cd retriever


Priscilla è una bastardina di piccola taglia. Il termine “bastardo” si riferisce a un cane il cui aspetto e comportamento non sono il prodotto della selezione diretta da parte dell’uomo, quanto dell’adattamento all’ambiente domestico, della grande variabilità della specie Canis familiaris, e dell’accoppiamento casuale tra individui con caratteristiche.





I cani hanno simpatie e antipatie come gli uomini? I cani hanno la capacità di riconoscere individualmente i cani, e le persone con cui hanno contatti frequenti. Proprio come gli uomini dimostrano di preferire alcuni individui, e di trovare indifferenti o decisamente sgradevoli altri. Anche se è giusto rispettare queste preferenze, è importante evitare che il cane manifesti la sua insofferenza con atteggiamenti aggressivi. Meglio distrarlo e allontanarsi.





Con quali criteri scegliere il maschio ideale? Le caratteristiche più importanti di un maschio sono la salute fisica e il buon carattere. Se si tratta di due cani di razza, è preferibile chiedere consiglio a un esperto, prima di scegliere se e come accoppiare la femmina. Un cane di razza dovrebbe essere iscritto al Libro Genealogico, avere quindi un pedigree riconosciuto dall’ENCI, avere eseguiti i dovuti controlli per le patologie genetiche che possono colpire la razza, ed eventualmente i test caratteriali indicati dal Club di razza. Un cane maschio con una salute di ferro, un bel carattere e i documenti in regola non sarà comunque in grado di rimediare ad eventuali mancanze della femmina: i cuccioli, TUTTI i cuccioli, ereditano il 50% del proprio corredo genetico dalla madre, e il 50% dal padre.

Inizia con il primo numero di Waggingweb un primo ciclo di racconti, dedicati alle vicende di una simpatica meticcia, Priscilla, attraverso gli occhi della sua famiglia umana.
Il testo sarà lo spunto per alcune note, che spiegano e approfondiscono i diversi argomenti dal punto di vista del comportamento e della storia del cane.

UNA “RAGAZZA” IN ETA’ DA MARITO

Sin da quando Priscilla era un cucciolo sapevo che l’avrei fatta sposare e che avrebbe avuto dei figli. La causa di questa mia certezza, non lo nego, è legata al timore di perdere un cane che ho desiderato così com’è fin fa quando era piccola.

Un figlio di Priscilla mi è sempre sembrato l’ideale continuazione e ripetizione dell’amore che provo per il mio cane. Intuivo che la cosa più difficile, per avere un cucciolo di Priscilla, sarebbe stata la ricerca del partner ed infatti così è stato.

Priscilla è una meticcia a pelo duro di circa 10 kg.
Ho cominciato a guardare cani in giro per la città come una ragazza in età da marito. Il procedimento ere il seguente: guardavo i cani scartando ovviamente quelli troppo grossi, quelli con la faccia antipatica e quelli con il padrone antipatico; a tutti gli altri, o meglio ai loro padroni, chiedevo il numero di telefono. Ho un’intera agenda dedicata ai potenziali fidanzati. Nella ricerca sono stata facilitata dal fatto che Priscilla ed io abbiamo gusti molto simili in fatto di cani e di persone, tanto che molto spesso riesco a valutare a distanza se il cane o la persona le potranno piacere.

Nonostante ciò ho scelto male il primo potenziale marito. In un viale che frequentiamo abbiamo incontrato un terrier bellissimo, molto affettuoso e con padroni molto simpatici. Priscilla non sembrava entusiasta, cioè non le dispiaceva come tipo, ma non ne era affascinata, lo annusava per un po’, scodinzolava brevemente e poi assumeva la sua classica aria di noncuranza. Talvolta, quando i due si incontravano e lui la avvicinava festoso, lei si sedeva e girava il muso. Io cercando di essere razionale pensavo che nei “giorni giusti” i due si sarebbero piaciuti di più, e soprattutto pensavo che i cuccioli sarebbero venuti benissimo e che avrei avuto maggiore facilità nel collocare al meglio quelli che non avrei tenuto.

Pochi giorni prima del mio matrimonio, in un’atmosfera di tranquilli preparativi, in un clima piacevole di fine estate, avvenne l’incontro finalizzato ai cuccioli. Ero emozionantissima e contenta. Sbagliavo.

Talvolta la natura riporta l’uomo alla sua piccolezza e gli dimostra che non può intervenire più di tanto nel suo corso. A Priscilla il cane che avevo scelto non piaceva: troppo irruente, troppo nervoso, poco solido. Siamo tornate a casa e Priscilla sembrava molto sollevata, oserei dire felice di quel distacco. La “caccia” al marito ideale era riaperta: bisognava ripartire.

A questa ricerca partecipava anche mia madre, che un giorno mi presentò un cane molto simile a Priscilla: il mantello più chiaro, una bella espressione, insomma, un bel tipo…ma la padrona! Era proprio antipatica, e l’idea di trascorrere con quella donna il tempo necessario all’accoppiamento mi terrorizzava. Il “matrimonio” di Priscilla doveva essere una cosa bellissima per lei e per me, quindi quel cane era scartato a priori. Se i cani assomigliano ai padroni, come sarebbero stati i cuccioli? No, non si poteva proprio organizzare. Mio marito continuava nel frattempo a propormi il suo Alonso, che è un cane delizioso, intelligente, selettivo e furbo come sanno esserlo solo i cani di campagna, ma Alonso era più interessato alla caccia alle galline e alle fughe notturne che all’accoppiamento, quindi anche questa alternativa venne scartata. Poi all’improvviso mia madre si ricordò di un cane che le era sempre piaciuto. Questo cane abitava vicino a una panetteria e molto spesso era in giro da solo: andava ai giardinetti attraversando la strada sulle strisce pedonali e attendeva i clienti della panetteria sulla porta. Ovviamente ne diventammo clienti.

A Priscilla quel cane piacque subito: il suo nome è Bush.

LA SCELTA DEL PARTNER

Come in molti animali, anche nel cane maschi e femmine hanno strategie molto diverse quando si tratta di scegliere un compagno per riprodursi. I maschi sono ben poco selettivi, e cercano di inseguire, corteggiare e accoppiarsi con qualunque femmina disponibile. Si sente spesso dire che i maschi sono sempre “in calore”: il calore però è determinato da un cambiamento ormonale e fisiologico degli apparati riproduttivi della cagna, che nel maschio non si verifica. I maschi sono comunque fertili e pronti ad accoppiarsi durante tutto l’anno. Nelle femmine invece il periodo fertile si concentra nei due periodi di calore, o meglio di estro, dell’anno. E’ solo in questi giorni che la femmina accetta di accoppiarsi. Anche in questi giorni però la cagna può dimostrarsi piuttosto selettiva, e può accettare il corteggiamento di un cane o rifiutarlo. In natura le ragioni di questa scelta dipendono da molti fattori: il maschio deve dimostrare di avere le qualità di un buon padre, essere pronto a prendersi cura dei figli, o avere caratteristiche gradite alla compagna e che ne indicano la buona salute e i “buoni geni”. Nelle specie in cui si forma un legame di coppia tutto questo è meno importante, perché il maschio è già stato messo alla prova nei mesi e negli anni precedenti. Le femmine tendono quindi ad accettare più facilmente il corteggiamento del maschio con cui vivono, mentre possono essere più ritrose con un maschio sconosciuto.