confusione invece di chiarezza assoluta.
L’organo supremo di tutti gli ‘ENCI’ di tutti gli Stati: la FCI, la quale ha emesso un comunicato nel quale ci infoma che: “I cani devono essere giudicati secondo lo standard in vigore” e sino qui, non c’é nulla di strano, No? Perciò se il rott ha la coda, la coda gli deve essere giudicata, e se non ce l’ha, non gliela si può giudicare... giusto? Anche perché nello standard non c’é scritto da nessuna parte che il rott con la coda amputata, nato dopo l'introduzione del nuovo standard, sia soggetto a qualche “punizione”.

Ma.... Allora, se io ho un cane che nasce con la coda “rotta”, e nello standard questo é un difetto da SQUALIFICA, se io gli taglio la coda.... elimino anche il difetto, o no?
Ma il rott ‘S’codato, nato dopo il cambio di standard, va, per ora, ancora in riproduzione e si continua a trasmettere il difetto. Sic! E questo non è positivo.

Soltanto in Germania e in Austria, per il momento, i giudici hanno ricevuto una direttiva dal Club di razza alla quale devono attenersi scrupolosamente: i rott presentati a coda mozza nati dopo l'introduzione della legge, vanno squalificati. Non solo dalle gare, ma anche dalla riproduzione. Ciò è possibile in quanto in questi due paesi la riproduzione di un cane di razza è assoggettata ad una serie di controlli che, se non vengono rispettati, impediscono l'emissione del pedigree ai figli.

Quello che però non mi torna é questo: anche nello standard del pastore tedesco NON c’é scritto che il cane con la coda amputata é da squalifica... E allora perché nessuno porta in expo un PT con la coda amputata??? O perché nessuno alleva PT senza coda e nessuno chiede PT cuccioli con la coda amputata?

Lascio la risposta a queste domande a coloro che hanno avuto la pazienza di leggermi sino in fondo.
Un cordiale saluto CINOFILO a tutti i lettori
Daniela Maffei